developed and seo specialist Franco Danese

Nel nome di Ambrogio: l’italiano più temuto dai francesi. FOTO e VIDEO

MAXI INFOGRAFICA Vi sveliamo chi sono i “padroni” della nautica
18 settembre 2019
Il Giornale della Vela di ottobre è in edicola e in digitale! Scoprilo con noi!
19 settembre 2019

Ambrogio Beccaria a prua del suo Pogo 3 Geomag. Foto Breschi.

La voce arriva pimpante e fresca, da La Rochelle, da dove Ambrogio Beccaria e gli altri ministi (scopri QUI gli italiani) partiranno il 22 settembre per la prima tappa della Mini Transat (1350 miglia fino a Gran Canaria la prima. La seconda fino in Martinica, 2700 miglia). Per lo skipper milanese classe 1991, che ha vissuto buona parte degli ultimi due anni alla base Mini di Lorient per preparare questa regata, è la seconda partecipazione alla Transat dopo quella del 2017: al suo esordio aveva fatto segnare uno stupefacente sesto posto nella prima tappa con il suo vecchio Pogo 2, seguito nella seconda dalla rottura del bompresso che non gli impedì di portare a termine la regata.

Da quel momento per Ambrogio è iniziata una nuova vita sportiva: un Pogo 3 per sognare in grande, lo sponsor Geomag ad accompagnarlo in un biennio di regate che lo ha visto 9 volte su 12 vittorioso nel circuito francese riservato ai Mini, fino ad ottenere il titolo di campione francese e il riconoscimento di Velista dell’Anno assegnato dalla nostra redazione. Oggi Beccaria è pronto a riprovarci, perché la Mini Transat in un certo senso rappresenta ancora qualcosa di incompiuto nella sua carriera di velista, sia pur ancora giovane. Qualcosa che gli ha lasciato l’amaro in bocca e con il quale è tempo di chiudere i conti.

In testa d’albero durante gli ultimi giorni di preparazione a La Rochelle

Come stai Ambrogio?

Sono veramente in forma e carichissimo. Ho tanto lavoro alle spalle e questo mi da forza.

Cosa stai facendo in questi giorni in attesa della partenza?

Qui a La Rochelle stiamo facendo tutta la trafila dei controlli sulla sicurezza, è una cosa importante alla quale la classe da massima attenzione. Una cosa che ci da serenità e ci rende anche orgogliosi di appartenere al mondo Mini, non si lascia nulla al caso. Poi finiti i controlli ho in programma di non salire più in barca, dedicherò gli ultimi giorni esclusivamente allo studio del meteo e all’attività fisica, cercando di mangiare bene e riposare.

Un’immagine di Beccaria da “backstage”, durante lo shooting fotografico del Velista dell’Anno 2019 curato da Martina Orsini. Foto Giuffrè

L’Ambrogio del 2017 e quello del 2019, quanto sono differenti?

Lo spirito non è cambiato affatto, sono un ragazzo che ha sempre voglia di scoprire e migliorare, ma due anni a Lorient mi hanno fatto diventare un altro velista, con una visione più completa su tutti gli aspetti del progetto sportivo, e questo mi da tanta fiducia anche per il mio futuro come professionista dopo la Mini Transat.

Entriamo nell’analisi delle tappe. Partenza domenica per la più complessa.

Qui da oltre 10 giorni fa bel tempo, è estate, ma qualcosa sta cambiando, domenica non sarà così. Arriva una bassa pressione la cui evoluzione è ancora da capire, ma porterà ovviamente instabilità e aprirà il varco alle altre depressioni che arriveranno da ovest. Ci sarà un meteo duro ed è da vedere se ci faranno partire in queste condizioni o aspetteranno un’altra finestra. Se dovessero rispettare il programma sarà una prima parte di tappa molto interessante, con tanti posizionamenti da fare e un passaggio a Finisterre ovviamente duro e con molto vento. La prima tappa per me è la più divertente, la più tattica perché le scelte possono pesare molto soprattutto quelle della prima fase. La seconda tappa invece diciamo che è più una gara di velocità dopo un posizionamento iniziale, è diversa.

Il Pogo 3 è ancora la barca da battere o i nuovi modelli sono diventati pericolosi?

L’inconfondibile prua del Pogo 3. Foto Breschi

A inizio anno temevo molto la concorrenza dei Vector e dei Maxi, mi preoccupavano, soprattutto perché in allenamento con le barche scariche dai pesi si sono dimostrati veramente veloci, poi a barche cariche le cose sono cambiate. In realtà alla fine la differenza è ridotta e limitata a poche condizioni, loro sono molto veloci in quelle condizioni dove si fa una bolina bassa, larga, con vento ad almeno 20 nodi. Detto ciò io sono sicuro della mia barca e penso che il Pogo 3 sia ancora il progetto più completo per le varie condizioni che andremo a incontrare, non a caso hanno dominato le ultime due stagioni nonostante l’arrivo di nuove barche.

Qual è l’obiettivo sportivo di Ambrogio Beccaria a questa Transat?

Onestamente, se finissi fuori dal podio sarei molto dispiaciuto. Il podio è l’obiettivo, poi ovviamente una posizione in più o in meno dipende da molti fattori. Però dopo un progetto sviluppato accuratamente e durato due anni, dopo 9 regate vinte su 12, bisogna essere coscienti di avere un buona preparazione, una buona barca, e avere voglia di fare bene.

Per i francesi sei uno degli uomini da battere, in Italia c’è molta attesa su di te, senti la pressione?

Certo che sento la pressione, ma la gestisco. Essere arrivati qui dopo due anni di lavoro duro mi da quella sicurezza che consente di potere vivere al meglio queste sensazioni.

I nomi degli avversari che temi di più

Ce ne sono diversi. Sicuramente Mathieu Vincent (Pogo 3) che ha fatto una seconda parte di stagione importante e ha vinto la Transgascogne che era l’ultimo test prima della Mini, dimostrandosi molto veloce e in fase. Poi ci metto sicuramente Amelie Grassi (Pogo 3), è tosta e preparata, come molto pericoloso può essere anche Nico D’Estais (Pogo 3). Ma attenzione anche a Felix De Navacelle (Pogo 3) e Paul Cloarec (Maxi). Ma le variabili sono così tante che sono molti i nomi che potrebbero emergere.

Mauro Giuffrè

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.