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Qual è la superbarca italiana che vuole vincere il Grande Slam della vela

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La vela Made in Italy alla conquista del mondo. Ci proverà il “Fast & Furio Sailing Team” nel 2021 ad accaparrarsi il Grande Slam della Vela d’altura, ovvero a partecipare con chances di vittoria alle quattro mitiche regate Giraglia, Fastnet, Middle Sea Race e, dall’altra parte del mondo, alla Sydney – Hobart. Nessuno in uno stesso anno ha mai tentato un’impresa simile, ci prova un equipaggio prevalentemente di triestini al comando di Furio Benussi, vincitore per quattro volte della regata più affollata del mondo, la Barcolana.

Furio Benussi (a sinistra) con il fratello Gabriele

Assieme a lui altri grandi nomi della vela triestina, Stefano Spangaro, Lorenzo Bressani, Alberto Bolzan e Gabriele Benussi e due ragazze in piena campagna olimpica Tokyo 2020 con il loro 49er FX, Francesca Bergamo e Alice Sinno.

Quando la barca si chiamava Wild Thing, alla Sydney Hobart del 2003

LA RINASCITA DI UNA SUPERBARCA
Ancora più intrigante è la storia della barca con cui tenteranno questo record. Si tratta del Wild Thing (m. 30.48 x 5,0 m), già vincitore nel 2005 della Barcolana con il nome di Skandia (sempre Benussi al timone) e nel 2003 primo a tagliare il traguardo alla Sydney Hobart.
Dal 2015 Wild Thing giaceva semiabbandonata in un piazzale. Benussi e il suo “Fast & Furio Sailing Team” hanno ritrovato questa superbarca di 100 piedi che ben conoscevano.

Nel 2005 alla Barcolana, con il nome Skandia

LO SPONSOR ARCA DICE SI E TUTTO INIZIA
Hanno capito che questa era la barca giusta per realizzare il loro sogno del Grande Slam. Si sono rivolti al loro sponsor tradizionale, l’italiana Arca Fondi sgr (società di gestione del risparmio con 31 miliardi di raccolta) con cui hanno già vinto le ultime due edizioni della Barcolana con Spirit of Portopiccolo. Lo hanno presentato a Ugo Loser, amministratore delegato di Arca e anche lui triestino. Loser e il consiglio di amministrazione hanno detto si, impegnandosi per questo programma “Made in Italy” che è già partito e si protrae sino al 2022.

Wild Thing adesso si trova a Minorca, nel porto di Mahon, dove i primi lavori di modifica proseguono di gran carriera, coordinato da Stefano Spangaro.

HA SEDICI ANNI MA SARA’ NUOVISSIMA
Grandi modifiche per questa super barca, che corre per lo Yacht Club Adriaco. Alla fine verrà tagliata e modificata sia nella parte poppiera (adesso), sia nella parte prodiera (l’anno prossimo). Il totale degli interventi di taglia e cuci riguarderanno ben 28 dei trenta metri. Il supermaxi, che pesa solo 24 tonnellate e ha una chiglia basculante profonda sette metri, verrà dotato di foil di sostentamento laterali in grado, se non di farla “volare”, di aumentare sensibilmente le prestazioni alzandola sull’acqua in andature portanti. Anche l’albero e il piano velico saranno rinnovati con uno spostamento a poppa del centro velico e con fiocchi più grandi. Le nuove vele sono opera di un’altra istituzione triestina, la veleria Olimpic. Il progetto di rinnovamento e aggiornamento di Wild Thing è opera di uno dei grandi maestri della progettazione, Shaun Carkeek, già socio di Botin e ideatore di alcune delle barche vincenti della Volvo Ocean Race.

Furio Benussi con l’ad di ARCA Ugo Loser

PRIMA USCITA ALLA BARCOLANA (FORSE)
I primi risultati dei lavori del “nuovo” Wild Thing/Arca li vedremo il 27 settembre alla regata d’altura “Trieste – S.Giovanni in Pelago – Trieste”. Poi, forse, sarà alla Barcolana il 13 ottobre. “Non sappiamo ancora se prenderemo parte alla Barcolana con Wild Thing/Arca o con Spirit of Porto Piccolo. Quella che dai test risulterà più veloce, parteciperà” ha sentenziato Furio Benussi.

https://fastandfurio.com/

 

 

 

 

 

 

 

 

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