Occhio a prendere male le onde in gommone: puoi fratturarti una vertebra

IL REGALO PERFETTO!

Regala o regalati un abbonamento al Giornale della Vela cartaceo + digitale e a soli 69 euro l’anno hai la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi.

Una donna che stava passando una giornata in mare a bordo di un gommone si è ritrovata con una frattura da compressione. Ecco cos’è successo. Ogni anno nel Regno Unito viene diffuso il “Safety Digest”. Di cosa si tratta? Di un volume a cura del Marine Accident Investigation Branch, un’agenzia governativa che ha il compito di investigare gli incidenti in mare per usarli come spunto per lezioni sulla sicurezza. Molti dei casi trattati, realmente accaduti in giro per il mondo, riguardano la nautica da diporto come questo.

Prendere male un’onda in gommone

Una donna si è ritrovata con un grave mal di schiena dopo un’uscita in gommone nel sud dell’Inghilterra. A bordo con lei un gruppo di 8 persone con cui stava conducendo una giornata di team building aziendale. L’incidente è avvenuto quando il rib, lungo quasi 9 metri, si è trovato ad affrontare le onde di una barca di passaggio.

Prima di uscire lo skipper ha fatto indossare i giubbotti di salvataggio e ha detto a tutti i passeggeri quali azioni intraprendere in caso di emergenza. Ha poi concluso il briefing leggendo una dichiarazione della compagnia con un’avvertenza circa i rischi fisici che si possono verificare quando si naviga su gommoni veloci.

La dinamica

Il rib era strutturato con due file parallele di 6 sedute a “cavallina”, in cui si sta a cavalcioni, dietro la timoneria dello skipper. La donna, in questo caso, era seduta in una delle due più a poppa poiché giudicata come zona più confortevole in navigazione.

Fonte immagini: MAIB

Dopo circa un’ora di navigazione, il gommone ha incontrato la scia di una nave di passaggio. Consapevole del potenziale effetto sui passeggeri, lo skipper ha prima decelerato e poi ha attraversato la scia con un angolo di 90° rispetto alla direzione delle onde. La prima onda è stata passata senza incidenti, mentre sulla seconda la barca ha saltato per poi atterrare pesantemente. La donna subito dopo l’impatto ha urlato, rendendo subito chiaro che poteva aver subito una lesione grave.

A quel punto lo skipper ha avvisato tramite VHF un collega e ha preso la decisione di procedere a bassa velocità verso il vicino porto turistico, senza chiamare la guardia costiera. Nonostante una chiamata doppia chiamata al soccorso in ambulanza, all’arrivo in porto non c’era nessuno. La donna è stata quindi trasportata dal marito in auto, dove ha scoperto di aver subito una frattura da compressione alla sua vertebra T12.

Fonte immagini: MAIB

Errori e come evitarli con i consigli del MAIB

Le fratture da compressione nella parte bassa della schiena possono verificarsi quando un passeggero del gommone atterra pesantemente sul proprio sedile dopo essere stato sollevato in aria quando il gommone salta su un’onda. Chi sta timonando l’imbarcazione deve essere consapevole del fatto che quando si incontra una grande onda la velocità dell’imbarcazione deve essere ridotta di molto per evitare che l’imbarcazione stacchi troppo dall’acqua e che “ricadendo” sbatta con rischio di infortunio per i suoi occupanti.

2. I comandanti devono assicurarsi che tutto l’equipaggio ed i passeggeri comprendano le istruzioni di sicurezza e che siano consapevoli di quelli che sono i rischi e i livelli di stress fisico a cui si va incontro. Una dimostrazione della corretta postura da adottare e su come tenersi può aiutare i passeggeri.

3. Se si verifica un’emergenza a bordo di una qualsiasi imbarcazione, la guardia costiera dovrebbe essere informata appena possibile. Questo perché chi si occupa di soccorso sa come agire e quale può essere l’entità dell’infortunio. In questo caso, nonostante fosse chiara una lesione alla schiena il ferito è stato spostato, ha dovuto camminare ed è pure stato trasportao in auto fino all’ospedale. Il Nice, (National Institute for Health and Care Excellence) raccomanda quanto segue:

a. proteggere la colonna vertebrale cervicale della persona
b. evitare movimenti che coinvolgono la colonna vertebrale

 

NAVIGA INFORMATO!

Per rimanere aggiornato su tutte le news dal mondo della vela, selezionate dalla nostra redazione, iscriviti alla newsletter del Giornale della Vela! E’ semplicissimo, basta inserire la tua mail qui sotto, accettare la Privacy Policy e cliccare sul bottone “Iscrivimi”. Riceverai così sulla tua mail, due volte alla settimana, le migliori notizie di vela! E’ gratis e ti puoi disiscrivere in qualsiasi momento, senza impegno!


Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Scopri l’ultimo numero

Sei già abbonato?

Ultimi annunci
I nostri social

Iscriviti alla nostra Newsletter

Ti facciamo un regalo

La vela, le sue storie, tutte le barche, gli accessori. Iscriviti ora alla nostra newsletter gratuita e ricevi ogni settimana le migliori news selezionate dalla redazione del Giornale della Vela. E in più ti regaliamo un mese di GdV in digitale su PC, Tablet, Smartphone. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “iscrivimi”. Riceverai un codice per attivare gratuitamente il tuo mese di GdV!

Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


In evidenza

Può interessarti anche

Navigare al lasco: la soluzione del Parasailor, facile ed efficace

Nei primi due approfondimenti dedicati alla tecnica della navigazione al lasco abbiamo approfondito alcuni concetti fondamentali: la tecnica migliore di conduzione, le caratteristiche delle vele da andature portanti e i loro angoli e intensità di vento d’utilizzo.  Abbiamo volutamente lasciato

Registrati



Accedi