developed and seo specialist Franco Danese

La Giraglia su uno Swan 38, Vincenzo Onorato: “Come fare l’amore con una bella signora”

“Non chiamateli marinai d’acqua dolce!”. Ecco perché l’edizione 2019 della Bol d’Or rimarrà nella storia
18 giugno 2019
Qual è la superbarca italiana che vuole vincere il Grande Slam della vela
18 giugno 2019

La sua voce sembra quella di un giovane velista che ha appena concluso un’esperienza adrenalinica, solo che lui è invece uno degli armatori della vela italiana con più esperienza e miglia sulla sua scia. Ne ha “combinata” una delle sue Vincenzo Onorato: partecipare alla Rolex Giraglia con una barca veloce e tirata a lucido come il veloce e planante Cookson 50, provando a vincerla? Troppo scontato per lui. Perché non farla invece con il lento e dislocante Swan 38? 

Foto Borlenghi

I ragazzi del mio equipaggio ormai sono rassegnati ai miei “colpi di testa”, alle mie “ispirazioni”, ho la fortuna che mi seguono ovunque, e mi hanno detto: ok la Giraglia, ma per favore non anche la Middle Sea Race“. E allora Vincenzo Onorato ha iscritto il suo Swan 38 Mascalzone Latino, progetto del 1974 di Olin Sthepenhs, alla Giraglia. Prima le costiere, chiuse con un ottimo quarto posto in IRC B, poi la prova offshore di 241 miglia con partenza da Saint Tropez e arrivo a Monaco, via Giraglia chiusa al 44mo posto overall, sesto nel gruppo B e terzo nella combinata dello stesso raggruppamento.

Le condizioni nella prima parte di regata sono state dure, soprattutto per le barche non plananti, ma Onorato l’ha vissuta a modo suo: “Che meraviglia, è stato stupendo, fino alla Giraglia abbiamo avuto le condizioni ideali per lo Swan 38, 30-35 nodi, abbiamo navigato sempre rigorosamente sotto spinnaker“.

Foto Borlenghi

Non facile con il mare molto formato “domare” una barca con una carena simile, e qui nel racconto ci viene incontro tutta l’ironia di Vincenzo. “E’ lenta, sotto i 10 nodi non cammina neanche a parlarne, e nelle condizioni che abbiamo avuto non è dislocante, è proprio un sommergibile“, ci racconta facendoci sorridere. “Posso dire di avere fatto il record di velocità della barca, 14,3 nodi, e allora a quel punto ho detto ai ragazzi “andiamo a quota periscopio”; sembrava un sommergibile, bagnatissima. Perché anche in poppa sale tanta acqua con questo mare. La barca è sempre dislocante e più aumenta il vento più è bassa sull’acqua, il pozzetto è autosvuotante ma con quell’onda e vento a volte hai proprio i piedi in acqua, che alla fine è anche piacevole, faceva caldo“, continua a raccontare Onorato in un turbinio di battute e anedoti sulla regata. “Io volevo portare un po’ di buon vino e mettere lo stereo, i ragazzi me lo hanno proibito, hanno il problema di essere così professionali“.

La regata in realtà non è stata esattamente una passeggiata, lo Swan 38 in poppa con vento forte è una bella giostra: “Sono stato al timone 7-8 ore durante la regata. Il timone è sempre duro, ero sudato nonostante il vento, se non anticipi l’onda sei a gambe in aria e puoi solo scegliere tra la strapoggia e la straorza. In confronto timonare il Cookson a 28-29 nodi di velocità come ci è capitato alla Hong Kong (la Volvo Hong Kong to Vietnam, oltre 600 miglia di regata n.d.r.) è molto più semplice, ma questo è il bello dello Swan 38. Sono onesto, una volta abbiamo straorzato, ma i ragazzi sono stati bravissimi. Devo anche ammettere che per rendere la barca un po’ più facile il timone non è quello originale, abbiamo tolto lo skeg e messo una pala più grande, adesso è sempre difficile da condurre ma un po’ meno di prima“.

Ma alla base di tutto c’è la passione di Vincenzo Onorato per le regine senza tempo come i suoi Swan: “La barca della mia vita lo sanno tutti, è lo Swan 65, ma fare la Giraglia con quello era ancora più complesso, allora ho optato per il 38′, io adoro le barche di Olin Stephens, ne sono innamorato. Come sono innamorato di questa. Perdonatemi il paragone, questa Giraglia è stata come fare l’amore con una bella signora, credo che alla signora sia piaciuto, a me di certo“. E per il futuro altre mitiche regate offshore  in stile “vintage”? “Io sono uno che vive anche di ispirazioni, adesso ho avuto questa, in futuro vediamo, devo pensarci. Certo se mi chiedono cosa preferisco tra i 29 nodi del Cookson o i 14,3 dello Swan preferisco la seconda. Poi magari un giorno ci montiamo i foil sul 38“, conclude con una battuta in puro stile Vincenzo Onorato.

A bordo di Mascalzone Latino con Vincenzo Onorato hanno regatato Branko Brcin, Vittorio Zaoli, Matteo Savelli, Pietro Manunta, Davide Scarpa, Daniele Fiaschi, Alberto Fantini.

Mauro Giuffrè

2 Comments

  1. Paolo ha detto:

    Un equipaggino da niente niente… Bravissimi!

  2. Giacomo ha detto:

    Proprio 10 anni fa esatti (nel 2009 equipaggio di amici non professionisti) abbiamo fatto la Giraglia su uno Swan 38 identico! Solo molto meno tirato a lucido e con vele standard che non hanno mai consentito i 14,3 nodi anche in altre occasioni. Barca meravigliosa ed affidabile che non teme onde e vento forte! Naturalmente con vento debole non si muove quasi, ma quando gli altri iniziano a ridurre la velatura tu puoi mantenerla tutta! Proprio la Signora del mare!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi