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Van Den Heede vince il Golden Globe: ecco perché ha impiegato 100 giorni meno del 1968

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PPL Photo Agency

Jean Luc Van Den Heede, con il suo Rustler 36 Matmut, ha vinto il Golden Globe (il giro del mondo vintage con barche ante 1988 e senza strumenti elettronici) impiegando poco meno di 212 giorni per coprire le quasi 30.000 miglia di percorso, 101 giorni meno di quanto ci impiegò Sir Robin Knox Johnston nel 1968. Al secondo posto lo seguirà sulla medesima barca l’olandese Mark Slats in arrivo nelle prossime ore, ma momentaneamente fermato da una penalità dalla direzione di regata sulla quale dedicheremo un approfondimento specifico a breve.

Un’impresa da un punto di vista marinaresco di assoluto rilievo per il quasi 74enne francese, inclusa un’ultima fase di burrasca in Biscaglia, che ha condotto il giro del mondo con un equilibrato mix di arte da marinaio e spirito da regatante, non esitando ad “attaccare” quando era necessario e facendo il vuoto alle sue spalle dopo il ritiro di Philippe Péché, l’ex leader che era rimasto in testa durante tutta la discesa dell’Atlantico ritirandosi poi per problemi al timone a vento a Città del Capo.

I motivi di questo distacco di 100 giorni con il riferimento di Johnston, e in generale con la flotta del 68, sono vari, a cominciare ovviamente da una barca, il Rustler 36, di una concezione radicalmente più moderna rispetto al ketch bermudiano Suhaili di Knox Johnston. Il profilo da velista di Jean Luc Van Den Heede è più da regatante rispetto a quello dei partecipanti del 1968, ma anche rispetto a quelli di quest’edizione e il perché ve lo spiegheremo nel focus sotto dedicato alla sua biografia e al curriculum velico. In generale VDH ha avuto un approccio alla regata che è sembrato più professionale, e in suo aiuto c’è anche un solido sponsor come Matmut, colosso delle assicurazioni francese, un aiuto cruciale per riuscire ad avere una preparazione mirata e con i tempi giusti alla regata. Questo a sottolineare che un’impresa simile difficilmente è affrontabile con budget bassi.

C’è poi il tema della polemica riguardante gli “aiuti da casa” via radio HAM: il vincitore si è mosso al limite delle regole, a volte è sembrato andare anche oltre, ma la direzione di regata lo ha assolto in virtù di un’interpretazione del regolamento ampia e a volte cangiante. Le previsioni meteo oggi sono enormemente più accurate, e Van Den Heede ha avuto modo di ricevere un’assistenza giornaliera costante via radio SSB e HAM, tecnologie queste divenute ovviamente più efficaci rispetto al 1968. C’è poi ovviamente il grande tema di internet, che nel ’68 non esisteva. Come vi abbiamo raccontato QUI, Van Den Heede quando era impossibilitato a usare il sestante, previsto da regolamento per l’orientamento geografico, ricorreva direttamente alle informazioni del tracking che gli riportavano anche più volte al giorno i radioamatori con i quali era in contatto. Leciti o meno, tutti questi elementi hanno costruito la differenza di 100 giorni rispetto al riferimento del 1968, differenza che sarebbe stata anche decisamente più ampia se VDH avesse potuto spingere al 100% il suo Rustler, cosa che per quasi metà del giro del mondo non ha potuto fare a causa dei danni all’albero causati dalla quasi scuffia che ha subito in Oceano Pacifico. Per buona parte della regata VDH ha condotto la sua barca almeno un 20%, se non di più, sotto il suo potenziale, il che ha reso il finale di regata decisamente meno scontato del previsto e la sua impresa ancora più eorica.

IL SEGRETO DI VAN DEN HEEDE
Il giro del mondo non è un gioco da ragazzi e devi sapere cosa andrai ad affrontare. Jean-Lux Van den Heede lo sapeva, e soprattutto sapeva come affrontarlo. Il suo segreto? L’esperienza: sul “groppone” ha due Mini Transat chiuse al secondo posto (1977 e 1979) e due Vendée Globe (giro del mondo in solitario che oggi si corre sugli IMOCA 60) vissute da assoluto protagonista, terzo nel 1989/90 e secondo nel 1992/93. Poi, tantissimi podi e piazzamenti nelle classiche transoceaniche: Route du Rhum, Jacques Vabre, BOC Challenge. Ma non solo.

L’Adrien, con cui VdH ha stabilito il record di giro del mondo “contromano”

Il francese, nato nel 1945 ad Amiens, detiene tutt’ora il record di circumnavigazione del globo “contromano” su monoscafo, una sfida durissima di 21,760 miglia da est verso ovest, contro i venti e le correnti dominanti. Jean-Luc Van den Heede, ha impiegato 122 giorni, 14 ore, 3 minuti e 49 secondi tra il 2003 e il 2004 sul suo robusto Adrien, cutter d’alluminio di 26 metri. Inoltre, sempre a bordo dell’Adrien l’anno successivo, nel 2005, stabilì il primato (anche questo imbattuto) di circumnavigazione di Gran Bretagna e Irlanda (7 giorni, 8 ore e 47 minuti). Mica bruscolini.

“MARE TROPPO CALMO PER DORMIRE”
Tornando al Golden Globe, lo scorso 7 ottobre è arrivato al “drop-point” di Hobart, in Tasmania, dove gli skipper possono lasciare il materiale video da loro girato e le lettere per la famiglia: se ne è stato tre ore all’ancora a parlare con i giornalisti, poi ha controllato lo stato dell’albero e delle sartie. Infine è sceso sottocoperta per schiacciare un pisolino ma dopo 15 minuti era già in piedi: “Condizioni meteo troppo calme per dormire!”.

IL RUSTLER 36

Lunghezza           10.77 m

Larghezza             3.35 m

Immersione         1.67 m

Zavorra                  3.456 kg

Dislocamento      7.623 kg

I VIDEO DELLA NOSTRA INVIATA FRANCESCA GOI DA LES SABLES

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