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VIDEO ESCLUSIVO Ecco come funziona l’albero a U senza boma!

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Aspettavamo questo momento con grande curiosità:
volevamo capire se il sistema messo a punto dalla start-up Stramba di Daniele Mingucci, ovvero l’armo con albero a “U” rovesciata senza boma (ve lo avevamo presentato qui), funzionasse per davvero o se fosse la solita “boutade”. Così abbiamo mandato a Padenghe del Garda (Brescia) il nostro Bacci Del Buono per vedere da vicino il sistema. Ecco il suo resoconto dal Cantiere Zuanelli, dove è in costruzione la prima barca della storia (il 47 piedi in alluminio “Futura”),  con l’armo ideato da Mingucci.

LA GENESI DELL’ALBERO A U
“Tornando da una giro in barca mi sono reso conto d’avere un gran mal di schiena. E’ vero, sono alto ma diciamocelo, il bomba in mezzo alla barca toglie spazio ed è davvero scomodo! E allora mi sono chiesto… come posso toglierlo?!?”. Così, nel 2011, il CEO della start-up Stramba Daniele Mingucci ha cominciato a concepire questo strano armo: un albero ad “U” rovesciata, senza boma, sul quale scorre la randa da una mura all’altra. Daniele Mingucci ed il suo entourage, giorno dopo giorno, stanno trovando in modo creativo soluzioni sempre più ottimizzate e funzionali affrontando con molta umiltà e determinazione i vari ostacoli tecnici che via via si presentano.

VIDEO – LA “VIRATA” CON L’ALBERO A U ROVESCIATA

COME FUNZIONA L’ARMO
L’albero, o meglio le due “zampe” dell’albero in alluminio sono formate da quattro tronconi, due per ogni lato, di 9 metri l’uno. In cima a queste le due teste d’albero sono unite tra di loro da una “U” rovesciata sulla quale la randa scorre da un lato dell’albero all’altro. Il settore portante dell’albero è alto 18 metri, mentre l’altezza comprensiva della “U” è di circa un metro più alto. Le due “zampe” sono unite da due traversini strutturali. Il primo è all’altezza della giuntura dei due tronconi, il secondo all’altezza dell’innesto della “U”.

Quest’ultimo è molto interessante poiché è anche la base della rotaia sul quale scorre l’attacco dello strallo del fiocco. Cosi facendo, il fiocco può “seguire” la randa da una mura all’altra della barca avvicinando l’idea di “creare un piano velico che abbia massima continuità tra vela di prua e quella di poppa, sfruttando al massimo il potenziale della resa e delle prestazioni di questa barca”. Questa conformazione dell’armo, naturalmente, non prevede alcun sartiame. Molto simili a quelle che conosciamo come volanti strutturali, sono presenti due patarazzi ancorati all’albero all’altezza dei traversini.

LA RANDA
La randa assomiglia di più a una vela di un kite inferita in verticale sull’albero con rotaia e carrelli Harken. È simmetrica infatti e ha un doppio square top. La mancanza del boma, di primo impatto, preoccupa e non poco ma il team Stramba rassicura: “Per la tensione della balumina stiamo testando un sistema molto semplice ispirato al picco dell’Optimist in grado di tendere mura e balumina con la drizza”.

LA VIRATA
Ecco come avviene la virata: la manovra all’inizio può sembrare complicata e macchinosa ma gli ingeneri stanno lavorando per renderla semplice e gestibile anche in solitaria. Infatti la randa va fatta scorrere mediante la parte di drizza che risulta sopravento lungo tutta la lunghezza della “U” dell’albero. Quella che prima era la drizza, finita la manovra sarà usata come cunningham e viceversa. Nel prototipo di barca, dal nome Futura, la manovra sarà gestita tutta da winch elettrici comandati comodamente dal pozzetto. Va detto che la drizza scorre all’esterno dell’albero nella parte della “U” con l’aiuto di piccole pulegge coniche.

