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Mini Transat: è fuga vera per Ambrogio Beccaria

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SERIE 943 / Ambrogio BECCARIA

Se fosse una gara di ciclismo potremmo dire che la fuga è partita un po’ troppo presto, ma è una regata oceanica e le tempistiche contano poco, anche perché ogni miglio di vantaggio accumulato tiene un po’ più alto l’umore. E uno skipper che regata in solitario se ha la giusta carica sente meno la fatica, è più reattivo e pronto alle regolazioni, meno insicuro nelle scelte tattiche. Ogni miglio di vantaggio accumulato è come una vitamina che da forza e induce coraggio. Ambrogio Beccaria è primo e in controllo della flotta in questa seconda tappa della Mini Transat tra i serie, secondo solo al primo dei prototipi. Difficile immaginare uno scenario migliore quando i Mini si avviano ormai vero metà percorso.

La scelta tattica di Felix De Navacelle (leggila QUI) di andare molto a sud, che impensieriva i tifosi di Ambrogio, non si è rivelata vincente, e il concorrente diretto di Beccaria per la vittoria finale adesso è staccato di 74 miglia, con una distanza che fa un po’ l’elastico ma non scende mai sotto le 55. Tra i due però non c’è più separazione laterale, ciò significa che in questo momento De Navacelle non ha grandi opzioni di attacco navigando nello stesso vento, e con la stessa barca, dello skipper italiano. Stesso discorso può dirsi per Nicolas D’Estais, altro concorrente diretto, che di miglia di ritardo ne ha invece 89. Geomag e Beccaria sono fra l’altro, all’ultimo rilevamento, i più veloci della flotta.

Ambrogio si è tenuto sufficientemente staccato dall’anticiclone nelle ultime 48 ore e naviga ormai in un flusso di Aliseo forte e stabile che lo accompagnerà per diversi giorni. Ha un ritmo costante di 220-250 miglia nelle 24 ore, ciò significa che naviga costantemente a 10 nodi di media.

Prevedibile nei prossimi giorni un proseguo del bordeggio sulle micro rotazioni dell’Aliseo, che tenderà però a essere sempre più stabile ragalando un buona VMG su entrambi i bordi.

La Mini Transat però è tutt’altro che chiusa, 1500 miglia all’arrivo sono un’infinità, la montagna da scalare ancora è molto alta anche perché subentrerà la fatica e lo stress dei materiali e queste miglia di vantaggio accumulate saranno cruciali tra qualche giorno.

Matteo Sericano tra i proto e Marco Buonanni saranno costretti a uno stop a capo Verde per cercare di riparare i timoni rotti. Daniele Nanni tra i serie è 29mo, Luigi Dubini 34mo, Alessio Campriani 53mo. Tra i Proto, dove è saldamente in testa il francese François Jambou, Luca Rosetti è 17mo.

TRACKING QUI

Mauro Giuffrè

 

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