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L’anti Tross ci racconta: “La doppia randa? L’ho inventata io”

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Ne abbiamo scritto lungamente della doppia randa (Leggi QUI e QUI), raccontando degli esperimenti di Team New Zealand e Luna Rossa e delle prime prove datate addirittura 1978. Ma non sapevamo che in Italia in tempi più recenti c’è stato anche un progettista che con un sistema simile ha fatto registrare un brevetto, nel 2006. Ci ha infatti scritto il progettista Fernando Erriu, per segnalarci il suo progetto di cui pubblichiamo in questo articolo alcune immagini. Un armo molto particolare basato su due rande a profilo alare, con due alberi, qualcosa di diverso e al tempo stesso simile a quello che stanno sperimentando i team di Coppa America che lavorano invece su un unico albero a profilo a U sul quale vengono installate due rande,

Come abbiamo letto nel testo del brevetto, si tratta di “Una imbarcazione a vela costituita da un piano velico senza sartiame e con due rande, comprendente due alberi gemelli, disposti a formare un triangolo isoscele, con le due teste d’albero unite. Gli alberi dispongono entrambi di un profilo alare regolabile, con portanza a destra o a sinistra, composto da una sorta di vela o pelle flessibile che ne avvolge il profilo. Viene così formata una sezione perfettamente alare su ambedue gli alberi, aumentando così la portanza delle due rande, e risolvendo il problema che si verifica in tutte le imbarcazioni a vela, ovvero le turbolenze e i disturbi che si creano nella zona di attacco tra randa e albero”.

4 Comments

  1. Pino ha detto:

    Hobie trifolier due alberi due rande steccate 1990

  2. marco failla ha detto:

    a parte che sui windsurf è in produzione di massa da almeno vent’anni (camber inducer), ma andando a qualcosa di più grande l’ingegnere Bergamini propose per primo la randa completamente alare in tessuto completamente deformabile sui catamarani di classe C che presero parte alla piccola coppa america inizio anni ottante. le barche erano miss lancia e signor g. avevano anche le derive asimmetriche e inclinate ovviamente (leggi foil)
    Ciao

  3. Patrizio ha detto:

    A parte la primogenitura dell’idea (magari tra un po’ verrà fuori che l’aveva già inventata Leonardo!), ma come si ammaina una randa che è attraversata dalle “crocette”? quanto peso devo mettere in deriva per contrastare il momento dei 2 alberi? Mah! a me sembra una c….ta!

  4. Domenico Argento ha detto:

    Le soluzioni possibili per realizzare un buon profilo alare della randa sono diverse. Un albero autoportante trasvesalmente o fornito di buttafuori per il sartiame offre tutte le possibilita’. Per esempio stecche bifacciali con supporto pneumatico consentono la forma alare e la possibilita’ di ammainare tutto previo sgonfiaggio. La coppa america ce ne dara’ certamente esempi. Buon vento.

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