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Pesca: proviamo il light drifting invernale con i consigli di Antonello Salvi

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Una tecnica leggermente più complessa della traina (che abbiamo affrontato QUI nella prima puntata) ma ugualmente praticabile anche dai meno esperti. L’ambasciatore Garmin Antonello Salvi sarà ancora una volta la guida in questa seconda puntata. Il light drifting è una pesca che si può ben praticare anche in pieno inverno dato che lungo le coste italiane accostano per esempio le palamite che sono una preda tipica di questa tecnica.

IL LIGHT DRIFTING

Anche in questo caso l’attrezzatura non per forza deve essere di assoluto valore, va bene una canna da bolentino di 3 metri, un mulinello a bobina fissa con un tracciato di 15-20 libre, più un mediano di circa 7 metri tra lenza madre e terminale di 2 mt che sarà dello 0,35-0,40. Per le palamite è consigliabile prima dell’esca mettere altri 10 cm di trecciato, per prevenire le rotture”. Sarà importante posizionarci in una zona dove sappiamo che transita il pesce azzurro o dove gli strumenti ci segnalano la sua presenza. “In questo caso può venirci in aiuto il Panoptix Garmin, che è un trasduttore da affiancare al cartografico che può essere calato in acqua per studiare la presenza di pesce nella scia di pastura”. La pastura infatti è fondamentale in questa tecnica.

TECNICA DI INNESCO E PASTURA

Nella sequenza fotografica che segue ecco come Antonello Salvi esegue l’innesco della sarda. Basterà avere un amo del 3-4/0, una forbice, del filo elastico e delle sarde fresche. Praticare una piccola incisione poco prima della coda e calzare l’amo. Poi cucire tutto con un po’ di filo elastico avendo cura che l’amo sia perfettamente mimetizzato, e il gioco è fatto.

Si potrà filare sotto la barca una calza piena di sarde tritate e contemporaneamente gettare in acqua sarde spezzettate, ogni volta che le vediamo sparire dietro la barca occorre ricominciare a pasturare, la nostra esca dovrà essere posizionata nella scia di pastura. Lasceremo la lenza libera di andare in corrente, valutando a che velocità si allontana la sarda per capire la forza della corrente. Metteremo dei piccoli piombi di 5-10 grammi perché l’esca non deve affondare più velocemente della pastura. Se non c’è corrente non ci ancoreremo, se la corrente è molto forte meglio gettare l’ancora.” Poi non resterà che attendere regolando la profondità dell’esca per farla restare sempre nella scia di pastura. Le prede tipiche sono il pesce azzurro in generale, sgombri, lanzardi, sugarelli, tonni palamite e attenzione anche al tonno rosso che ricordiamo è vietato catturare.

ANTONELLO SALVI

Classe 1976 da Belvedere Marittimo (CS) ha un lungo trascorso come agonista, campione del mondo di traina da’altura nel 2011 con la nazionale italiana, ha collaborato con Sky e oggi è uno degli ambasciatori Garmin.

www.garmin.com

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