Attacco al potere! L’Italia della Mini Transat sfida la vela francese. FOTO

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Ambrogio Beccaria

Questa volta non possiamo nasconderci. Lo diciamo a bassa voce, ma dobbiamo dirlo, a questa Mini Transat c’è uno skipper italiano che se la giocherà alla pari con i francesi.

Ambrogio Beccaria, il Velista dell’Anno Tag Heuer 2019, è stato un indiscusso protagonista delle ultime due stagioni in Mini, 9 prove su 12 vinte, e non è in regata per partecipare, ma per inseguire un risultato di rilievo, per puntare al podio. Raggiungerlo è un mix di elementi: bravura, intelligenza tattica, tenacia, e una buona dose di fortuna. Serviranno tutti questi ingredienti in egual misura.

Ma Ambrogio Beccaria sul suo Pogo 3 Geomag non è il solo italiano al via su 90 partenti, il tricolore sventolerà a poppa di altre 6 barche come vi andiamo a raccontare.

Immaginatela come una corsa di ciclismo, come un Tour de France, ma su sole due tappe. 4050 miglia, divise in due manche, chi ottiene complessivamente il tempo di percorrenza minore vince. Facile no? Più o meno. In mezzo c’è un Oceano da attraversare a bordo di minuscole barche di 6,50 metri.

IL PERCORSO

La prima tappa, con partenza il 22 settembre nel golfo di Biscaglia, da La Rochelle, prevede il delicato passaggio a Finisterre e la discesa fino a Gran Canaria per un totale di 1350 miglia. La seconda fino in Martinica, prevede 2700 miglia di Oceano da percorrere, si spera sotto gli alisei.

GLI ITALIANI,

Beccaria guida il nutrito gruppo di italiani che anche in quest’edizione ha deciso di prendere parte alla super classica della course au large. Ambrogio è a bordo del Pogo 3 Geomag, barca rodata e veloce, che però nell’ultima stagione ha iniziato a soffrire un po’ la concorrenza dei progetti più giovani come il Maxi e il Vector. Il Pogo 3 è probabilmente la barca più completa sulla lunga distanza, come ha dimostrato comunque nei risultati del corso della stagione 2019. Tutto è aperto, tutto può succedere, ma una cosa è certa: i francesi temono Beccaria e sanno che è uno degli uomini da battere.

PROTO 888 / Matteo SERICANO

Matteo Sericano, 22 anni da Genova, può essere la sorpresa. Corre nella classe prototipi con la 888, una barca scow interessante e ancora molto competitiva. In una classe che promette grandi velocità e dove “incombe” la presenza del Pogo Foiler 969, skipper Tanguy Bourroulec, può giocarsela nei dieci ed ha il talento per farlo.

PROTO 342 / ROSETTI Luca

Luca Rosetti, bolognese classe 1995, naviga su un Prototipo del 2001 progettato da Forenzi, una barca di vecchia generazione che, se gli Alisei divenissero capricciosi e leggeri, può dire la sua. Si prepara a una Transat da esordiente, ma senza timori referenziali date anche le buone prestazioni portate a casa nelle regate di avvicinamento.

SERIE 659 / NANNI Daniele David

Daniele Nanni, 35 anni da Milano, naviga su un Pogo 2, barca di serie affidabile e ideale per chi vuole fare esperienza e arrivare fino in fondo, magari provando a togliersi qualche soddisfazione.

Marco Buonanni

Marco Buonanni, 38 anni da Napoli, corre su un Dingo 2 del 2009, serie, barca di qualche generazione fa ma ancora in pista, lo skipper italiano del resto non rinuncia affatto alla sfida sportiva e vuole stare nella mischia.

SERIE 488 / CAMPRIANI Alessio

Alessio Campriani, 51 anni da Città di Castello, naviga su un Pogo 2 e si è avvicinato alla classe relativamente tardi. Corre contro se stesso, come lui stesso ha dichiarato, prima che contro gli altri. Una sfida personale da vivere fino in fondo.

SERIE 691 / DUBINI Luigi

Luigi Dubini, 25 anni e da 6 anni a Barcellona per studiare come dottore ma sognando sempre le grandi onde oceaniche. Vuole stare in regata e con un Pogo 2 più che rodato può farlo. Da seguire.

Impossibile fare dei pronostici veri, anche perché come sempre in campo c’è il top della vela transalpina, ma una cosa è certa: l’Italia alla Mini Transat non manca mai.

Mauro Giuffrè

 


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4 commenti su “Attacco al potere! L’Italia della Mini Transat sfida la vela francese. FOTO”

  1. Marco Alejandro Buonanni

    Ciao!! Non ci tengo molto alla parte di comunicazione e si vede, perché in questi giorni ho letto diverse cose che nn ho mai detto. Non affronto la minitransat con la voglia di traversare e basta avendo fatto più di 10 traversate oceaniche come skipper, ma come una sfida sportiva. La prima di altri tentativi di corsa al largo.

    Grazie

    MAB

  2. Pingback: Power attack! The Italy of the Mini Transat challenges French sailing. PHOTO | En24 Italy

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