Il nuovo regolamento ORC 2020 e la “stangata” sui Code Zero

La stagione di regate 2020 ORC porterà con se l’aggiornamento del VPP (velocity prediction program), il programma alla base del software di calcolo dell’ORC, ovvero il sistema in base al quale vengono elaborati i certificati di stazza di ogni barca in Orc International. L’impatto generale delle modifiche sulla flotta sembra essere modesto, se non su un particolare decisivo: il modo in cui vengono considerati i Code Zero, vele molto usate per gli eventi iridati come i Mondiali e gli Europei dove sono previste le regate offshore o costiere.

Nella precedente versione del regolamento, sui Code, per evitare di essere considerati come dei “super genoa” che avrebbero penalizzato molto il rating, la misura tra metà balumina e inferitura doveva essere il 75% o più della lunghezza della base. I Code così venivano letti come dei piccoli gennaker e non pesavano sul certificato.

I velai, e i velisti, si sono però ingegnati con regolazioni e forme per utilizzare quei Code anche di bolina larga. Sicuramente anche la tendenza di non utilizzare più il cavo anti torsione da parte di molte velerie ha migliorato le prestazioni di queste vele di bolina. L’Orc ha deciso di “punire” questa tendenza aumentando la misura all’85%, rendendo quindi i Code ancora più vicini come geometrie ai gennaker e il loro utilizzo in bolina sarà molto più difficoltoso. A meno che non si decida di impiegare vele con un rapporto inferiore all’85% che verranno però stazzate come dei super genoa molto penalizzanti sul rating.

Di per se si tratta di una modifica coerente con quanto succede sui campi di regata, e da questo punto di vista è ineccepibile. Ma si crea una differenza con il regolamento IRC che tratta ancora nella vecchia modalità i Code. Considerato che nel 2020 ci sarà il mondiale d’altura unificato IRC/ORC non è un dettaglio di poco conto.

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