Come “strambare” in solitario con più di 18 nodi (senza autopilota)

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Prosegue la nostra
rubrica sulle manovre “senza l’aiuto di nessuno” a cura di Luca Sabiu, che oggi ci spiega come strambare (o meglio, abbattere) da soli quando il vento aumenta…

Quando il vento rinforza, le manovre scolastiche della buona vecchia vela da manuale non rispondono più al bisogno di semplificazione del diportista sotto stress. Un’abbattuta classica con più di 18 nodi inizia a essere pericolosa per un equipaggio inesperto e famigliare (magari con bimbi piccoli a bordo) ed espone la barca e l’attrezzatura a sollecitazioni rischiose oltre a richiedere una certa dimestichezza e rapidità di esecuzione allo skipper. Astenersi accademici. La soluzione in questo caso è sostituire la strambata con una virata. In solitario, in sicurezza e senza autopilota. Poniamo che siate al lasco, con la necessità di eseguire un’abbattuta.


1.
Preparate la manovra: assicuratevi che la scotta del fiocco sottovento sia ben in chiaro e cazzate “di peso” la scotta del fiocco sopravvento preparandola avvolta con due giri sul winch. Cazzate leggermente anche la scotta randa (il boma deve stare in barca, sarà una randa più da traverso che da lasco).


2.
Date un colpo deciso di timone all’orza, la barca inizierà la rotazione (che al termine sarà di circa 270 gradi) passando per il traverso e la bolina larga. Potrete allontanarmi rapidamente dal timone (sempre all’orza) per regolare cazzando la scotta del fiocco, limitandone il fileggiare rumoroso ed evitando che si incattivisca.


3.
Continuate a orzare fino a quando la virata sarà effettivamente eseguita. Ora non vi resta che lascare la vecchia scotta e riprendete la navigazione con le vele già messe a segno precedentemente.

I VANTAGGI
– Avete evitato colpi secchi al paranco del carrello della randa, ridotto il rischio di frustate del boma contro le sartie o della scotta randa che, incattivata, potrebbe fare leva e sradicare o rovinare parti strutturali o estetiche del pozzetto

– Non c’è necessità di autopilota o di mettere un membro dell’equipaggio al timone

– La barca non si trova mai in situazione di non assetto perché le vele sono sempre a segno in tutte le fasi della manovra

CHI E’ IL NOSTRO ESPERTO
Luca Sabiu, 43enne, è nato a Milano ma si considera “cittadino del mare per adozione dall’età di cinque anni”. Comandante navi da diporto, istruttore con più di 200 allievi all’attivo, professionista oceanico e navigatore solitario da tempo in prima linea per la sensibilizzazione alla sicurezza in mare. Collabora con la Scuola Nautica Vivere la Vela, a capo del team d’eccellenza Mastersail: i suoi corsi di formazione alla navigazione d’altura sono un’esperienza unica a 360°. Ci mostrerà, in questa e nelle prossime puntate, la preparazione della barca e i segreti per effettuare tutte le manovre in equipaggio ridotto.

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3 commenti su “Come “strambare” in solitario con più di 18 nodi (senza autopilota)”

  1. Una piccola proposta “ad adiuvandum”: segnare in 2 o 3 punti diversi con del nastro adesivo le scotte del genoa (bolina/bolina larga, traverso/ lasco). Questi segni sino utili quando si prepara la scotta sopra vento per averla già “a segno”.
    Un’idea anche più sempluce: fiocco autovirante. Uo l’ho avuto sull’ultima varca e con vento forte è davvero un piacere!

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