Mini Transat, si può fare! Ambrogio Beccaria a caccia della storia
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Si dice che nella vela oceanica l’importante sia partecipare e arrivare fino in fondo, vincono tutti dal primo all’ultimo. È vero solo in parte. Perché se ti chiami Ambrogio Beccaria, e vieni considerato dai francesi come il favorito della Mini Transat 2019, e hai vinto la prima tappa, allora partecipare non basta più perché sai che puoi vincere e raggiungere un risultato storico. E in fin dei conti, ammettiamolo, vince chi arriva primo, è anche questa una delle regole dello sport e la vela non fa eccezione. Il giorno in cui iniziare a inseguire la storia è arrivato, tutto è pronto per la partenza della seconda tappa.
Un’ora e 43 minuti di vantaggio su Felix De Navacelle, due ore e 40 su Matthieu Vincent, e davanti alla prua 2678 miglia di Oceano, da Las Palmas (Canarie) a Le Marin (Martinica): Ambrogio Beccaria sul Pogo 3 Geomag dovrà fare i conti con questi numeri, anche se di conti effettivi se ne potranno fare pochi. Il vantaggio della prima tappa (la vittoria si assegna sulla somma dei tempi n.d.r.) non è tale da consentire alcun tipo di gestione. E allora la soluzione sarà attaccare dal primo all’ultimo miglio, spingere la barca al 100% e sperare di avere anche un po’ di fortuna per arrivare puntuale all’appuntamento con la storia. Nessun italiano è mai riuscito a vincere questa regata e nella storia di questa iconica manifestazione, che inizia nel 1979, si contano solo due vincitori non francesi. L’impresa è possibile, lo sa Ambrogio e lo sanno anche i suoi avversari che lo temono e lo rispettano.
Gli altri italiani in regata tra i serie saranno Marco Buonanni (33mo nella prima tappa), Luigi Dubinj (37mo), Daniele Nanni (55mo), Alessio Campriano (56mo). Tra i proto Matteo Sericano riparte dal buon settimo posto della prima tappa, Luca Rosetti dal 19mo.
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