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L’ingegnere e la filosofa hanno vinto il mondiale: che impresa ad Auckland per il Nacra azzurro

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Vincere nelle classe olimpiche è un esercizio quanto mai complicato, se si tratta di un doppio lo è ancora di più. Perché negli equipaggi composti da due persone oltre ad allenare il feeling dell’uomo con la barca va affinato quello dell’uomo con l’uomo, o meglio con la donna come nel caso del catamarano misto Nacra 17. Se poi l’uomo in questione è un ingegnere e la donna una filosofa diciamo che l’equilibrio da ricercare in barca diventa qualcosa di speciale. Speciale come quello che hanno fatto Vittorio Bissaro e Maelle Frascari nelle acque di Auckland, andando a vincere un mondiale Nacra 17 difficilissimo per intensità, difficoltà tecnica del campo di regata e composizione della flotta. Ci fa piacere sottolineare una cosa: in un quadriennio olimpico il livello si alza gradualmente stagione dopo stagione, e andare a vincere il mondiale a poco più di 6 mesi dall’Olimpiade equivale a vincere forse l’evento di maggiore livello dell’intero quadriennio, e scusate se è poco.

Se poi ci aggiungiamo che per l’Italia è un bis dal sapore particolare, allora la festa di Auckland è davvero totale. Infatti nel 2018 l’oro mondiale Nacra era stato azzurro, con Riggero Tita e Caterina Banti (che chiudono settimi con una seconda parte di evento in totale crescendo), oggi è ancora italiano ma con un altro equipaggio. Riteniamo non esista un precedente simile per la nostra vela. Se esistesse un vocabolario solo per i termini sportivi alla voce “lavoro di squadra” dovrebbe esserci scritto “vedi nazionale italiana Nacra 17 e chiedi al coach Gabriele Bruni”.

Il mondiale di Vittorio e Maelle è un piccolo capolavoro, costruito nelle acque siciliane di Trapani dove da più di due anni fa base la nazionale Nacra, a cercare quelle condizioni varie che si incontrano poi nei campi di regata intorno al mondo. Una varietà di condizioni meteo che i nacristi azzurri hanno trovato nel golfo di Hauraki, con una giornata finale da vento forte e onda. E non ha tremato il Nacra italiano. Vittoria nella prova numero 16, quando tutto rischiava di scivolare via, poi una marcatura stretta sui danesi avversari diretti in medal race per andarsi a prendere un mondiale meritato in acqua, senza appello. Per le Olimpiadi di Tokyo non è stato scelto ancora l’equipaggio che rappresenterà l’Italia nei Nacra, il compito di coach Bruni si fa sempre più difficile, ma immaginiamo che il tecnico sia orgoglioso di avere questo “problema”.

E allora oggi la vela italiana ha il sorriso timido di Vittorio Bissaro e gli occhi azzurri di Maelle Frascari. E sono due facce bellissime.

Mauro Giuffrè

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