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CLOVIS CHRONICLES Io che vivo in barca, vi svelerò tutti i miei trucchi (di vela e di pesca)

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clovis
Buongiorno a tutti, è giusto iniziare presentandomi. Io sono Riccardo Fracchia 29 anni da Como. Per primo marinaio per secondo grande fan e lettore del Giornale della Vela, e per terzo appassionato di barche, mare, vela, natura, pesca, meccanica, cucina e navigazione.


IO CHE VIVO IN BARCA (E SU CHE BARCA!)

Con doti e difetti nel mezzo… comunque il resto è forse banale perché sono tutte cose che piacciono tanto anche a voi. In ultimo, sono comandante ed armatore di Clovis un’imbarcazione del 1983 per me molto speciale, un ketch costruito in leghe di alluminio che misura 26 metri di lunghezza con un baglio massimo di 5.50 e dal 1997 (prima nelle mani di mio padre , da ormai 6 anni nelle mie) è una seconda mamma e una scuola di vita nonché il mezzo che mi ha permesso di affinare e coltivare tutte le tutte le passioni sopra elencate.


E’ forse giusto dire prima di iniziare che tutto ciò che vi racconterò nelle seguenti righe di questo mese e dei prossimi, non è semplice teoria appresa in vari corsi di biologia o seguendo un seminario o ancora di più frutto dei preziosi scambi a bordo con biologi, scienziati o studiosi. Meglio non si tratta solo di questo; vi parlerò della mia personale esperienza di chi il mare lo vive in ogni suo aspetto 365 giorni all’anno. Perché “noi” io e la mia compagna Marika da ormai 1500 giorni e 40.000 miglia circa ci occupiamo di Clovis e con Essa, la nostra casa con due possenti alberi senza foglie, trascorriamo tutto l’ anno. Vivendo con e grazie al mare attraverso tutte le stagioni che il nostro prezioso emisfero sa regalarci.


Questi miei racconti sono frutto delle esperienze, di chi non solo per piacere scelta o lavoro si muove col vento, ma di chi ha accettato una vita in funzione degli eventi che la nostra barca ci riserva e del meteo che il grande blu propone ed impone. Pescando e cucinando quando il mare lo permette e vivendo ogni giorno l’ incessante usura di sole e sale, ma galleggiando tutto l’anno nel nostro splendido mare. Sempre in cerca di emozioni luoghi e progetti che solo questo meraviglioso elemento concede.

VI SVELERO’ TANTI MIEI SEGRETI, IN PRIMIS LA PESCA
Quindi terminando i lunghi preamboli parliamo di mare! Inizierò a raccontarvi da oggi in questo momento 23:26 di un mercoledì di marzo 2019 in coordinata N38°43.58 E1°.24.56. Esatta posizione dove ci troviamo con la brava Clovis all’interno del ben ridossato porto di Formentera. In questo momento ci sono 20/22 kts di vento da sud-ovest che è la direzione vento prevalente per i mesi invernali esattamente l’opposto del nord-est fresco e secco che spira nei mesi estivi.


Vorrei raccontarvi dell’attività che insieme al mantenimento della nostra impegnativa barca (infatti oggi ho smontato il rollafiocco del genova dopo tanti anni che non subiva la sua meritata manutenzione) ha occupato le mie giornate e le mie nottate invernali: la pesca. Sono molto appassionato di alcune tecniche di pesca mentre altre non le ho mai considerate e approcciate; forse per le grandi soddisfazioni ottenute con i sistemi che più amo, o più probabilmente perché le ritengo per certi aspetti invadenti; Il patto con il nostro ormai sempre meno generoso mare, deve essere quello di, effettuare una pesca coscienziosa, considerando e osservando i vari parametri, che possono aiutare il pescatore neofita, o ancor peggio esperto a non danneggiare ed impattare con l’ambiente.

