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Un sogno chiamato Oceano: da La Rochelle a Santa Lucia a bordo di un Neel 47

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Della ARC Plus di Minimole, il Neel 47 di Aldo Fumagalli, vi avevamo già parlato QUI. Il trimarano italiano ha vinto entrambe le tappe del rally Atlantico ed è in odore di essere anche il vincitore in tempo compensato. Quale migliore occasione per farci raccontare “on board” questa splendida avventura? L’autore è direttamente lo skipper di Minimole, Marco Corno, che è stato a bordo del trimarano fin dalla partenza da La Rochelle. Ed è proprio dalla Francia atlantica che parte il suo racconto.

LA PARTENZA DA LA ROCHELLE

Il tempo per preparare la barca e`stato molto limitato. Minimole è stata varata di tutta fretta solo il 16 di settembre 2019 a la Rochelle, sede del cantiere Neel. Partendo dal risultato acquisito, direi che ci sono state alcune decisioni iniziali che hanno premesso , e dato il là di fatto, al successo. Aldo Fumagalli, ex patron della Candy  con un sogno atlantico, si avvicina per la prima volta alle grandi regate. La storia della vela italiana è ricca di industriali che hanno portato il tricolore in alto nelle classifiche, e proprio ad Aldo Fumagalli si devono alcune intuizioni vincenti.

In particolare Minimole è infatti stato dotato dell’armo da regata: albero in carbonio, randa maggiorata con 3 possibili riduzioni di superficie velica. L’acquisto di un pasasailor di grandi dimensioni si è rivelato findamentale per ottenere una buona efficenza anche con vento in poppa piena (da sempre penalizzante i multiscafi).

Il cantiere ha consegnato la barca un po’ in fretta, con finiture da rivedere e regolazioni delle vele da creare. Anche qui Aldo Fumagalli ha avuto fiuto, ed è entrato a far parte della squadra Minimole Patrick Phelipon.  Patrick, originario proprio di La Rochelle,(ma da oltre 20 anni residente in Italia), ha una grande esperienza di regate e della preparazione delle barche da crociera atlantica. Patrick dal 16 di settembre fino alla partenza della ARC + ,non ha mai smesso un minuto di lavorare (assistito da tutto l’equipaggio) sulla messa in sicurezza e nella messa a punto delle regolazioni del Minimole.

Fin dalla partenza da La Rochelle, l’obiettivo della nostra ARC e`stato chiaro: essere competitivi nei multiscafi. Il NEEL 47 `uno dei più piccoli multiscafi iscritti ed a uno dei più lenti sulla carta (TCF IRC di1,039).

La storia

Come dicevo , ho ritirato da barca dal cantiere il 16 di settembre, il 18 con Patrick abbiamo fatto una prima lista di lavori da fare e comperato l’occorrente. Il tempo stringe, le previsioni nel golfo di Biscaglia prevedono un forte peggioramento , e decidiamo che il primo “giretto” di prova del Neel post varo, debba essere di oltre 350 MN , da la Rochelle alla Galizia. Sicuramente un’imprudenza fare con una barca appena varata 350MN, ma poi si è rivelata  una buona decisione. I partecipanti alla minitransat, che sarebbe dovuta partire solo 3 giorni dopo, sono invece stati costretti a rimanere in porto per altre 2 settimane per venti da sud di oltre 40 Kts nel golfo(Uragano Lorenzo).

Minimole ha fatto le 350MN in tutta tranquillità con venti portanti e con punte di velocità anche di 20Kts. Mi sono trovato subito a mio agio al timone di Minimole: la barca trasmette sicurezza e stabilità. In Galizia , sempre sotto la guida di Patrick Phelipon, abbiamo iniziato a montare alcune delle modifiche alle regolazioni del trimarano (i multiscafi vengono spesso venduti con pochissime regolazioni e questo li rende, sicuramente semplici e facili nell’utilizzo, ma anche performanti sotto il loro reale potenziale).

Archetto della randa con strozzatori (in modo da ovviare  almeno in parte l’assenza di Wang)

Barber al genoa per permettere una buona regolazione della vela anche con venti portanti

Rinvio in coperta della Mura del gennaker

Circuito nuovo di Gennaker (scotte e bracci) compatibile con parasailor

Raddoppio delle drizze in dotazione (sia gennaker che randa).

Drizza del genoa fissa con regolazione a base albero.

