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Storie e racconti di Arc Plus: gli italiani l’Oceano lo fanno meglio

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Ancora loro. Ve ne avevamo parlato (QUI e QUI) dopo lo stop a Capo Verde, sede di arrivo della prima tappa della ARC Plus. E le cose per Aluaka, lo Stadtship 54 AC di Davide Zerbinati e per il Neel 47 Minimole di Aldo Fumagalli non sono cambiate. Minimole è stata la prima ad arrivare a Santa Lucia (Caraibi), sede di arrivo del rally Atlantico, seguita poco dopo da Aluaka. Per loro ancora un’ottima navigazione atlantica, Minimole è stato il primo dei multiscafi e la prima barca della flotta, Aluaka è invece il primo dei monoscafi.

Minimole in navigazione

In attesa di raccontarvi la traversata di Minimole, partiamo dall’appassionato resoconto di Davide Zerbinati, orgoglioso armatore e costruttore della sua barca, un grande esperto e professionista che ha dimostrato in Oceano quanto la passione unita alla perizia e alla conoscenza della barca possano creare un mix vincente per navigare al meglio.

A BORDO DI ALUAKA

Aluaka bissa il successo della prima tappa. Dopo 2100 miglia siamo primi in categoria crociera e secondi over all dietro al Neel Minimole, ben condotto come l’altra volta. La barca è ok, nessuna rottura o problema, possiamo partire domani. La navigazione è stata lineare con 3 gg di ventone sui 20-30kn all’inizio e poi una navigazione fatta di Code,Gennaker e vele tangonate. Alla fine tanta onda e vento teso di notte.

Davide Zerbinati all’arrivo di Santa Lucia di fianco alla sua Aluaka

Partiti bene ho poi deciso di fare un bordo a scendere per avere più vento, ma in realtà si andava meglio a Nord della rotta ideale. Mi è costato ben 4 posizioni in 24h e quindi abbiamo iniziato la rimonta sfruttando anche i ventosi groppi notturni e battendo molte barche portate con spinnaker e da equipaggi più esperti. Grave errore aver seguito tropp Predict Wind e non il proprio naso. Alla fine il risultato è ancora un tricolore Italiano. Soddisfazione di aver sorpassato barche più grandi, cat inclusi. A breve un set di foto e di note. Un grazie di cuore a chi ha fatto il tifo o mi ha mandato messaggi belli , in particolare Antonio Casciello e Francesco Bianciardi. Ma anche a Mariano Berlendis che mi disse: vediamo se farai meglio di me… Il mio grazie particolare va a Tiziana improvvisata meteowoman e position report, ma soprattutto a Serena la nostra ospite che si è sempre alzata a darmi una mano a svolgere e avvolgere le vele, ad ogni ora, con ogni tempo, allietando le notti ( lunghe) ed il palato con le sue ottime focaccia. Grazie 

Lo Stadtship 54 AC

Ma che barca è quella di Davide Zerbinati? Come si intuisce anche dal nome, il progetto è di Van De Stadt, che ha concepito il piano velico, le linee d’acqua e le appendici. Gli interni invece sono stati realizzati dal Cantiere Zuanelli, la costruzione invece è proprio opera dei fratelli Zerbinati e del cantiere di famiglia, il Vallescrivia. Si tratta di una barca, lunga 16,45 m e larga 4,5o (scoprite QUI tutte le sue caratteristiche) da crociera in alluminio, con scafo di 7 mm, varata nel 2014. Per la traversata atlantica non sono stati necessari particolari accorgimenti, dato che la barca era già concepita per le lunghe navigazioni. “È studiata per navigazioni oceaniche e attrezzata con i prodotti che da anni trattiamo e collaudiamo sul mare. La barca è caratterizzata da un comoda Pilot House che protegge da spruzzi e freddo e da cui si comanda la barca. L’armo prevede un fiocco al 107% , code zero o gennaker su frullone e trinchetta. Tutte le manovre sono rinviate in pozzetto, ma si possono gestire anche dall’albero” ci ha spiegato lo stesso Zerbinati.

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