Questi accorgimenti saranno da utilizzare, e calibrare in base alla stagione al luogo alla preda che vogliamo insediare ed al tipo di pesca che abbiamo scelto; infatti sarà importante conoscere le leggi del luogo e le regole del mare tenendo cosi in considerazione la misura degli ami, gli orari e i tempi di pesca, i periodi riproduttivi delle varie specie, l’esca utilizzata, il luogo ed il periodo, la luna e la marea, le correnti e molte altre importanti variabili.

Le tecniche di pesca che pratico più spesso sono: la traina di costa, la pesca a fondo e il bolentino, e la traina veloce d’altura.

Mentre le tecniche che amo di più sono: il palamito in ogni sua forma, che sia di profondità per i pesci di fondo e le orate o con i galleggianti, per gli sparidi, fino ai palamiti di mare aperto con boe e grandi ami per i tonni o i pesci spada.

Ma forse quella che amo di più e mi lega maggiormente all’ambiente marino è la pesca in apnea con il fucile, che sia con la tecnica dell’ agguato; o dell’aspetto per quello che le mie capacità polmonari mi concedono.

La traina di profondità con esca viva (calamaro, aguglia o sugarello) per pescare pesci preziosi come il dentice la ricciola o i grossi pagri. E la La tecnica che porto avanti da quando sono bimbo a cui ora dedico sempre meno tempo come dicevo prima è il surfcasting, dalla spiaggia o dalle scogliere con 3-4 canne ben attrezzate e ben posizionate. Quindi non vedo l’ora di potervi raccontare tutto ciò che so, e di poter apprendere da voi tutto quello che mi manca, così vi saluto e vi aspetto al prossimo episodio; pronto con un po’ di foto a chiaccherare con voi sulla pesca, nel nostro amato e poco rispettato Mediterraneo.

Riccardo Fracchia (cercatemi su Instagram @clovis83)

Riccardo vi ha incuriosito? Siete pronti a imparare tutte le tecniche di pesca dalla barca con il suo “expertise”? Inizierà a raccontarvele dalla prossima puntata! Volete salire a bordo del Clovis con Riccardo? Date un’occhiata al sito web https://www.clovisyacht.com/

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5 Comments

  1. Vittorio ha detto:

    Una volta i giornali erano organi di divulgazione, informazione, in casi rari ed eccelsi di istruzione.
    Oggi la formula dei prodotti “edito pubblicitari” sovrasta l’informazione nata con lo scopo principe, cioè dare forma, istruire.
    Ben contento per Riccardo, che ha modo di vivere il mare con la “sua” Clovis (ho virgolelttato sua perchè in realtà è prima di suo padre) cosa che certamente, per chi ama il mare e la vela, in questo momento spinge ad un sentimento di invidia…bonaria, ed essendo senza malizia, solitamente per sua natura, si trasforma in stima, ammirazione.
    Sfortunatamente però la presentazione così fatta, impone il personaggio, di chi sarà stata l’idea ?
    Vorrei affezionarmi a Riccardo e seguire le sue mirabolanti imprese di pesca a bordo del Clovis, ma appena rileggo l’articolo mi dico: mi sembra di averlo già visto/letto!
    L’ennesimo barbuto e capelluto marinaio che mi insegna qualcosa.
    Vi prego, cercate di raccontare una storia senza troppo mercificarne il contenuto, se la storia è bella vi ripagherà.

    • Riccardo ha detto:

