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TENDENZE Presto anche la vostra barca si ormeggerà da sola

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DockSense di Raymarine crea una zona virtuale attorno alla barca. Se un oggetto entra nella “comfort zone”, il sistema introduce comandi correttivi di governo e di accelerazione. Presto arriverà anche sulle barche a vela.

Benvenuti nel mondo, in rapidissima evoluzione, dei sistemi di ormeggio assistito: dai “pionieri” (molte soluzioni sono italiane) al futuro prossimo, in cui la vostra barca da crociera entrerà da sola nel suo posto in porto.

Dieci anni fa, se aveste detto a un automobilista che in futuro parcheggiare la macchina sarebbe stato facilissimo grazie a retrocamere e sofisticati sensori, probabilmente vi avrebbe riso in faccia. E invece tali dispositivi hanno invaso il mercato, al punto che alcune case automobilistiche li offrono di serie anche sulle gamme di “fascia bassa”.

Con un po’ di ritardo rispetto all’automotive, il cosiddetto “ormeggio assistito” è arrivato anche nel mondo delle barche. Sono sempre di più le aziende che si stanno occupando di sistemi in grado di rendere l’ormeggio di una barca, anche di grandi dimensioni, semplice e senza stress.

Persino in equipaggio ridotto o in solitario. Ci saranno sempre i professori da banchina che storceranno considerandoli “espedienti” per skipper inesperti, ma se il paragone auto-barca è calzante (come è sempre stato) presto saranno accettati e diffusi, anche sulle barche di serie. Complice anche il grande sforzo verso la “barca connessa” che sta compiendo tutta l’industria dell’elettronica di bordo.

LE RADICI
Molti di questi dispositivi hanno le loro radici nei sistemi di controllo integrati che sono stati applicati per la prima volta alle barche a vela quasi 10 anni fa (e precedentemente introdotti nel mondo della motonautica). Secondo la rivista Yachting World, il primato spetta ai tedeschi di Comfodrive che nel 2010 dotarono l’albero di trasmissione di un Cyclades 43 di propulsori di prua e di poppa, più servomotori per azionare il cambio meccanico standard e i cavi dell’acceleratore.

Subito dopo fu la volta del sistema Dock and Go di Beneteau, che ha dato il via a una serie di soluzioni simili anche presso altri cantieri. In questo caso la manovrabilità totale della barca è garantita dalla combinazione di un saildrive rotante a 360° sincronizzato con una tradizionale elica di prua. Tuttora questa soluzione è presente sugli Oceanis da 45 a 55 piedi. Quando il sistema è attivo, timone si blocca automaticamente durante la manovra. Con un joystick fisso (solitamente vicino alla timoneria) si può manovrare facilmente in spazi ridotti, con traslazione di 90° a babordo o tribordo, avanti e indietro e la rotazione sul posto.

Con ECAB, il sistema ideato da Astra Yacht, un’interfaccia software avanzata rende possibile sovrapporre la visualizzazione della telecamera con una griglia ricca di dati e info utili all’ormeggio direttamente sui multifunzione di bordo.

IL SENSO DI ASTRA PER IL MERCATO
Tra i pionieri dei sistemi di ormeggio assistito creati ad hoc c’è una piccola realtà italiana. La società friulana Astra Yacht, nel 2014 ha sviluppato e brevettato ECAB, acronimo di Easy Control Automatic Boat. Un sofisticato sistema che permette di interfacciarsi ai sistemi di bordo, coadiuvando l’equipaggio nelle manovre di attracco in porto.

Si basa sulle misurazioni interpolate di radar, telecamera, gps, bussola e accelerometri ed è in grado di fornire una misurazione esatta delle distanze della barca dagli ostacoli. Può essere utilizzato per generare allarmi ad hoc relativi al movimento di oggetti specifici o selezionare aree da evitare durante il movimento della barca.

Un’interfaccia software avanzata rende possibile sovrapporre la visualizzazione della telecamera con una griglia con indicazione della distanza (con compensazione automatica degli effetti di pitch e roll) e in grado di mostrare al timoniere direttamente sui display dei multifunzione l’oggetto con minore impatto, il calcolo della traiettoria della barca in tempo reale con il tempo di impatto lungo la traiettoria stessa.

Inoltre evidenzia gli ostacoli differenziandoli tra quelli in avvicinamento e quelli in allontanamento e c’è la possibilità di produrre svariati tipi di allarmi, utili per il controllo perimetrale anche da remoto. L’operato di Astra ha il merito di aver fatto da “faro”, ispirando tanti big player del mondo dell’elettronica che hanno indirizzato i loro sforzi verso lo sviluppo dei sistemi di ormeggio assistito.

IL SISTEMA DOCKSENSE
Quest’anno al Boot di Düsseldorf è stata la volta di DockSense, il sistema ideato e sviluppato da Raymarine, che sfrutta la tecnologia Virtual Bumper che individua una “comfort zone” intorno all’imbarcazione. Se un oggetto entra nel raggio d’azione nella “zona sicura”, DockSense introduce automaticamente comandi correttivi di governo e di accelerazione per evitare danni e assistere l’armatore nella fase più delicata dell’ormeggio. Per proseguire con i paragoni automobilistici, il funzionamento è simile all’adaptive cruise control che vi corregge la guida quando, in autostrada, valicate senza volere un’altra corsia. DockSense utilizza il sistema di posizionamento globale (GPS) e quello di riferimento della rotta di assetto (AHRS) per compensare gli effetti del vento e delle correnti, assicurando che l’imbarcazione entri in banchina senza problemi o collisioni costose.

