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Coppa America: i Muli volano! Tutti i segreti dietro il “volo” degli americani

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American Magic 38 Mule sails in Pensacola. Day 2 of first camp in FL.

I muli possono volare, sembra proprio vero. Ironia a parte, è stato diffuso in rete un video molto interessante di The Mule (che vi proponiamo alla fine del testo), la barca prototipo in scala dell’AC75, con la quale il team a stelle e strisce di American Magic si sta preparando in vista della Coppa America (Nuova Zelanda 2021).

Tanti gli spunti interessanti che proveremo ad elencare di seguito. La prima cosa importante da notare è come gli americani stiano lavorando molto sulle vele. La randa che vedete in uso infatti è la cosiddetta doppia vela che vi avevamo presentato QUI in anteprima, un’idea che ricerca il massimo controllo sulla forma della vela, grazie alla possibilità di sistemi di regolazione posti tra le due membrane. Un profilo alare, grazie alla doppia canaletta su un albero a U, che elimina qualsiasi scalino tra la superfice del “palo” e l’attacco della vela. Ma le cose interessanti del video di American Magic a proposito della randa sono diverse: si nota come la base della vela sembri molto lasca nelle immagini dall’alto dal minuto 1.05. In realtà una regolazione un po “estrema” come questa è possibile grazie alla stecca posizionata appena sopra al boma, che non fa perdere efficienza a quella zona della vela mantenendo una forma ottimale. Un particolare che ci appare decisamente importante da sottolineare e proviamo a spiegarvi perché.

Il dettaglio della base molto lasca

Se grazie al sistema di regolazione, (con questa stecca in posizione cruciale), si può mantenere un buon controllo sulla forma della vela rendendola efficiente anche con la base così lascata, significa che i disegnatori avranno l’opzione di progettare dei profili della randa molto più magri del dovuto, perché quando le condizioni lo chiederanno sarà comunque possibile dare potenza alla vela tramite i sistemi di controllo appena illustrati. Questo fa si che la randa sarà molto più all round e adattabile a svariate condizioni di vento: parte da progetto con un profilo molto magro e performante con vento forte o ad alte velocità, ma all’occorrenza sarà possibile dare un “over power” senza perdere mai efficienza e controllo sulla vela come avverrebbe su una randa classica se navighiamo con la base così estremamente lasca.

Il momento in cui la vela appare con una forma in testa “negativa”

Non è l’unica cosa a proposito della randa che si vede nel video. Dal minuto 2.22 si nota come la testa della vela abbia una forma strana, come se la stessa fosse impuntata con la stecca in penna. In realtà probabilmente è un effetto voluto, la parte alta con profilo negativo toglie potenza alla vela in caso di necessità (una raffica per esempio), e poi viene riportata con uno scatto in posizione facendo sbandare la barca. Molto probabilmente si tratta di una regolazione attiva voluta dall’equipaggio, regolata tramite i sensori interni alla doppia randa.

Il dettaglio della forma del carrello

L’altra cosa molto interessante da notare la si vede dal minuto 2.10 circa. Il fiocco è infatti montato su un carrello orizzontale in coperta, nient’altro che un fiocco autovirante in pratica, ma attenzione. Va notata la forma del carrello, curva sia come linea sul piano di coperta, sia come altezza sul ponte. A cosa serve? Fa si che si possa controllare la regolazione del fiocco praticamente solo con il carrello, con variazioni di scotta minime se non nulle. Perché? Proviamo a spiegarvelo.

Più la barca navigherà di bolina, più il punto di scotta del fiocco verrà portato verso il centro del carrello. Facendo questo cambia l’angolo di incidenza al vento della vela, cambia la posizione del grasso e la chiusura della balumina, essendo il carrello curvo e leggermente più spostato verso poppa nella sua parte centrale, e la si cazza. Più stretto sarà l’angolo al vento o più intensa sarà la brezza, più il punto di scotta verrà portato al centro del carrello. Al contrario con vento più leggero l’angolo sarà meno chiuso, al lasco invece il fiocco viene scarrellato sottovento fino a raggiungere il limite più estremo, dove la rotaia diviene leggermente rialzata.

Un sistema che prevede minime o nulle variazioni di scotta non equivale ad avere minori regolazioni, anzi, il fiocco viene mosso continuamente su questo trasto in base ai cambi di intensità e di angolo. Semplicemente le regolazioni sono molto più “fini”, si interviene soprattutto sul controllo del “twist” della vela (la rotazione della forma nella parte alta) e sulla profondità stessa del fiocco. Il tutto lo si fa muovendo esclusivamente la vela su questo particolare carrello autovirante.

In ultimo, giusto per dare quel tono da spy story tipico da Coppa America, a piede d’albero si vedono degli schermi pixelati. Cosa nasconderanno? Probabilmente i numeri della barca, o comunque qualcosa che American Magic vuole tenere celato, ma sarà vero o solo un’illusione?

Mauro Giuffrè

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