Ben tornato carrello del fiocco! Ecco come si evolve una regolazione che sembrava fuori moda. FOTO

C’è stato un periodo che sembrava quasi passato di moda, sostituito da un comodo ma tecnicamente poco efficiente punto fisso. Ma il carrello del fiocco, in un periodo in cui le barche sportive autentiche, i veri performance, stanno tornando di moda, sembra avere voglia di riprendersi tutta la scena. E non soltanto il semplice carrello del fiocco, ma anche soluzioni prese dal mondo dei racer veri che si possono adattare anche a quello dei performance cruiser di razza.

Un esempio concreto lo abbiamo avuto dal Grand Soleil 48 Race che monta sulla tuga un carrello trasversale, senza rinunciare alla regolazione longitudinale, offrendo di fatto a tutti gli effetti la possibilità di una regolazione in 3D come nelle foto che vi mostriamo.

Il carrello trasversale del GS 48. Si nota il sistema di paranchi “destra/sinistra” che regola il dentro/fuori della vela. Più il vento è intenso e la bolina stretta più la bugna del fiocco verrà avvicinata all’albero e viceversa. Il movimento viene facilitato da una rotaia che si muove su cuscinetti a sfera.
Dentro l’anello passa la scotta del fiocco. L’anello può salire o scendere in altezza: se l’anello sale otterremo di svergolare il fiocco, aprendo la balumina nella parte alta. Al contrario chiamando l’anello verso giù chiuderemo la parte alta della vela, nel caso in cui per esempio ci sia vento leggero o la bolina non è molto stretta. Questa regolazione verticale si affianca a quella orizzontale sull’asse destra/sinistra
Il sistema di doppi paranchi, adeguatamente demoltiplicati, per gestire la regolazione del carrello


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