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Una nuova chicca di Adria Sail: in arrivo lo Scuderia 65

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In Italia sappiamo fare veramente le cose belle. E nella nautica in particolare. C’è un cantiere, Adria Sail (scoprilo QUI) che si è specializzato non solo nel fare barche molto belle, ma nel farle anche custom ed ad alta tecnologia. Ovvero barche personalizzate sulle esigenze dell’armatore, che in alcuni casi possono diventare magari anche una mini serie, e costruiti con materiali quale il carbonio e la resina epossidica, ovvero rigide e leggere. Adria Sail ne sta per sfornare una nuova, lo Scuderia 65, che segue il successo dello Scuderia 50 (scoprilo QUI). Ci siamo fatti raccontare da Vittorio Malingri, che ha collaborato attivamente allo sviluppo del progetto, le peculiarità della barca. Il varo è previsto durante l’estate, la barca è infatti in un avanzato stato di costruzione.

LO SCUDERIA 65 SECONDO VITTORIO MALINGRI

Lo Scuderia65′ è un racer-cruiser nel segmento mini-maxi, innovativo e molto piacevole esteticamente ha una carena ben virata verso delle forme open, più tirata di quello che si vede in giro. Progetto Harry Miesbauer, attentissimo ai dettagli e molto preciso, tutto il percorso di progettazione è stato compiuto in forte sinergia con l’armatore dell’unità #1; un vero appassionato, ambizioso ed esperto regatante.

Molta attenzione e cura nei minimi dettagli sono state prestate per creare una barca realmente marina, ottimizzato per le classiche regate d’altura come Giraglia, Middle Sea Race, etc.. Grazie a diverse intelligenti soluzioni nel layout e nei dettagli degli interni, risulta perfetta anche per comode vacanze in famiglia. La barca è costruita in full carbon per rispettare il peso calcolato e ottenere così le performance previste. La versione IRC é stata ottimizzata nelle carene, appendici, rigging e nelle vele da specialisti dedicati. La prima unità che sarà varata verso giugno é proprio quella, un racer/cruiser tirato, ma pensato anche per le vacanze di famiglia.

Gli spazi interni ampi e ben concepiti, larga fuori tutto fin a poppa, c’è posto per realizzare gli attuali lay out interni da crociera e variazioni. Tuga dal design piacevole e particolare di Harry, pozzetto molto ampio e nella nuova visione per correre in equipaggio. Deriva a bulbo, mobile in senso verticale, doppi timoni. Bellissima la realizzazione della lama fresata dal pieno e del sistema di movimento e blocchi della deriva, un vero gioiello fatto dal mago dell’ idraulica Gianni Cariboni. Le strutture sono di Miesbauer, insieme con Pure design & engineering NZ di Giovanni Belgrano, molto intelligenti e raffinate. La carena e le appendici sono state ottimizzate assieme ad Alberto Porto, con simulazioni e verifiche CFD. L’ottimizzazione generale IRC invece è stata studuata assieme a Matteo Polli. Importanti risorse anche per lo sviluppo del piano di coperta, rigging e delle vele, Dede de Luca, CEO di OneSails, ci spiega come: “Sia le vele da crociera che quelle per la regata sono seguite da OneSails Nord Est e realizzate in 4T FORTE. Il design team di OneSails ha completato gli studi FSI e la progettazione delle vele da crociera,già in produzione. Al momento è in corso la progettazione del set di vele da regata. Nella configurazione crociera verrà utilizzato l’IFS™ (Integrated Furling System), la nuova esclusiva tecnologia per realizzare vele di prua avvolgibili prive di cavo antitorsione, grazie all’impiego delle tecnologie a filo continuo da sempre sviluppate da OneSails. Stiamo collaborando in grande sintonia con il progettista e con Adria Sail. Da parte mia il coinvolgimento in questo progetto è a 360°, perché sarò anche a bordo per la prima stagione di regate.” Essendo la versione Scuderia65′ IRC in mano ai migliori del settore, mi sono preoccupato di introdurre la versione WRC (World Racer Cruiser), che sto sviluppato con Maurizio Testuzza e Harry Miesbauer. L’intento é offrire una barca più specifica a chi va solo in crociera, o vuole cimentarsi in regate al di fuori delle formule e cercare la velocità pura. Adria Sail ha sempre creato il “trend” prima degli altri, oggi mette le basi per la nuova generazione di maxi da crociera, che non siano solo barche con uno spigolo che si vede, e tutto il resto come prima, ma che prendano dal mondo delle corse oceaniche tutta una serie di caratteristiche e dettagli che renderanno la navigazione più facile e veloce.

La versione WRC non ha briglie di formula e sarà molto veloce anche nella sua versione più semplice, ma anche più spaziosa e confortevole dentro e fuori. Infatti, oltre alla diversa architettura nautica, adotta una tuga raised deck saloon, con un tettuccio scorrevole sopra il pozzetto ospiti che esce dalla tuga. Più protetta e vivibile, avrà un maggior range di navigazione e dotazioni da barca “ocean pro”, e la facilità di conduzione da parte di un equipaggio ridotto, tipico della navigazione famigliare o delle regate oceaniche. Non più una dozzina o più persone a bordo in regata, il loro peso e quello relativo di acqua, vettovaglie e abbigliamento, il loro costo di ingaggio, viaggio e mantenimento. Per una prova lunga o oceanica seria ne bastano 4, bravi  + armatore, figli e amici.

Anche la versione WRC, può essere allestita in varie gradazioni di sofisticazione, fino a canting/lifting keel e foils, e fino ad albero alare girevole, con due ordini di crocette tradizionali o crocettoni. La WRC base ha la configurazione più semplice e sta ampiamente nei costi delle barche attuali: chiglia fissa e ballast, albero fisso, e più leggera di 3 ton, perché le canting, le lifting, le loro scasse, i pistoni le pompe e le decine di litri di olio pesano e costano tantissimo. Ha un bulbo più leggero perché ha i ballast per star dritta di bolina e sfrutta anche i grossi pesi di bordo, che non sono più fissi. C’è solo il mimino di idraulica o neanche quello, per le manovre adotta vari sistemi intelligenti molto più leggeri. Semplice da usare, molto sofisticata ma meno costosa é rivolta a chi ha come primo obbiettivo quello di partecipare a qualche prova interessante dove spingerla al massimo e, con un buon equipaggio e routier, anche bastonare a mani basse. Magari pure all’interno di un viaggio tropicale di relax e vacanze.  Anche qui l’armatore può scegliere Nauta, o altri interior designer come opzione. Per entrambe le versioni prevediamo una trasmissione idraulica con lifting pod prodiero e poppiero, e naturalmente motorizzazione ibrida o a scoppio.

Vittorio Malingri

www.adriasail.it

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