Mini Transat: Beccaria a meno di 48 ore dal traguardo, il conto alla rovescia è iniziato
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Tre, forse quattro strambate e poi è finita, e poi sarà storia. Ambrogio Beccaria è a 350 miglia da Le Marin, in Martinica, sede di arrivo della Mini Transat. L’ETA stimata da un arrivo intorno alle 13 italiane di venerdì, o poco dopo, quando in Martinica saranno le 8 del mattino. Il “clan” Beccaria sta per arrivare in Martinica per preparare l’arrivo, da domani a Le Marin ci saranno la sua compagna Vittoria, la madre Roberta e il suo coach.
Geomag è saldamente in prima posizione, con nessun avversario temibile capace di scendere sotto le 80 miglia di distacco. Beccaria è terzo nella virtuale classifica generale che considera anche la classe prototipi. Se si dovesse concretizzare con questi numeri è una batosta memorabile nella storia della regata per gli specialisti francesi e i distacchi sul traguardo sarebbero veramente severi considerato che alcuni dei Serie sono barche perfettamente uguali.
Nelle ultime ore l’impressione è che Ambrogio abbia un po’ alzato il piede dall’acceleratore, o comunque l’Aliseo non è più così intenso come nei giorni scorsi. Meglio in entrambi i casi: nel primo vuol dire che Beccaria sta gestendo e valuta la fatica della barca, segno di lucidità importante che dopo oltre 11 giorni di corsa spingendo al massimo non è scontato. Segno anche che Beccaria sa di essere comodamente in vantaggio, quindi riesce a ricevere la classifica giornaliera che viene comunicata via radio, anche questo un dettaglio non sempre scontato (nella Mini Transat non è concessa alcuna connessione internet e agli skipper viene comunicata la classifica solo con la distanza che manca al traguardo a ciascun concorrente e non la loro esatta posizione). Nel secondo caso invece, ovvero la probabile graduale diminuzione dell’Aliseo, il dato va comunque bene. Un Aliseo più mansueto sollecita meno la barca in queste ultime delicatissime miglia in cui il Pogo 3 di Bogi arriva fisiologicamente “stanco” e probabilmente con qualche piccolo “acciacco” dovuto alle ormai oltre 2000 miglia di Oceano. I temporali in avvicinamento ai Caraibi sono uno degli ultimi spauracchi di quest’approccio a Le Marin. Per Bogi adesso è solo il momento di stringere i denti e portare la barca fino al traguardo. Senza calcoli, senza paura e con un po’ di prudenza.
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Mauro Giuffrè
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