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Cinque emergenze a bordo (e come risolverle)

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emergenze a bordoCi sono situazioni in cui nessuno vorrebbe mai capitare, dalle più semplici e banali a quelle più pericolose. Ecco perché bisogna essere sempre pronti a risolvere le diverse emergenze a bordo. Prepararsi accuratamente prima di salpare è già un ottimo punto di partenza per evitare problemi: ma, si sa, la fortuna è cieca e la sfiga ci vede benissimo! Ecco come risolvere cinque emergenze a bordo (Qui la prima puntata con altre cinque emergenze a bordo risolte)

CINQUE EMERGENZE A BORDO – SECONDA PUNTATA

1. ODDIO, LA BARCA PRENDE FUOCO!
Niente panico. Cercare di isolare le fiamme per limitare i danni

Cosa fare: Tralasciamo la parte della richiesta di soccorso, è ovvio che l’assistenza è necessaria. Se l’incendio è localizzato in un vano, isolatelo più che potete, chiudendo i pannelli e manovrando in modo da tenere l’incendio sottovento al resto della barca. Ora dovete agire anche con gli estintori, quelli in polvere sono i più diffusi (anche se negli ultimi anni ci sono tantissime alternative sul mercato) e coprono la quasi totalità dei casi di incendio. Ricordate che un estintore a polvere di 1 kg è sufficiente, a spegnere una quantità di 13 litri di benzina (13 B).

Attenzione con l’acqua di mare, in realtà spesso e volentieri, non deve essere presa in considerazione per due motivi, è più pesante del combustibile liquido, per cui un incendio di gasolio o benzina diventa difficile da spegnere e si rischia di propagarlo maggiormente, ed è pericolosa su impianti elettrici sotto tensione. Se versata sulle batterie potrebbe mandarle in corto e farle esplodere. Potete però immergere le vostre coperte nell’acqua di mare e cercare di spegnere l’incendio soffocando la fiamma.

2. LA BARCA ANCHE IN PORTO CONTINUA A MUOVERSI
Anche quando siete ormeggiati vi tocca lavorare. Basta mettere le cime correttamente e la sosta è più piacevole

Cosa fare: Siete in porto ma la barca è storta, si muove o da fastidio al vicino. Aggiustate un po’ le cime d’ormeggio e tutto si risolverà. Regolate le classiche cime da prua e da poppa (il cui nome barbetta e codetta stanno scomparendo dalla terminologia usata generalmente dai diportisti), rispettivamente più a pruavia e a poppavia per ottimizzare la loro trazione. Se in porto c’è un po’ di risacca o vento traverso, non basteranno, neanche per una breve sosta. Conviene quindi utilizzare e mettere subito in tensione degli springs ed eventualmente anche dei traversini.

Le springs sono cime incrociate dalla prua della barca alla poppa in banchina e viceversa, il loro compito è quello di impedire il movimento longitudinale dello yacht, cioè tengono fisso rispetto alla banchina il punto dove si incrociano. Per questa ragione le springs sostengono lo sforzo maggiore e vanno quindi scelte di diametro adeguato. I traversini servono invece per impedire rotazioni o movimenti trasversali della prua o della poppa, sono perciò molto importanti per mantenere la barca assolutamente immobile.

3. FALLA A BORDO, AIUTO!
Se la falla non è grande potete tapparla anche con dei piccoli e utili accessori

Cosa fare: Un evento che non si augura mai a nessuno, è la falla a bordo. Ma se capita, che fare? La priorità, è ovvio, è quella di fermare l’afflusso d’acqua. Se il buco è proprio grosso usate cuscini, coperte e quant’altro possa chiuderlo dall’interno. Per l’esterno, se riuscite, fate passare un telo (tipo il copritender) sotto la carena. Spostate i pesi aiutandovi come potete in modo da alzare la falla dall’acqua.

Se il foro è piccolo e i tappi in legno delle prese a mare sono inutili, diventa utilissimo un accessorio come quello nella foto, si chiama Leak Block, ed è una pasta turafalle. è un prodotto monocomponente che si applica immediatamente sul buco, stendendola in modo da coprirlo completamente. La tenuta della pasta viene garantita, una volta applicata, per 48 ore.

4. LE BATTERIE SONO A TERRA
Per risolvere questa situazione a volte è meglio pensarci prima

Cosa fare: Quando siete veramente con tutte le batterie a terra, c’è proprio poco da fare. Quello che proponiamo infatti più che una soluzione è una prevenzione, si tratta di un comune apparecchio che si fissa alla batteria, se il voltaggio scende sotto 11,9 V con motore spento, disconnette automaticamente la batteria e si riconnette automaticamente non appena si gira la chiave di accensione o si collegano dispositivi di carica. Quello in foto si chiama Marine PriorityStart ed è dotato di un circuito elettronico che rileva un segnale elettrico del motore acceso e, anche se la batteria è bassa tensione.

5. ARRIVA LA BURRASCA!
A volte coglie di sorpresa oppure non avete letto i bollettini, in ogni caso quando il tempo peggiora bisogna decidere in fretta

Cosa fare: Non esiste una regola fissa da seguire in caso di maltempo. Quando navigate e dovete effettuare delle scelte importanti, considerate sempre tutte le variabili: il tipo di barca, l’equipaggio, il carburante, la distanza dalla costa, la rotta e l’evoluzione meteo. In caso di forte maltempo, pericoloso per la navigazione, ci sono alcune accortezze che possono facilitarvi nelle decisioni da prendere.

Se vi trovate nel bel mezzo di una perturbazione e volete evitare di prenderla in pieno, aprite la carta nautica e analizzate il vostro punto nave e i tratti di costa vicino a voi. Bisogna controllare quali sono i migliori ridossi da raggiungere in base alla previsione dei bollettini.

Se avete individuato la baia, controllate i fondali (batimetrica) e l’orografia della costa. Considerate però che non sempre è bene avvicinarsi alla terraferma in caso di mare agitato, anzi a volte è meglio tenersi a debita distanza. Sulla base del tipo di barca che disponete (marinità e dotazioni) e sull’esperienza del vostro equipaggio potete quindi saggiamente considerare di modificare il vostro itinerario e dirigervi verso il mare aperto se la rotta scelta vi permette di aggirare il maltempo e di navigare sempre in sicurezza.

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Sapete gestire le emergenze a bordo anche se siete in navigazione da soli o con equipaggio inesperto? Il prezioso manuale “Navigare in equipaggio ridotto” fa per voi: quante volte avete rinunciato a uscire con la vostra barca perché non trovavate abbastanza persone d’equipaggio? D’ora in avanti il problema non esisterà più. Capitolo dopo capitolo, vi sveleremo i trucchi per portare la vostra barca praticamente da soli. Dall’ingresso in porto all’ancoraggio in rada, dalla regolazione delle vele fino alla preparazione delle traversate più impegnative, ogni argomento è illustrato con foto e disegni e vi raccontiamo anche come far fronte alle comuni emergenze a bordo. Preparatevi a mollare gli ormeggi!

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