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VIDEO: i 5 errori per lussarsi la clavicola in strambata

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Abbiamo pescato questo video su Youtube, girato a bordo di un Hanse 630, dove si assiste allo sfortunato incidente occorso durante una strambata a un membro dell’equipaggio che per fortuna non ha riportato conseguenze più gravi di una fastidiosa lussazione della clavicola. L’azione si svolge in quella che sembrerebbe essere una regata, vicino la boa di poppa.

Apparentemente sembra esserci una condizione di vento medio e la barca naviga in sicurezza senza gennaker o altre vele da andature portanti, quindi una situazione con poche criticità da gestire. Attenzione però perché alle andature portanti una barca con un dislocamento medio pesante come questa, già nel vento medio se naviga lentamente senza gennaker avrà carichi molto importanti sulla scotta randa e la strambata sarà violenta, occorrerà quindi prestare la massima attenzione. Andiamo a vedere nella sequenza cosa non viene fatto correttamente.

LA SEQUENZA DEGLI ERRORI

  • Innanzitutto si nota che nessun membro dell’equipaggio presta attenzione al fiocco. Anche se si tratta di un autovirante, in strambata va tesata la scotta per evitare che essendo troppo lasco vada ad arrotolarsi intorno allo strallo. Mai strambare con la scotta completamente lasca come in questo caso.
  • La scotta randa è lascata da lasco, cosa che va bene per andare sul dritto ma prima della strambata andrebbe recuperata  in parte per evitare un’escursione del boma troppo ampia.
  • L’uomo in cerata gialla, è posizionato spalle alla prua, mentre avrebbe dovuto posizonarsi a poppa della scotta randa per rivolgere sempre lo sguardo verso prua e avere cognizione di cosa succeda davanti a lui.
  • Pensare di accompagnare a mano la scotta randa di un 63 piedi in strambata richiede un fisico importante, in mancanza di questo è molto meglio portare la randa a centro barca e poi strambare lascandola immediatamente.
  • E infine arriviamo all’infortunio. L’uomo in cerata bianco blu vuole aiutare il compagno ma si piazza anche lui spalle alla prua e inoltre fa un errore ancora più grave: posizionarsi esattamente all’altezza della scotta randa che cambiando mura lo investe violentemente. La giusta posizione sarebbe stata infatti a poppa della scotta, sottovento a questa ovvero sul quello che sarebbe stato il sopravvento dopo la strambata.

4 Comments

  1. Domenico Argento ha detto:

    Non capisco se il timoniere o altri sta gestendo la strambata ma credo che prima di anbattere la comunicazione dovrebbe essere chiara e ripetuta. È come se fossero tutti distratti. Cosi si puo anche urtare un palo con la fronte camminando sul marciapiede.

  2. Salvatore ha detto:

    In realtà il vento non era neppure molto e il paranco di scotta della randa non è neanche passato tanto rapidamente tuttavia il malcapitato avrebbe dovuto, innanzitutto, afferrare il paranco con la mano sinistra e il busto (oltre, ovviamente, alla testa e agli occhi) tutti rivolti verso prua così da esser perfettamente conscio e consapevole di tutto quanto stava accadendo! Se avesse avuto questa accortezza avrebbe potuto ammortizzare adeguatamente il passaggio del paranco di scotta (senza essere scaraventato sottovento con la spalla, appunto, caricata “al rovescio”)…E’ sempre opportuno recuperare, in strambata, la scotta della randa (quasi totalmente al passaggio del boma se il vento è forte) ma con il poco vento che c’era non penso sia stata la scotta allascata a provocare l’incidente al velista sfortunato ma soltanto la sua infelice posizione!

  3. Gianenrico Cravenna ha detto:

    “Pronti ad abbattere?”
    “Pronti!”
    “Randa al centro”
    “Abbatto”
    L’ABC (e D) della manovra.

  4. Patrizio ha detto:

    …distratti o troppo sicuri di se, certamente impegnati a fare i “lupi di mare” con tutte quelle cerate (e quei cappucci che riducono la visuale) da “quaranta ruggenti” quando non c’è neanche un’ “ochetta” e su una barca da 63′ ! mah!

    PS: Un grazie al GdV: si impara a stare in barca anche da queste cose.

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