Trinchetta autovirante con scotte e strozzatori

Prima della Partenza dalla Galizia per Lisbona ci viene consegnato il Parasailor da 255Mq. La vela è stata accolto con molta diffidenza sia da me che da Patrick. Una vela “bucata”, non rientra nello stile di un regatante come noi, tantomeno se a 180gradi le perturbazioni che crea la randa ti obbligano a navigare solo con il parasailor. La trasferta fino a Cascais (meno di 300MN) si svolge con venti da Nord tra i 15 ed i 20 Kts e ci permette di provare gennaker e Parasailor, e di fare ancora più esperienza con Minimole. Con Patrick definiamo il Parasailor una vela usabile “solo” con venti da 180 gradi, ma la cosa più importante e’ che iniziamo a vederne l’utilità. (il Parasailor sarà poi il grande protagonista).

Parasailor con doppio tangone

A Cascais facciamo una nuova revisione della attrezzatura e constatiamo una grande usura delle drizze : Viene deciso si dotare di calza i punti critici di usura di tutte le drizze e di riverificarne l’usura a Las Palmas. A Cascais troviamo anche un’altra barca partecipante alla ARC+: La Linea,  barca del Norvegese Per Inge, un Neel 51 (trimarano) : e’ una grande occasione per un primo confronto in mare tra Minimole ed il Neel Norvegiese .

Ci accordiamo per partire da Cascais verso le 12. Purtroppo Minimole è sotto sopra. I boccaporti sono stati ristagnati, ed dobbiamo mettere alcuni tientibene aggiuntivi.  Riusciamo a partire solo alle 18, dando ben 6 hs di vantaggio a La Linea. Iniziamo a bolinare verso sud con un vento tra i 15 ed i 20 Kts e onda formata. Dopo 24h di navigazione appare sullo schermo l’AIS della Linea: e` la certezza che navigiamo veloci e che possiamo competere con catamarani più grandi di noi. (in sole 24h abbiamo rucuperato oltre 4h )

Alla fine arriviamo a Las Palmas (700 MN di trasferta ) con quasi una giornata di vantaggio su La Linea ed aumenta in noi la consapevolezza di poter competere.

Abbiamo un problema grave di motore ed elettronica. Ci concentriamo sui molti lavori da fare.

Arriva finalmente il giorno della partenza. Purtroppo nessuno del Minimole ha potuto godere delle feste e dei Tours organizzati dalla ARC: Dalle 8 alle 20 tutti i giorni solo lavorando sulla barca. Abbiamo dotato la barca di un Code Zero, gennaker da vento forte di 120 Mq, gennaker piu`leggero da 150mq e Parasailor da 255Mq. Finalmente andiamo in mare, stanchi ed annoiati dai continui lavori di messa a punto, la voglia di regata e`alta.

10 NOVEMBRE – LAS PALMAS

Io non ho nessuna esperienza di regate atlantiche, ma ho speso gli ultimi 45 anni facendo molte regate in 470 e laser prima (da giovane) e barche da crociera/veloce negli ultimi anni: parto quindi molto aggressivo, come si trattasse di una regata a bastone di poche miglia. Partenza perfetta, siamo primi, ci stupiamo. Il vento aumenta e dai 12kts arriviamo ai 20. Vediamo che alcune delle barche vicino a noi iniziano a ridurre: noi ? no siamo matti ?? siamo primi teniamo duro. L’adrenalina ci prende un po troppo ed alla fine vicini a 30 kts di vento arriva la prima straorza. Ok va bene riduciamo !! Non una ma ben due mani…e nella manovra veniamo superati dal Lagon 620: Pelki (VGB) di Enrique Goytizolo. Giriamo comunque la boa virtuale posta a 50MN da Las Palmas per secondi. Morale alle stelle, siamo competitivi, stiamo solo attenti a non andare oltre il limite. Decidiamo di timonare tutta la notte a turno (no autopilot) solo così si scende bene dall’onda formata. I 30 Kts di vento da Nord aiutano Minimole: 2 mani e tutto genoa, e via scendere dalle onde. Nella notte riduciamo lo svantaggio dal Lagoon 620 (era avanti 3MN) e all’alba siamo noi avanti noi di 2MN.

Il vento tende a calare leggermente. Decidiamo di dare Parasailor (definita da noi la vela da 180 gradi). Minimole, senza randa e con Parasailor inizia a volare, il vento non cala più di tanto, anzi,  e tocchiamo punte in planata di oltre 23Kts….un bell’andare. Siamo tesi, ma molto gasati.

Al terzo giorno abbiamo 60MN di vantaggio sul secondo… incredibile. Nell’avvicinamento a capo verde entriamo in zona di vento leggero, rimettiamo randa e gennaker, ma da dietro arrivano veloci.

