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Storie di Arc Plus: il Neel 47 Minimole che ha messo in riga la flotta. FOTO

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Vi abbiamo parlato della bella storia di Davide Zerbinati (leggila QUI) ma come vi abbiamo anticipato c’era anche un’altra storia di questa ARC Plus che volevamo raccontarvi, quella del Neel 47 Minimole di Aldo Fumagalli, il primo multiscafo (è un trimarano) giunto al traguardo di Capo Verde, e prima barca della flotta di questo rally atlantico (come vi abbiamo raccontato non è una vera e propria regata). Ecco l’appassionato racconto dell’equipaggio dopo la prima tappa. A loro il nostro augurio per la seconda parte che prenderà il via oggi.

A BORDO DI MINIMOLE

Alla fine delle 850 miglia da Las Palmas a Capoverde Minimole, il trimarano Neel 47 di Aldo Fumagalli con skipper Marco Corno, arriva in 4 giorni e otto ore, praticamente in testa dall’inizio alla fine. L’equipaggio, rinforzato da Patrick Phelipon con la sua grande esperienza in traversate atlantiche, Claudio Crudele e Carlo Pozzi ha festeggiato rumorosamente, un risultato davvero inaspettato vista la giovanissima età della barca, varata il 15 di Settembre e con messa a punto non ancora completa.

Le condizioni meteo sono state le più varie. La prima giornata con venti fino a 35 nodi e onda molto formata, obbligando a togliere e mettere mani per contrastare la buona andatura del Lagoon 620 Pelki subito dimostratosi molto veloce. La notte però ha fatto la differenza e portando Minimole al massimo della velatura sostenibile cambiandola frequentemente si è aperto un gap importante.

Il secondo giorno il vento e’ girato in poppa piena e si è issato un Parasailor da 255 mq senza randa che si è rivelato molto performante sulle planate e sufficientemente stabile anche con onda e raffiche.

Il parasailor

La scelta di Minimole e’ stata dunque per la rotta più breve aumentando il distacco da barche che si sa essere velocissime. Nel terzo giorno la pressione è progressivamente calata fino a scendere sotto i 10 nodi e con onda importante. Minimole ha provato varie soluzioni di velatura per poi optare ancora per una andatura di poppa piena e Parasailor con vento leggermente rinfrescato che ha accompagnato la barca fino al traguardo.

Dopo un inizio di ambientamento anche dovuto alla necessità di amalgamare un team insieme per la prima volta, la vita a bordo anche con condizioni critiche è stata piacevolissima, cucina abbondante e preparata al momento, ottimo vino, con alternanza di momenti di divertimento e riposo che hanno consentito all’equipaggio di giungere ancora fresco e rilassato alla prima meta.

Durante la traversata pochissimi gli incroci con altre navi e nessun contatto visivo dal secondo giorno in poi con gli altri della flotta. Nelle ultime 12 ore Aluaka, la barca italiana dgli Zerbinati, sempre fra le primissime posizioni, si è avvicinata a velocità doppia di quella di Minimole nonostante il vento debole ma sembra ricorrendo per qualche ora al motore.

La cosa più sorprendente è stata l’assenza di rotture importanti all’attrezzatura con una conseguente navigazione più tranquilla per l’equipaggio ed efficace dell’imbarcazione. Il supporto dell’organizzazione del rally è stato sempre davvero efficace dalla decisione di comunicare la mattina della partenza una boa virtuale per evitare le accelerazioni di vento a sud dell’isola, fino alla gestione della marina all’arrivo che è stata perfetta.

Così lo skipper Corno all’arrivo: “siamo partiti molto bene con un piccolo vantaggio fin dallo sparo con vento sostenuto sopra i 30 nodi. Dopo le prime 24 ore con una pressione di vento inferiore abbiamo potuto invelare e timonando a turno con punte di 23 nodi sopra onde formate di 3/4 metri prendere vantaggio sugli avversari. Avvicinandoci a Capoverde il vento è calato e così la velocità”.

Patrick Phelipon ha dichiarato: “malgrado il poco tempo siamo riusciti a preparare tecnicamente la barca per non avere avarie e per renderla performante nelle condizioni della traversata atlantica. Ho apprezzato l’equipaggio, l’atmosfera a bordo e la cucina. Ero scettico sulla scelta del Parasailor che si è invece dimostrata una vela molto adatta a vento sostenuto in poppa piena. La barca si è comportata egregiamente per quanto visto fino ad adesso”.

Aldo Fumagalli ha dichiarato: “contentissimo ma ci aspetta il tratto più duro della regata. In molti dubitavano delle prestazioni di un trimarano di medie dimensioni per un rally atlantico e la classifica per la verità vede nei primi posti svariate soluzioni da monoscafi medi a grandi catamarani. Certo che due italiani nelle prime due posizioni fanno un gran piacere. Nonostante non sia una regata vera e propria c’è molto spirito competitivo e su una distanza di 2300 miglia ne vedremo delle belle”.

Tutte le info sulla ARC QUI

 

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