Dan Lenard ce l’ha fatta! 4.000 miglia da Cadice ad Antigua senza strumenti né motore

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Lontano dai riflettori
, tutti puntati su Maserati e Giovanni Soldini, primi sul traguardo (con record) alla RORC Caribbean ad Antigua (e sull’avventura di Tullio Picciolini e Giammarco Sardi, che hanno appena concluso il loro tentativo di record tra Dakar e Guadalupa su un cat non abitabile), c‘è un altro marinaio che ha portato a termine la sua piccola grande impresa.

IL SENSO DI DAN PER L’OCEANO
Si chiama Dan Lenard
, è famosissimo come designer, in quanto è co-fondatore, assieme a Carlo Nuvolari, dello studio di progettazione navale Nuvolari Lenard. Quella grande eccellenza italiana che ha messo la firma sui megayacht più all’avangurdia, dai Perini agli Oceanco, dai Palmer Johnson ai Ferretti.

Le sue abilità veliche erano sconosciute ai più (anche se, chi lo conosce bene, sa che ha passato la gioventù in Adriatico tra Laser e Flying Junior), ma le ha dimostrate navigando in solitario a vela senza motore, né strumenti, né bussola o sestante (proprio come gli antichi navigatori) da Cadice, dove era partito il 20 gennaio scorso, ad Antigua (dove è arrivato ieri), quasi 4.000 miglia seguendo la rotta del secondo viaggio di Cristoforo Colombo verso le Indie.

“Voi saprete dove mi troverò, io no”, aveva scherzato prima di salpare, avendo a disposizione giusto un transponder per inviare la propria posizione a chi lo seguiva. Poi solo la sua vista, il sole, le stelle e l’orologio.

BARCA FRANKENSTEIN
“Chissà che barca spaziale si sarà progettato il re dei superyacht per tentare questa impresa”
, si era domandato qualcuno. E invece. Invece Lenard ha mollato gli ormeggi a bordo di Scia, un 33 piedi (10 metri) che noi abbiamo definito “barca Frankenstein”, perché realizzata riciclando i pezzi di altre imbarcazioni.

Ce l’aveva descritta così: “Un patchwork di pezzi di imbarcazioni precedenti, la più ‘nuova’ ha otto anni. Abbiamo riciclato parti di barche in diversi stati di costruzione, abbiamo accoppiato scafo e coperta di imbarcazioni diverse vecchie di 10 anni, l’albero è di un Bavaria Match 35, il timone è di un’altra barca. Per crearla, abbiamo utilizzato 100 chili di resina per i vari accoppiamenti. Poi con il nostro lavoro di designer abbiamo pensato a darle una forma esteticamente accettabile”. E aveva scherzato: “Ci è costata di meno di un Figaro!”.

ECO-IMPRESA
Il suo obiettivo era quello di raggiungere le coste della Florida per il Miami Boat Show (14-18 febbraio)
, ma a causa dei venti leggeri non ce l’ha fatta per pochi giorni (adesso è fermi ad Antigua e non sappiamo quando riprenderà la navigazione). Di certo non era alla caccia di alcun record: non ha comunicato niente a nessuno, è partito in sordina, zitto zitto. Lo ha fatto per promuovere la bellezza della navigazione a vela come modo di viaggiare “eco” a impatto zero, oltre che richiamare l’attenzione sulla necessità di un’azione immediata e concreta per la salvaguardia del mare.

Bravo Dan, ti promuoviamo sul campo ambasciatore di Medplastic (il progetto che abbiamo lanciato per la tutela del Mediterraneo) e ti aspettiamo per farci raccontare la tua avventura!!!

QUI VI AVEVAMO PRESENTATO L’AVVENTURA DI DAN LENARD

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Time to Take Action (tempo di agire) è lo slogan di Medplastic, il progetto del Giornale della Vela e di Barche a Motore per la salvaguardia del Mediterraneo. Iscrivetevi al gruppo Facebook MedPlastic Team, lì potete postare notizie, progetti, fotodenunce, video. In più, se avete progetti strutturati da proporre che pensate possano essere utili alla “causa”, mandate una mail a savethemed@gmail.com. www.medplastic.org

 

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