Aluaka, di Davide Zerbinati, continua ad andare a 7Kts, mentre noi ne facciamo solo 3. (ma com’è possibile ? e’ esattamente dietro di noi…. non ci crediamo). Soffriamo ma tagliamo abbondantemente per primi e scopriamo che Aluaka ha dato motore per 5ore e ci ha recuperato solo per questo. A Mindelo il risultato e’ chiaro: abbiamo un vantaggio di 10hs sul secondo e di 16 ore sul terzo.

1 Minimole ITA 4D 12h 35m

2 Vorona SWE 4D 22h 40m

3 Caroline DEU 5D 04h 26m

4 Song OS SWE 5D 05h 13m

5 Neverland USA 5D 05h 30m

6 Kary OL GBR 5D 07h 13m

7 Xplorer DNK 5D 07h 46m

8 Aluaka ITA 5D 08h 48m

Per tutto l’equipaggio del Minimole è una grande festa. Il vantaggio è enorme, ma sappiamo che nella LEG 2 le condizioni cambieranno. Patrick suggerisce di dotare il Minimole di un doppio tangone: il parasailor non rende con onda e vento sotto i 15kts. I tangoni avranno lo scopo di stabilizzare la vela e di massimizzare l’efficenza, e magari di poter mantenere la randa senza troppe interferenze con Parasailor. Sarà anche importante monitorare continuamente cosa fanno i nostri più vicini concorrenti: da casa ogni 4 ore riceveremo posizione, rotta e velocità dei concorrenti.

A Mindelo rivediamo tutta l’attrezzatura, e ne usciamo rassicurati: l’usura delle drizze è stata minima e le calze hanno fatto il loro dovere. Ci godiamo tra un lavoro e l’altro l’isola ed i ristoranti della stessa. Rifacciamo Cambusa.

21 NOVEMBRE GIOVEDI

Partiamo a tutta randa e genoa, nel mezzo della linea, siamo primi, ci aspetta un’accelerazione sotto l’isola di Sao Antao. Decido, sbagliando, di aspettare a dare gennaker, ci passano: diamo gennaker. La rotta ci porta troppo a terra, strambiamo con gennaker e 30 nodi, si apre il grillo della scotta in strambata, … uff dobbiamo ammainare, che rabbia eravamo molto veloci con il gennaker piccolo. Mi rendo conto che soffriamo lo stress, ed i ragazzi necessitano di tranquillizzarsi. Siamo partiti troppo a 1000 e decido di continuare senza rischi e solo con genoa. Perdiamo posizioni e siamo lenti nell’attraversare il cono d’ombra che ci fa l’isola di Sao Antao.

Con le previsioni di vento e le posizioni dei nostri avversari, che riceviamo ogni 4 ore, iniziamo a fare un po di strategia: le previsioni ci indicano di andare a sud, ma i nostri avversari rimangano sulla linea più corta ed a nord.  La decisione è semplice; Minimole deve essere quello più a sud del gruppo di testa ma senza esagerare continuando il controllo sulla flottiglia che naviga a  Nord. Anche per questa tappa decidiamo di timonare il più possibile facendo turni. Timonando con onda si guadagna quel mezzo nodo che fa la differenza in una regata così lunga. Il vento è stabile tra i 15 e i 20 kts e di direzione variabile tra gli 80 e 120 gradi. Siamo partiti giovedì e domenica siamo finalmente secondi. Aldo Fumagalli imposta a computer un sistema misto di rotte dei concorrenti e di previsioni. È ingegnere e si nota.

Siamo vicini ad altre 7 barche ed inizia un confronto sulle 4 ore da un rilevamento all’altro: lo stress da performance è evidente e cerchiamo di sdrammatizzare con scherzi e pranzetti.

Lunedi 25, sotto un’alba dalla bellezza indefinibile (va vissuta e non raccontata)  finalmente la bella notizia: nella notte abbiamo superato la barca Francese di Amaris ed abbiamo 4MN di vantaggio. Iniziamo a fare simulazioni di classifica a tempo compensato. Vincere in reale è sempre bello, ma la vera vittoria in barca la ottieni solo se vinci in tempo compensato.

Il nostro vantaggio in tempo compensato è enorme: abbiamo ad oltre 60MN la barca Americana Gigi seguita da Xplorer (DNK) a 75MN. Continuiamo a scendere verso sud, forse fin troppo, e controlliamo poco (è un errore). Iniziamo ad incontrare i primi groppi di acqua e vento che ci obbligano a cambi di vele anche notturni (i cambi di vela notturni li avrei volentieri evitati).

La peculiarità è che si suda molto ed ogni cambio vela perdiamo molti liquidi. Le previsioni ci continuano ad invitare ad andare a Sud. Abbiamo una zona di bonaccia davanti a noi deve essere evitata.

