“Pronti a partire in barca a vela per recuperare i migranti di Sea Watch e Sea Eye”

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“Viene voglia di partire con 4 barche a vela e andarli a prendere. De Magistris ha dato disponibilità di ormeggio.
Amici servono un po’ di skipper disponibili e partiamo. Le barche ci sono”. Il post diventato virale di Antonio Scotto di Perta, 44 anni (nella foto sopra a sinistra), titolare di una società di charter a Procida (Blue Dream Charter & Service) si riferisce chiaramente al caso della Sea Watch 3, la nave della ong tedesca che ha salvato 32 migranti, e che insieme all’imbarcazione Sea Eye (con a bordo 17 persone), è da 18 giorni ferma nelle acque maltesi in attesa di ricevere il permesso di entrare in porto.

Andare a recuperare i migranti in barca a vela: l’idea, sottoposta al Comune di Napoli, ha trovato terreno fertile e le risposte degli skipper sono arrivate a bizzeffe, da ogni parte d’Italia. “Non si tratta di avere un orientamento politico”, ha detto a Repubblica Scotto di Perta, “ma di semplice umanità e senso di solidarietà”.

Poi spiega al quotidiano: “Ho quindici barche a vela a disposizione, pronte a salpare da Procida subito. E il mio appello con il quale cercavo skipper ha avuto risposte da tutta Italia: noi saremmo pronti, il Comune di Napoli lo sa. Una cosa è certa: quei piccoli migranti vanno tratti in salvo”. E aggiunge: “Andare a prendere bambini e donne, subito, perché chi conosce il mare sa che le condizioni di questi tempi sono ostici”.

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10 commenti su ““Pronti a partire in barca a vela per recuperare i migranti di Sea Watch e Sea Eye””

  1. Fabio Bartolucci

    Mi se4mbra una buffonata, non credo proprio che sia possibile andare e penso che non ci andrà!
    Gesto meraviglioso sarebbe invece quello di andare a prendere in Centro Africa i bambini ridotti a scheletro.

  2. Innanzitutto per sbarcare persone provenienti da Paesi extraeuropei devi richiedere la “Liber pratica sanitaria” (Bandiera gialla). In secondo luogo incorri sicuramente nel reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina. PENSACI

  3. Michele Satta

    Oltreché velista, sono un avvocato che si occupa, essenzialmente di questa materia da anni.
    Apprezzo il tuo impulso… di pancia.
    Sarebbe anche il mio.
    Ma, per i problemi cui andresti incontro, tene pentiresti amaramente.
    Credimi.

    1. Felice Calabrese

      econdo me non avete letto tra le righe la provocazione. Ovvio che non ci andrà, anche considerato dove si trova la nave… tornare a Procida o Napoli dal Canale di Sicilia con migranti a bordo di barchette a vela sperando di non incappare in controlli GdF o Guardia Costiera soprattutto dopo una simile azione, sarebbe da folli.
      Ha scritto “mi verrebbe voglia”, il che non significa “sto partendo”, ma solo: mi sento inerme di fronte a tale scempiaggine. Possibile che abbia 15 barche a disposizione e non poter fare nulla?
      So che lo sport del secolo è dividere il web tra buoni e cattivi secondo il proprio personalissimo metro (e a noi chi ci giudica?), ma, considerando che anche chi scrive gli articoli spesso ci ricama, quanto ci vuole a leggere con buon senso un post e dare il beneficio del dubbio?

  4. Ma basta!!!!! questi immigrati sono clandestini fino a prova contraria devono rispettare la legge. Che stiano a casa loro, andate nei bar, in fabbrica, ospedali, uffici etc. la maggior parte delle persone si è rotta le pa…le, bona, basta.

  5. Skipper.. tutta gente che campa di rendite e che ha tempo di fare vela e di spendere milioni in champagne e troie nei vari porti lussuosi. Ma prendano le loro vele e se le infilino nel deretano; poi prendano i loro milioni e vadano a spenderli in Africa per far mangiare chi davvero crepa di fame. Verrà finalmente il giorno in cui i poveri italiani busseranno alle porte Delle loro sontuose ville?

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