Salvata da un incendio una delle barche più belle del Mediterraneo

Un incendio, probabilmente originato da un corto circuito del quadro elettrico, è divampato a bordo di una delle barche a vela più belle del Mediterraneo, il Rrose Sélavy di Riccardo Bonadeo, a Portofino. Poteva andare peggio ma i soccorsi sono stati perfetti: nessun ferito (sei persone tra cui Bonadeo sono state evacuate con successo), alcuni danni sottocoperta, ma lo scafo del 73 piedi progettato da German Frers non è a rischio. (foto di copertina: Martina Orsini)

UN “MONUMENTO” ALLA VELA

Rrose Sélavy è uno degli scafi più celebri di tutto il Mediterraneo ed è il sesto e più grande scafo della famiglia Bonadeo che porta questo nome, dallo pseudonimo del celebre dadaista francese Marcel Duchamp. Questo progetto one-off del designer argentino, realizzato in carbonio in Nuova Zelanda da Yan Cook e varato nel 2000, ha letteralmente vinto di tutto con a bordo l’immancabile Mauro Pelaschier, da sempre tattico-timoniere di famiglia.

IL SENSO DEI BONADEO PER LA VELA

La vela, in casa Bonadeo, è entrata alla fine degli anni Sessanta, quando Riccardo, commercialista di Milano, classe 1939, dal 2008 commodoro dello Yacht Club Costa Smeralda, ha lasciato la sua attività agonistica sugli sci.

La famiglia Bonadeo in crociera sul Rrose Sélavy

Così, dopo aver superato un severo corso di vela a Caprera, nel 1971 i Bonadeo hanno comprato la loro prima barca, uno Swan 44 tenuto come nuovo dal maestro Armando Trovajoli. “Si chiamava Fiesta, ma contrariamente alla tradizione nautica, io le ho cambiato nome, ribattezzandola Rrose Sélavy, in omaggio al pittore del movimento dadaista, del quale sono appassionato collezionista, Marcel Duchamp, che usava quello pseudonimo per firmare le sue opere”, ci ha raccontato qualche tempo fa Riccardo Bonadeo. Con lo Swan 44 nel 1972 i Bonadeo partecipano alla loro prima regata, la Settimana delle Bocche, e vincono.

Riccardo Bonadeo

“Una sensazione bellissima, ci sentivamo i campioni del mondo, così decidemmo di andare avanti con questo sport e, nel 1973, vincemmo anche la Giraglia”. Negli anni, i Bonadeo hanno sempre comprato belle barche d’occasione, ribattezzate tutte Rrose Sélavy. Nell’ordine: un 43 piedi disegnato da Doug Peterson, Moonshine, trovato grazie a Lorenzo Bortolotti (con il quale, insieme anche a Lepoldo Poppi, Riccardo Bonadeo fondò la North Sails Italia) ; un 47 piedi disegnato da German Frers, Tatoosh, trovato negli Stati Uniti; e un 57′, Temptation, ancora un progetto di Frers.

“Dopo Tatoosh, abbiamo sempre avuto barche di Frers”, dice Riccardo Bonadeo. “Le ultime due gliele abbiamo commissionate e fatte costruire in Nuova Zelanda da Yan Cook: nel 1995 abbiamo varato un Mini-Maxi di 65 piedi che ora si chiama Edimetra e appartiene ad Ernesto Gismondi (Presidente di Artemide SpA, ndr) ; nel 2000, il 73 piedi che abbiamo tutt’ora”.

Tutti i sei Rrose Sélavy (alla serie ci sono da aggiungere un J24 e un Farr40 utilizzati solo nelle regate di classe), con i quali i Bonadeo hanno partecipato e vinto le più importanti regate d’altura, dalla Giraglia alla Nioulargue, dal Mondiale Maxi al Trofeo Zegna (conquistato definitivamente con la vittoria di tre edizioni consecutive) e preso parte al terribile Fastnet del 1979 (finito per molti in tragedia), sono sempre stati utilizzati anche per la crociera; tra cui due traversate atlantiche, dalle Canarie alle Barbados. Rrose Sélavy è stata ospite anche del nostro TAG Heuer VELAFestival a Santa Margherita.

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