Giovedi 28 (una settimana dalla partenza) abbiamo un vantaggio importante su tutta la flotta. Minimole ha un TCF di solo 1,039, siamo i “calimeri” del gruppo di testa : il vantaggio in compensato sta diventando veramente molto grande.

Ma le previsioni ci giocano un brutto scherzo:  Ci eravamo anche proposti di non scendere mai sotto il 14º parallelo (quello di Santa Lucia per intenderci) ed invece ci siamo fatti portare poco sopra il 13º,  e la bolla di bonaccia prevista più a nord, invece si presenta proprio nella nostra zona e ci investe. Qualche groppo ci mantiene in corsa, passiamo dai 20 nodi al nulla, navighiamo male. La bonaccia deprime la morale.Domenica 1 dicembre siamo fermi con le vele che sbattono.

Gli avversari ? siamo sempre primi, ma il Sunbird (GBR) di John Maxted e’ a solo 4 MN, Amaris (FRA) di Eric Vinay a 7MN e Aluaka (ITA) di Davide Zerbinati a 9MN. Le barche più a nord ci hanno recuperato ben 80MN ed in solo 2 giorni. Siamo completamente fermi, morale bassa. Decidiamo di fare un bagno in pieno oceano. Giusto il tempo di pensare al bagno ed un refolo gonfia il nostro genoa. Si riparte . Adagio ma ci muoviamo. Nella notte un grosso groppo ci obbliga a fare gli straordinari, la velocità è però aumentata. Da nord Amaris scende e noi risaliamo per marcare un poì meglio gli avversari. Ci incrocia dietro di 6MN , non lo vediamo, e neppure sullo schermo compare il suo AIS. Ha spento tutto per non farsi individuare, si nasconde. Pensiamo di fare lo stesso, spegnendo la strumentazione, ma poi ci ripensiamo.

Siamo stanchi ed all’imbrunire decidiamo di dare la vela da 180º gradi, il Parasailor, per la notte che ci permette un miglior riposo (minor numero di regolazioni continue da fare).

Grave errore. Ci sono molti groppi ed il vento di gira da 90 a 160 obligandoci all’ennesimo cambio di vele a mezzanotte: su la randa, giù parasailor e su gennaker…. sudatona. Lunedi 2 albeggia e… stiamo per essere superati. Usando termini non velici, ne abbiamo fatta una più di bertoldo, ed anche la fortuna ci ha girato le spalle. Impariamo a non controllarli stretti penso, ci serva di lezione. Le rotazioni del vento hanno favorito le barche più a Nord e sottovento (vento arriva da 125 gradi). La barca Australiana è a sole 2MN (Calcolando la distanza rimanente per Santa Lucia, ma è più nord di noi di 35MN), poi è la volta di Aluaka che si avvicina…. anche lei solo 2MN. Ci sembra incredibile: abbiamo percorso oltre 1.800 MN e ci sono 4 barche in soli e 7 MN. Le previsioni sono per una rotazione del vento in senso antiorario (favorevole a Minimole) ed un vento piú stabile sui 20Kts. Non vogliamo mollare, siamo ancora primi ed affiniamo le regolazioni di tutte le vele.

Prendiamo un paio di groppi con vento che raggiunge anche i 30kts , siamo bagnati ma felici, finalmente direzione corretta ed intensità di vento importante. Minimole naviga dritto verso la meta di Santa Lucia. Il Francese Amaris ha qualche problema e perde (sapremo poi che ha rotto le drizze del gennaker). Con vento tornato a soffiare tra i 15 ed i 25 kts siamo i più veloci.

Passiamo la notte senza chiudere occhio, attenti a tutto. Non possiamo rischiare rotture e dobbiamo rendere efficiente al massimo Minimole.

Il vantaggio aumenta. Siamo euforici. Una ventina di fregate danzano davanti a noi aspettando i pesci volanti fatti saltare dalla prua di Minimole: e’ una festa di benvenuto a Santa Lucia.

Il 3 dicembre alle 14,35 tagliamo il traguardo per primi con un vantaggio di 2h e 43m su Alauka (ITA) di Davide Zerbinati e di 3h e 38 su Sunbird (GBR) di John Maxted.

In compensato il vantaggio è enorme. Minimole bissa il risultato della prima prova, primo in reale e primo in compensato.

La squadra Minimole è cosi composta:

Aldo Fumagalli Armatore

Marco Corno Skipper

Patrick Phelipon Co Skipper e responsabile della preparazione della barca

Carlo Pozzi Medico di bordo , cuoco e cambusiere

Marco Tausel(LEG2), Marco Biraghi (LEG2), Claudio Crudele (LEG1).

Antonio Sgroi, Marco Bolognese e Lolli Alaimo (trasferimenti e messa a punto).

Matteo Alaimo (Routier da Italia)

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