Il sistema si basa su cinque termocamere FLIR che consentono una visuale 360° e individuano tutto quello che si trova intorno alla barca (boe e gavitelli compresi), un modulo di elaborazione centrale e l’applicazione DockSense App che gira sul display di navigazione Axiom di Raymarine. Facilmente integrabile con i joystick per il comando, DockSense elabora la “comfort zone” intorno alla barca a seconda delle esigenze: potete ad esempio settore il contorno virtuale a 5 metri di distanza dal perimetro della barca quando entrare in porto, per poi ridurlo a mezzo metro nella più delicata fase d’ormeggio e così via. Inizialmente pensato per le barche a motore, DockSense è programmato per integrarsi al meglio anche sulle barche a vela.

DOCKMATE E YACHT CONTROLLER
Il sistema Dockmate, sviluppato dalla società belga PPA e presentato di recente, consta di un telecomando remoto e un receiver (tipo scatola nera) che trasferisce i comandi ai motori di bordo. Nella sua versione “Single”, il telecomando vi consente di azionare l’entrobordo (marcia avanti e indietro), eventuali eliche di prua e di poppa e persino il salpancora. Il vantaggio è proprio l’assenza di un joystick fisso, che vi consente di spostarvi in barca alla ricerca della miglior visuale: lo stesso principio che ha determinato il grande successo del primo sistema – italiano – di controllo remoto dei motori, Yacht Controller, lanciato nel lontano 2002 e continuamente aggiornato (l’ultimo modello Dual Band Plus, oltre ad avere la doppia banda di trasmissione e la gestione fino a due ancore e altrettante eliche di manovra, prevede la possibilità di accelerare su alcuni tipi di manette elettroniche).

Tornando a Dockmate, non si tratta per ora di un sistema facilmente applicabile in “retrofit” (per ora è stato predisposto sul Surfari 50, la barca a vela del cantante Jimmy Buffett, studiata per la conduzione in solitario): uno dei requisiti di Dockmate è la presenza di un motore con controllo elettronico. Va anche detto che i produttori di entrobordo, vedi Yanmar, stanno realizzando propulsori di questo genere anche sotto i 40 cavalli, quindi questo genere di ormeggio assistito potrà essere applicato anche su scafi di dimensioni più contenute.

A Goteborg lo scorso anno un Azimut a motore di 20 metri si è ormeggiato da solo nello spazio tra due barche da regata VOR 65, sfruttando il sistema “self-docking” di Volvo Penta.

IL FUTURO
E il futuro, fatto di barche che si ormeggiano da sole? Lo abbiamo toccato con mano lo scorso anno a Goteborg (Svezia), quando durante la tappa della Volvo Ocean Race un Azimut a motore di 20 metri si è ormeggiato da solo nello spazio tra due barche da regata VOR 65, nonostante un forte vento.

Questo è stato possibile grazie alla “self-docking yacht technology” di Volvo Penta. Come funziona questa soluzione che debutterà sul mercato nel 2020? Il sistema si basa sulla propulsione IPS (Integrate Propulsion System) caratterizzata da un doppio pod rotante per le manovre in porto, una centralina di comando e quattro sensori che saranno piazzati in banchina per individuare la zona precisa di ormeggio.

Quando la barca si avvicina all’ormeggio, il sistema avverte l’armatore che è entrato nell’area di cattura del segnale: una volta che questo avrà attivato la funzione “self-docking”, la barca, sfruttando il GPS (con la tecnologia Dynamic Positioning System, che mantiene automaticamente la barca ferma in un punto), si posiziona in modalità “pronti all’ormeggio”. All’armatore resta soltanto il compito di avviare la fase finale premendo un tasto e il sistema, interpolando eliche di manovra, GPS di bordo e sensori in banchina, sposterà la barca in automatico nell’ormeggio, con una precisione millimetrica. Fidatevi, è solo una questione di tempo: presto vedremo barche che si ormeggiano da sole anche nel mondo della vela!

Ghego Saggini

QUATTRO SOLUZIONI PER ORMEGGIARE FACILE

YACHT CONTROLLER – DUAL BAND PLUS
Yacht Controller è il celebre radiocomando per le manovre in porto in equipaggio ridotto, pensato per poter controllare a distanza le manette elettroniche delle principali aziende in totale sicurezza. Il Dual Band Plus, oltre ad avere la doppia banda di trasmissione per evitare interferenze e la gestione fino a due ancore, prevede la possibilità di accelerare e controllare eliche di prua e di poppa. www.yachtcontroller.it/official

DOCKMATE
Dockmate consta di un telecomando remoto e un receiver (tipo scatola nera) che trasferisce i comandi ai motori di bordo. Nella sua versione “Single”, il telecomando vi consente di azionare l’entrobordo (marcia avanti e indietro), eventuali eliche di prua e di poppa e persino il salpancora. www.dockmate.eu

ASTRA YACHT – ECAB
Easy Control Automatic Boat è un sofisticato sistema che si interfaccia con i sistemi di bordo, coadiuvando l’armatore nell’ormeggio. Si basa sulle misurazioni interpolate di radar, telecamera, gps, bussola e accelerometri ed è in grado di fornire una misurazione esatta delle distanze della barca dagli ostacoli. Può essere utilizzato per generare allarmi ad hoc relativi al movimento di oggetti specifici o selezionare aree da evitare durante il movimento della barca. www.astrayacht.com

RAYMARINE – DOCKSENSE
Il sistema si basa su GPS e termocamere FLIR che individuano una “cornice” intorno alla barca, regolabile in base alle proprie esigenze. Se un oggetto entra nel raggio d’azione nella “zona sicura”, DockSense introduce automaticamente comandi correttivi di governo e di accelerazione per evitare danni e assistere l’armatore nella fase più delicata dell’ormeggio. Funziona con i display multifunzione Axiom. www.raymarine.it

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