developed and seo specialist Franco Danese

Mini Transat: Beccaria uomo solo al comando, è la resa dei francesi?

Quella maledetta tromba d’aria che ha distrutto gli Este 24 a Santa Marinella
11 novembre 2019
tribord 5s
Siamo stati a bordo della nuova deriva gonfiabile di Decathlon
12 novembre 2019

SERIE 943 / Ambrogio BECCARIA

750 miglia. È questa la distanza separa Ambrogio Beccaria e Geomag dall’arrivo della Mini Transat a le Marin. 750 miglia che lo separano dalla vittoria e dalla storia. Poco è cambiato rispetto all’ultimo aggiornamento, se non il vantaggio di Ambrogio sui suoi inseguitori. 75 miglia su Nico D’Estais, 77 su Benjamin Ferré e soprattutto 97 su Felix de Navacelle che è giunto secondo dietro Beccaria nella prima tappa ed era uno dei pericoli più seri alla vigilia della seconda.

Sul ritmo tenuto da Beccaria, sulle scelte tattiche e sulla capacità di navigare spesso più veloce dei suoi diretti concorrenti, è interessante l’intervento di Tanguy Le Turquais, specialista Mini e compagno di Ambrogio in occasione del Mini Fastnet, pubblicata sulla pagina facebook dell’italiano: “La sua velocità è assolutamente impressionante, vederlo secondo overall dopo una settimana di regata è una cosa folle! Non so se conosco la giusta spiegazione, ma penso che all’inizio della regata il vento fosse molto forte e non permettesse ai prototipi di accelerare abbastanza. Ambrogio ha sicuramente passato tanto tempo al timone della sua barca con una vela più grande rispetto ai ragazzi sui proto e quindi è riuscito a tenere velocità più alte della media. Sicuramente la vita a bordo di Geomag non è confortevole e Ambro timona veramente tanto“.

Inutile nasconderlo, in queste ultime 700 miglia che lo separano dal traguardo non ci sono grosse situazioni tattiche che possano innescare rimonte importanti da parte degli inseguitori. Si susseguirà un naturale elastico a seconda che le barche navighino mure a sinistra per guadagnare acqua verso sud o mure a dritta con una rotta più diretta verso il traguardo. Cosa deve temere allora l’italiano? Tutto il resto, ovvero la fatica della barca e quella dell’uomo. La barca dopo 2000 miglia nelle quali è stata messa alla corda è ovviamente esposta a inconvenienti meccanici che in questa fase sarebbero catastrofici. Al tempo stesso lo skipper non può essere fresco e può incombere in qualche calo di tensione o in scelte sbagliate. Quali? Per esempio non essere reattivo in uno dei temporali che ogni tanto si possono incontrare sulla rotta e farsi sospendere con troppa tela a riva. Insomma Ambrogio tra qualche giorno potrebbe anche decidere quindi di rallentare leggermente, non troppo certo, ma quel tanto che basta per preservare Geomag. L’appuntamento con la storia è sempre più vicino, occorre farsi trovare preparati.

Mauro Giuffrè

TRACKING QUI

NAVIGA INFORMATO!

Per rimanere aggiornato su tutte le news dal mondo della vela, selezionate dalla nostra redazione, iscriviti alla newsletter del Giornale della Vela! E’ semplicissimo, basta inserire la tua mail qui sotto, accettare la Privacy Policy e cliccare sul bottone “Iscrivimi”. Riceverai così sulla tua mail, due volte alla settimana, le migliori notizie di vela! E’ gratis e ti puoi disiscrivere in qualsiasi momento, senza impegno!


Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi