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Andrea Napolitani di Cini & Webster, importatore di Hanse nonché agente Solaris, racconta come è nata la sua avventura nel 1980 e come si è adattato con successo a un mercato che è cambiato (e ora, largo ai giovani!)

È stata la passione per la nautica che ha convinto Andrea Napolitani, tra gli ideatori nel 1975 della mitica penna a punta sintetica Tratto Pen, a cambiare business e iniziare a vendere barche.

Oggi, con la moglie Lalla, la figlia Chiara e un affiatato team di giovani qualificati, porta avanti Cini & Webster, importatore per il nord Italia di Hanse e subdealer per la Liguria di Dehler (nella sua storica sede di Lavagna) agente Solaris (con uffici a Lavagna e Varazze) e che dispone di un nutrito parco barche usate per la compravendita.

Andrea, quando e come è iniziata la vostra avventura? “Galeotto fu un Grand Soleil 34 che acquistammo dal Cantiere del Pardo nel 1979: divenni amico di Giuseppe Giuliani e iniziammo a collaborare, qualche tempo dopo diventai direttore commerciale del cantiere. Nel 1986 chiesi a Del Pardo di poter lavorare da Lavagna e aprimmo la nostra sede. La collaborazione durò fino al 2001”. Anno in cui hai deciso di “guardare in Germania”… “Dal 2001 fino al 2010 in effetti siamo stati subdealer Bavaria, in quegli anni ottime barche per affidabilità, rapporto qualità/prezzo, ergonomia”.

Nel 2010, al Salone di Düsseldorf, quella che tu definisci “la svolta”. “Quando nostra figlia Chiara ci fece capire che avrebbe seguito le orme dei suoi genitori, ci siamo messi alla ricerca di un marchio forte che potesse garantire continuità a Cini & Webster.

A Düsseldorf lo sloveno Luka Modrijan, che all’epoca lavorava in Hanse, ci fece conoscere Michael Schmidt e fu amore a prima vista: le sue erano barche innovative e soprattutto improntate all’easy sailing.

Il cantiere tedesco fu il primo a montare il fiocco autovirante e a disporre gli winch in modo che fosse davvero possibile manovrare tranquillamente dal pozzetto. Chiara decise di ‘farsi le ossa’ andando a vivere a Greifswald (la sede di Hanse, ndr) per stare a stretto contatto con il cantiere. Non puoi vendere barche che non conosci”. Oggi il sodalizio continua… “Oltre a tutte le barche della gamma Hanse (quella che ha maggior successo, in termini di vendite, è l’Hanse 588, diretto erede del 575) siamo subdealer per la Liguria di Dehler.

Barche per una clientela diversa, che ricerca le performance ancora prima della totale comodità. Non dimentichiamoci che con il DB1 del 1980, Dehler ha di fatto inventato il concetto di performance-cruiser”. E invece perché Solaris? “Abbiamo lavorato a lungo con Giuseppe Giuliani. Quando ha acquisito Solaris nel 2011, ci è venuto naturale tornare a collaborare.

Il marchio va molto forte, considerato che è per una clientela di fascia alta. Soprattutto sulle metrature più importanti (oltre i 60 piedi), dove non solo garantisce la qualità costruttiva che è tipica del cantiere friulano, ma riesce a essere anche competitivo a livello di costi”. Abbiamo parlato di monoscafi, ma una delle tendenze del momento sono i catamarani.

Cini & Webster è “sul pezzo”? “Abbiamo stretto un accordo di collaborazione con Luca Venica di Euro Sail Yacht, dealer per il Nord Italia di Fountaine Pajot, catamarani a vela e motore dai 40 piedi in su ben progettati e adatti a ogni genere di navigazione”. Se dovessi riassumere, in una parola, il segreto della longevità di Cini & Webster? “Affidabilità. Molti dei nostri clienti si fidano di noi e ci hanno seguito nel tempo: qualcuno ha iniziato acquistando un Grand Soleil, per poi spostarsi su Bavaria e Hanse e c’è chi è passato anche a Solaris. Quanti attestati di stima!”. www.ciniwebster.it

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