L’ABBATTUTA
E ora veniamo all’abbattuta: i problemi maggiori ad oggi sono sull’abbattuta (il che per un progetto che ha il nome di “Stramba” risulta alquanto paradossale). Infatti ipotizzando che la barca sia in poppa nel momento in cui la randa scorre sulla nostra “U” rovesciata c’è la possibilità che prenda vento “infilandosi” tra i due alberi a mo’ di spinnaker rischiando di rompere le stecche. L’altra eventualità è che non sventi nel momento della manovra rigonfiandosi sopra la guida. Ad ora sono stati predisposti (sulla U) dei tubi che seguono il profilo del passaggio della vela per impedire che questo accada ma ci hanno assicurato sono al vaglio soluzioni ancora più sicure, efficaci ed esteticamente più eleganti.

LA REGOLAZIONE
“Per quanto riguarda la regolazione in andatura, abbiamo scelto una soluzione ispirata alle antiche giunche cinesi”. Per la bolina, l’assetto a cui gli ingeneri stanno puntando è quello che vede una continuità del flusso d’aria tra la vela di prua e la randa. Non è prevista quindi alcuna sovrapposizione del genoa sulla randa ma bensì si cercherà di avere un taglio tale da avere la risultanza di un unica grande vela.

I TERZAROLI
I terzaroli: circa il come prendere le mani e gestire una virata con la randa ridotta, Il team Stramba non si vuole ancora pronunciare ufficialmente. “C’è una soluzione molto semplice che ottimizzeremo nei prossimi mesi (ma possiamo tranquillizzare tutti: non faremo girare un groppo di vela arrotolata)”.

LO SCAFO E IL DESIGN
Ormai alla conclusione è lo scafo in alluminio saldato e preassemblato dal cantiere Mor di Castegnato (Brescia), che sta per arrivare da Zuanelli per le rifiniture. Il prototipo, Futura, è una barca di 47 piedi (14,32 metri), 2,40 m di pescaggio, 4,60 m di baglio, realizzata su progetto completamente originale dal Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Bologna (Prof. Ing. Alfredo Liverani) per strutture e linee d’acqua, e da Q-id per il design. Armo, interni e strutture sono stati ottimizzati dal team di Stramba guidato dagli ing. Massimo Tamburini e Filippo Rossi e forte delle collaborazioni dell’ing. Stefano Signori, del giovane designer Saverio Panichi e di Giuseppe Dimilta, istruttore FIV di III livello. Ruolo tutt’altro che secondario spetta anche al “team di supporto” capitanato da Mario Zuanelli. Importante anche la consulenza, per l’albero, del “guru” Franco “Ciccio” Manzoli.

La parte interessante è che all’interno dello non saranno presenti dei puntoni o paratie strutturali. Le costole e i loro traversi sono saldati insieme per garantire la solidità strutturale di tutta l’imbarcazione e dell’armo. Questo ha dato la possibilità ai designer (Q-id) di reinventare le disposizioni sotto coperta. Decisamente fuori dagli schemi le linee della tuga e della disposizione degli spazi in coperta.

Il pozzetto è minuscolo e con un solo timone: tutta l’abitabilità dello scafo si sposta verso prua. I progettisti infatti hanno potuto e voluto sfruttare al massimo l’ampio spazio che lascia la mancanza del piède d’albero. Il risultato è una barca con la coperta che si avvicina alla comodità ed il design di una moderna ed un po futuristica unità a motore. Circa le prestazioni, gli studi condotti in collaborazione con l’Universita di Bologna, stanno avendo risultati davvero sorprendenti. per ora si tratta di un incremento delle prestazioni grazie ad una migliore gestione della portanza del 30%. ma per questo potremmo essere più precisi solo una volta toccata con mano… o meglio timonata con vento.

Daniele Mingucci

IL TEAM STRAMBA
Il team di Stramba si sta impegnando nella realizzazione e nella messa a punto di un prototipo performante caratterizzato dal nuovo armo velico brevettato. In palio c’è l’opportunità di vivere nuovi e straordinari spazi di bordo, ma soprattutto la possibilità di ottenere performance più elevate in andatura. Un terzo fronte di ricerca è la semplificazione delle manovre e delle regolazioni. http://www.stramba.it/

 

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