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Collisione Tita-Banti in Nacra 17: la regola 11 va cambiata, e anche in fretta

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Si è concluso il 50esimo Trofeo S.A.R. Princesa Sofia a Palma di Maiorca, con il Nacra 17 italiano di Vittorio Bissaro e Maelle Frascari che ha chiuso al secondo posto (ai risultati di tutti gli italiani dedicheremo un approfondimento apposito), ma a tenere banco è la grave collisione occorsa ai campioni del mondo in carica, i nostri Tita-Banti, con un Nacra 17 tedesco.

La dinamica è stata raccontata da coach Gabriele Bruni in un post sulla sua pagina facebook: “Brutto incidente oggi nella classe Nacra a Palma di Maiorca , fortunatamente nessu ferito. Barca in poppa non vede barca di bolina e si scontrano. Come avevo proposto , andrebbe cambiata la regola 11 a favore della barca che naviga in poppa , Invito tutti i giudici a riflettere su questa cosa prima che qualcuno si faccia davvero male“.

La regola 11 recita che:11 SULLE STESSE MURE, INGAGGIATE – Quando le barche sono sulle stesse mure ed ingaggiate, una barca al vento deve tenersi discosta da una barca sottovento“. Nel caso della collisione in oggetto Tita-Banti scendevano in poppa mure a sinistra, i tedeschi salivano di bolina sulle stesse mure ed essendo quindi sottovento avevano diritto di rotta. Sui Nacra 17 questa regola diventa molto complessa con una barca che vola in foiling a 23-25 nodi e ha a riva un gennaker che gli ostruisce completamente la visuale sottovento, nonché a quella velocità risulta impossibile sentire un richiamo vocale da parte dell’altro equipaggio se non quando è ormai vicinissimo. E non è ovviamente semplice su un Nacra 17 lanciato in foiling decidere una strambata all’improvviso, c’è un obiettiva difficoltà a potere manovrare velocemente per tenersi discosti. Da qui risulta più che sensata la richiesta del coach italiano di invertire, per i Nacra 17, la regola: la barca che scende in poppa dovrebbe avere precedenza su una che sale in bolina sulle stesse mura. Chi sale in bolina ha la visuale sopravvento libera e ha quindi modo di calibrare più facilmente un cambio di rotta o una virata, e navigando ha una velocità sensibilmente più ridotta può tenersi più facilmente discosto.

“La dinamica dell’incidente era potenzialmente pericolosissima – dichiara il Direttore Tecnico Michele Marchesini – Tita/Banti scendevano di poppa in foiling dopo un jibe-set a oltre 23 nodi mure a sinistra e non hanno visto l’equipaggio tedesco che stava salendo di bolina. Lo scontro è stato violento, ma fortunatamente i danni maggiori sono stati subiti dalle imbarcazioni.

Mauro Giuffrè

1 Comment

  1. Giovanni Pellizza ha detto:

    Nulla da dire sulla esposizione dei fatti, sull’analisi e sulle conclusioni a cui è giunto Gabriele Bruni con, anche, l’invito ai Giudici a farne una riflessione.
    La mia prima riflessione è che qui si tratta di sovvertire le regole naturalmente formatesi e, quindi, poste a presiedere la sicurezza della navigazione della marineria velica, sin dalla sua nascita.
    Prima dell’avvento di nuove tecnologie e di nuovi sistemi dell’andare per mare a vela, con i mezzi descritti, la facilita di manovre era delle barche che procedevano con vento a favore, mentre maggiori difficoltà le avevano le barche che stringevano per risalire al vento.
    Ora, anche nello sport della vela, i mezzi di andar per mare sono i più svariati e diversi e, a parer mio, è molto difficile fare una regolamentazione che sia innanzi tutto sicura e poi equa.
    Concludo dicendo: giusto l’invito a fare una riflessione, ma solo come inizio. Poi bisogna studiare, studiare ed ancora studiare. Io ho esposto quanto dalla mia riflessione.
    Giovanni Pellizza

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