      Carissimo Vittorio buongiorno sono Riccardo, il ragazzo che ha scritto l’articolo. Sono felice di conoscere il suo pensiero e colgo al meglio questa critica costruttiva. Per primo vorrei dire che concordo a pieno riguardo Clovis e mio padre, (certamente e stata sua idea sua creatura e sua casa e barca dall inizio per molti anni. E anche se poi la vita e gli eventi fan mutare molte cose… il passato e la verita non cambiano mai) E Spero che le prossime puntate siano più avvincenti e in qualche modo utili, per raccontare le fasi ed i momenti più interessanti della nostra crescita e della vita a bordo di Clovis, di ciò che con questa “per me, magica barca” abbiamo vissuto. Durante questi impegnativi ma splendidi vent’ anni. Oltre alla pesca scriveremo della nostra esperienza di vita in mare e di tutto ciò che essa regala, sorprendenti meraviglie e grandi difficoltà.
      Raccontando i lavori di bordo la cucina e la navigazione e molto altro! Spero che il mio esprimere, sia sempre umile, non desidero in alcun modo risultare professore, ho solamente il grande desiderio di poter raccontare, le esperienze vissute e gli errori fatti, i quali ci hanno portato a migliorarci, trovando soluzioni per ogni tipo di problematica.
      Spero dunque che in futuro desidererà continuare a leggere le nostre avventure.
      Lusingato del suo commento, la ringrazio, augurandole una ottima continuazione. Riccardo Fracchia.

    • Savio ha detto:

      Salve, Vittorio, io ho avuto l’onore e il piacere di stare sulla Clovis e conoscere Ric e il suo staff..
      Capisco cosa intende nel commento che ha postato.. ma come si evince, Ric ha fatto l’articolo e di sicuro non è e non vuole essere un giornalista, per cui seppur non esalta la magia che la Clovis e Ric hanno iniziando dai suoi racconti che vivendoli sulla barca assieme alla fantastica cucina, gentilezza, professionalità ma soprattutto Grande Cuore, credo che il suo commento dal quale si percepisce che lei è rimasto deluso dall’articolo, ma soprattutto le piace far vedere che sa’ scrivere bene, a modi giornalistici, però in sostanza, dopo aver letto il suo commento, per carità una noia motale mio Dio… e tutto questo per cosa? Criticare una persona che fa il lavoro più bello del mondo, e l’invidia repressa che a mio avviso, non si tramuta mai in stima, ma resta una mera invidia.. e seppur si tramutasse in stima dopo aver letto l’articolo di Ric, non vedo il perché sentire l’esigenza di criticare le persone, soprattutto se mai ci è stato sulla Clovis assieme a Ric? Detto questo.. auguro il meglio a Ric, Clovis e tutto lo staff, affinché possano essere sempre più forti sia economicamente che a livello mediatico, così che possano assoldare lei caro Vittorio per scrivere un articolo più “Formativo” Formante” a patto che poi, non ci annoi col magnificare il proprio lessico per il suo mero ego… Non me ne voglia, ma di solito mi son pentito di aver parlato.. ma conosco Ric.. e la sua critica l’ho trovata fuori luogo e inutile.. a meno che non è un giornalista così si spiega tutto! Buona vita

      • Vittorio ha detto:

        Egregio Sig. Savio, la sua reazione alla mia critica, che definisce “fuori luogo e inutile” risulta invece sovrabbondante e ridondante, posso dedurre che la sua reazione non è proporzionata, oppure la mia critica è appropriata ed efficace.

        Tengo a chiarire inoltre che se il mio scrivere le rende noia, può benissimo fare a meno di leggermi.

        Fermo restando che per la Clovis e per la persona di Riccardo, o come ha scritto lei “Ric, Clovis e tutto lo staff” non ho nessun sentimento, le faccio notare che la mia critica era rivolta al FORMAT.

        Auguro una buona vita a lei, che nelle sue affermazioni, ha dato conferma di ciò che ho scritto il 10 Aprile.

  2. Savio ha detto:

    Salve sig vittorio, la mia risposta voleva solo dire in poche parole che ho vissuto la clovis e Ric di persona, e credo che non ci sia format ne giornalista adatto a poter racchiudere in un mero articolo la magnifica esperienza che offre Ric, il suo Staff e la Clovis! Per cui credo che se anche la sua critica fosse rivolta al format, resta sempre una critica noiosa come la sua risposta.. detto ciò anziché criticare la passione altrui dal “format” faccia una cosa, si faccia un giro sulla Clovis e dopo faccia lei la recensione visto che è così bravo a scrivere! Buone cose.

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