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SPECIALE GENOVA – Il Mylius 60 CK si svela e fa già paura. FOTO e VIDEO

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Un Mylius così non l’avevamo mai visto. Avevamo scritto questo titolo qualche mese fa quando abbiamo ricevuto i primi disegni di Cippa Lippa X, il Mylius 60 CK realizzato dal cantiere italiano, progetto Alberto Simeone, per l’armatore, e appassionato di regate, Guido Paolo Gamucci. E adesso che l’abbiamo vista, è stata appena presentata al Salone di Genova, possiamo confermarlo: questa barca è veramente qualcosa di particolare nel panorama della nautica italiana.

La richiesta era precisa: un armatore molto appassionato di regate offshore, che come ultime due barche ha avuto un Cookson 50 e un Ker 40, ma che adesso ha deciso di continuare la sua attività d’altura su una barca che possa anche essere più comodamente sfruttata in crociera, anche se in chiave sportiva. Un equilibrio questo sempre difficile da ottenere, quello tra performance e volumi. Ne è venuto fuori uno studio capillare del piano di coperta, e scelte coraggiose per gli interni dove ogni chilo è stato valutato con attenzione evitando qualsiasi elemento superfluo e dando grandissimo spazio al carbonio.

Gli interni sono stati progettati in chiave leggera e sportiva, con largo uso di carbonio, pur conservando il necessario confort per la crociera sportiva. L’attento studio dei livelli e delle disposizioni interne ha permesso di contenere gli ingombri del sistema canting-keel interamente sotto il pagliolo, ed anche la cassa del canard foil è posizionata in modo da non interferire con gli spazi vivibili. Il Layout offre un’ampia cabina armatore con bagno dedicato a prua, due cabine ospiti con bagno a poppa, la cabina marinaio all’estrema prua. La cucina ed il tavolo carteggio sono rispettivamente sulla sinistra e sulla destra della scala di accesso a poppavia dell’ampia dinette centrale. Sono previsti inoltre armadi per gli effetti personali in ogni cabina e ampi spazi per lo stivaggio degli indumenti e delle attrezzature da navigazione.

A bordo i particolari che ci hanno colpito sono stati molteplici. A partire dal particolare materiale morbido con il quale è rivestito il pozzetto e parte del ponte, una copertura che garantisce anche un alto grip. Interessante anche la soluzione del doppio strallo di prua. Uno strallo dedicato alla crociera con avvolgifiocco Jiber Ubi Maior (come Ubi Maior sono tutti i bozzelli della coperta) e vele sui garrocci, e poco più avanti, all’estrema prua, uno strallo in tessile (sul quale verrà montato un tuff luff) regolabile idraulicamente per la regata. Quando è il momento della competizione quello da crociera viene smontato. Davanti l’albero è posizionato il daggerboard, che viene calato in acqua quando la chiglia è angolata.

Con la costruzione interamente in carbonio (le strutture del fondo sono realizzate con tessuti pre-preg) e la riduzione del peso in zavorra, resa possibile dalla canting-keel, i valori del dislocamento sono stati contenuti sotto le 15.0 ton in condizioni lightship. I volumi di carena sono stati totalmente ripensati per le maggiori velocità ed i minori angoli di sbandamento previsti in progetto: la nuova carena è dunque caratterizzata da maggiori rapporti LOA/LWL e Bmax/Bwl, volumi di prua più pieni, sezioni centrali più svasate per incrementare la stabilità di forma, uscite di poppa estremamente piatte, ed infine da una riduzione dell’immersione del corpo canoa e da un rocker meno accentuato. Grazie all’incremento di stabilità fornito dal sistema canting-keel, il 60 CK offre un generosissimo piano velico, ed i valori della superficie velica relativa upwind e downwind si attestano su valori prossimi a quelli di un racer puro.

Mauro Giuffrè

SCHEDA TECNICA

Lunghezza fuori tutto 18,60 m
LFT con delfiniera 21,36 m
Lunghezza al galleggiamento 17,60 m
Baglio massimo 5,40 m
Pescaggio 3,60 m
Dislocamento (light) 14.850 kg
Zavorra (approx.) 5180 kg

www.mylius.it

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