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Quali sono le barche che mantengono affidabilità, prestazioni e valore nel tempo? Ce lo svela Fabrizio Dall’Olio di Dalmar, che da quarant’anni vende usati “di razza” a chi vuole navigare lungo, comodo e sicuro

Fabrizio Dall’Olio, 67 anni, milanese, ha fondato con il padre Bernardo la Dalmar srl nel 1979. Assieme alla Lion Yachting, è dealer italiano di Hallberg-Rassy.

Era il 1979 quando Fabrizio Dall’Olio, milanese doc, fondava con suo padre Bernardo la Dalmar srl. Dal suo ufficio di Corso Indipendenza 5 in quarant’anni ha venduto (e continua a vendere) centinaia di barche, nuove e usate, a una tipologia di clienti ben precisa: quelli che vogliono navigare tanto, comodi e sicuri.

“Dal 1980 siamo diventati dealer di Hallberg-Rassy, trattando sia il nuovo che l’usato”. In società con la Lion Yachting di Remo Leoni (e successivamente con il il figlio Jonathan), storico importatore romano del marchio svedese fin dal 1975, Dalmar ha in mano il mercato italiano Hallberg-Rassy.

In tutti questi anni la società si è focalizzata su un parco di barche usate “di razza”: “Oltre agli Hallberg Rassy, abbiamo venduto i vecchi Moody, Nautor’s Swan, Amel, Baltic, Contest. Imbarcazioni dalla comprovata qualità costruttiva”.

Chi sceglie di affidarsi a Dalmar per l’acquisto di un usato, di solito, ha le idee molto chiare: “L’armatore che si rivolge a noi sta cercando una barca con cui affrontare lunghe navigazioni, anche oceaniche, spesso con famiglia e bambini: le prime caratteristiche che ricerca sono quindi la sicurezza, l’affidabilità e il comfort, senza compromessi. Questo spiega perché sia disposto a spendere, per una barca usata vecchia di 10/15 anni, cifre più alte rispetto a uno scafo di serie”.

Gianin VI, l’HR 41 del 1976 che con l’armatore Ciccio Supparo si è vinto due volte la Giraglia, nel 2011 e nel 2015

E qui viene fuori la forza di cantieri come Hallberg-Rassy e ‘simili’: “Se mantenute bene, si tratta di barche che hanno una curva di svalutazione molto più bassa rispetto alle imbarcazioni più ‘commerciali’ e che non subiscono cali di prestazioni nel tempo. Basti pensare al mitico Gianin VI, l’HR 41 del 1976 che con l’armatore Ciccio Supparo si è vinto due volte la Giraglia, nel 2011 e nel 2015”.

“Non solo queste barche possono durare all’infinito”, prosegue Dall’Olio, “ma qualora decideste di venderle, fareste sicuramente meno fatica rispetto a una barca di serie. Soprattutto in questi ultimi anni che il mercato dell’usato è ripartito”.

A proposito: qual è la politica di Dalmar rispetto a chi decide di vendere? “Assieme all’armatore cerchiamo sempre di concordare un prezzo equo e che garantisca la vendibilità in tempi ragionevoli. È chiaro che se pretendi di ricavare 300.000 euro da una barca che, secondo la nostra stima di persone che sono nel settore da quarant’anni, ne vale 200.000, non ci incaricheremo mai della vendita. La nostra politica del ‘prezzo equo’ ha sempre funzionato, non ci sono mai rimaste barche invendute”.

Torniamo a parlare di chi acquista: la sua età media? “Fino a qualche anno fa si trattava perlopiù di persone avanti con gli anni alla ricerca di barche marine e facilmente gestibili, oggi l’età si sta un po’ abbassando: per fortuna è passato il concetto che se vuoi navigare tanto, a prescindere dal tuo fisico, devi scegliere la barca giusta”. www.dalmaryacht.it

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