Abbiamo migliorato il First 53 grazie a un hamburger da McDonald’s (e altre storie da designer)

APPROFITTANE SUBITO! Abbonati al Giornale della Vela cartaceo + digitale e a soli 69 euro l’anno ricevi la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi. Scoprili qui >>

Siamo stati alla Italian Yacht Design Conference al Politecnico di Milano: un’occasione per incontrare dal vivo chi le barche le pensa e le progetta. Un bell’evento, quello coordinato dal giornalista Antonio Vettese e dal professor Andrea Ratti, ricco di interventi interessanti.

QUI potete vederlo integralmente, noi ci siamo divertiti a raccogliere alcune massime e aneddoti (ironici e non) sul design di una barca che sono venuti fuori durante gli “speech” dei relatori.

TUTTO MERITO DI UN TAVOLINO DEL MCDONALD’S
Il design di barche è anche sapere trovare la giusta ispirazione, magari da settori distanti anni luce. Così Lorenzo Argento, che con Roberto Biscontini ha firmato il nuovo First 53: “Dopo aver progettato 100 tavoli per il crew mess (la zona pranzo sottocoperta, a prua della cucina) non eravamo ancora soddisfatti. Una sera siamo andati a mangiare al McDonald’s con Roberto, Gianguido Girotti e il project manager di Beneteau Damien Jacob. Ci siamo seduti al tavolo e ci siamo detti: “E’ proprio il tavolo che fa per noi per proporzioni ed ergonomia! Girotti è andato in macchina a prendere il metro e abbiamo preso le misure. Così è nato il tavolo che vedete sul nuovo First 53”.

IL MEGAYACHT E’ PROIEZIONE DI POTENZA
Carlo Nuvolari, co-fondatore con Dan Lenard dello studio Nuvolari-Lenard, che ha siglato alcuni dei più bei superyacht al mondo: “Il megayacht è la proiezione di potenza e immagine dell’armatore, che vuole dimostrare al mondo chi è… Il designer ha il compito di alimentare i sogni (e le stravaganze) del committente: ma senza dimenticare che si sta progettando una barca”.

SUL “GIGANTISMO IMPERANTE”
E ancora, sul “gigantismo imperante” dei superyacht, Carlo Nuvolari: “Ironico: uno spende centinaia di milioni per una barca di 100 metri e sentirsi grande. Poi però scopre che i porti turistici non sono quasi mai attrezzati a ospitare uno yacht di tali dimensioni e si vede costretto ad attraccare in un porto commerciale”. Accanto alle gigantesche navi cargo e traghetti che sembrano grattacieli, “il megayacht diventa un microbo e l’armatore del megayacht fa la figura del cioccolataio”.

L’IMPORTANZA DEI FORNITORI
Questa la riflessione di Lucio Micheletti (che viene dal mondo dell’automobile e che ha curato l’interior ed exterior design del nuovo Baltic 142 Canova, lo stato dell’arte della crociera “green”), su cosa voglia dire progettare le barche oggi: “Se c’è un punto in comune tra la progettazione delle barche e il mondo delle auto è il lavorare a stretto contatto con i fornitori. Questi non si limitano a fornire un prodotto, ma dicono la loro e contribuiscono alla buona riuscita del prodotto: la contaminazione oggi è fondamentale”.

L’IMPATTO AMBIENTALE DEI MEGAYACHTS
A sorpresa l’intervento – non privo di ironia – dell’architetto Massimo Franchini, che di barche ne ha progettate tante (è uno degli inventori del motorsailer moderno). Si parlava di barche che non sembrano più barche ma dei veri e propri palazzi: “Bisognerebbe valutare l’impatto ambientale ed estetico delle barche. Forse un megayacht nel porto di Rhode Island non stona, ma a Cala di Luna magari si”. Cara sovrintendenza, il messaggio è chiaro. Dobbiamo impedire ai megayacht di rovinare la vista in alcuni angoli paradisiaci nei nostri mari!

E.R.

NAVIGA INFORMATO!

Per rimanere aggiornato su tutte le news dal mondo della vela, selezionate dalla nostra redazione, iscriviti alla newsletter del Giornale della Vela! E’ semplicissimo, basta inserire la tua mail qui sotto, accettare la Privacy Policy e cliccare sul bottone “Iscrivimi”. Riceverai così sulla tua mail, due volte alla settimana, le migliori notizie di vela! E’ gratis e ti puoi disiscrivere in qualsiasi momento, senza impegno!


Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


ENTRA NEL CLUB DEL GIORNALE DELLA VELA
Ti piace il nostro punto di vista sul mondo della vela? Allora non devi far altro che entrare nel club e iscriverti alla nostra newsletter gratuita, per ricevere ogni settimana le migliori news di vela selezionate dalla nostra redazione. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “Iscrivimi”.


Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


C’è di più! Sul nostro canale YouTube ti aspetta tutta la vela, minuto per minuto. Ma in video!

ISCRIVITI GRATIS

ABBONATI E SOSTIENICI

Hai visto quanta carne al fuoco? Se apprezzi il nostro lavoro abbonati al Giornale della Vela. Non solo ricevi a casa la rivista ma ti facciamo un regalo unico: accedi all’archivio storico digitale del Giornale della Vela e leggi centinaia e centinaia tra i migliori articoli apparsi sulle pagine del GdV dal 1975 ai giorni nostri!

ABBONATI SUBITO


 

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Scopri l’ultimo numero

Sei già abbonato?

Ultimi annunci
I nostri social
In evidenza

Può interessarti anche

Barche usate natanti

BARCHE USATE Vendono cinque natanti da 7,40 a 10,68 m

Continuiamo ad andare alla scoperta delle occasioni migliori di barche usate sul nostro mercatino degli annunci. Qui potete vendere e comprare barche usate, accessori, posti barca, trovare l’idea giusta per le vostre vacanze e persino cercare e offrire lavoro! Oggi abbiamo scovato per

Elan Impression 43

Elan Impression 43, il nuovo cruiser (13m) dai volumi XXL

Progettato per soddisfare tutti i bisogni e le necessità di una confortevole crociera, arriva il nuovo Elan Impression 43, un 13,3 metri dal baglio importante, volumi abbondanti e tutti i numeri per regalare quanto più relax si possa cercare navigando.

Solaris 39

Solaris 39, uno IOR sempreverde (con costruzione al top)

Nei primi Anni ‘80, sull’onda delle introduzioni sorte con il finire del decennio precedente, iniziano a mutare linee e volumi, nascono imbarcazioni più ‘moderne’, con scafi più filanti e galleggiamenti più vicini al fuoritutto. Sono gli anni dello IOR (International

Torna su