Sydney to Hobart: la “vecchia” Wild Oats vince la nona contro i mostri moderni

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foto Rolex Sydney Hobart

Finalmente Wild Oats XI: mancava dal 2014 una vittoria del maxi 100 che ha fatto la storia della Rolex Sydney to Hobart, 608 miglia, e che con la vittoria in tempo reale di quest’edizione fa salire a nove il numero dei suoi successi. Dopo la beffa dell’anno scorso, vittoria sulla linea d’arrivo ma squalifica per un’infrazione in partenza, Wild Oats, ella famiglia Oatley con Mark Richards skipper, ha sfruttato le sue caratteristiche per approfittare delle condizioni di vento leggero di quest’anno. Il tempo finale è stato di 1g 19h 7m 21s, alle spalle di Wild Oats si è piazzato Black Jack, con tattico Brad Butterworth, che ha concluso 27 minuti dopo Wild Oats XI, precedendo a sua volta Comanche di solo un minuto. Quarto posto finale Infotrack. Un’edizione caratterizzata dal grandissimo equilibrio, con i maxi 100 che hanno regatato a vista per quasi tutto il percorso. Per la classifica IRC overall che assegna la regata è in testa al momento il Caprice 40 Chutzpah.

CHE BARCA E’ WILD OATS XI

Come fa una barca vecchia di oltre dieci anni, varata nel 2005, (e dieci anni, nel mondo dei racer ipertecnologici, sono davvero tanti) a rimanere sempre ai vertici di una classica oceanica come la Sydney Hobart (608 miglia da Sydney a Hobart, in Tasmania)? Con il suo scafo particolarmente stretto, Wild Oats XI del magnate del vino australiano Bob Oatley ha vinto 9 edizioni della mitica regata australiana.

Ma le altre barche si evolvono, e allora bisogna seguire il “trend” e aggiornarsi se si vuole rimanere competitivi. McConaghy Boats, i costruttori originali di questo cento piedi nato dalla matita di Reichel & Pugh, hanno realizzato l’ultima radicale modifica, decidendo di segare letteralmente lo scafo di dieci metri a prua e due a poppa, sostituendo le parti tagliate con altre dalle sezioni più moderne e performanti. In una fase la barca è passata anche dai foil dss che poi sono stati eliminati perché in determinate condizioni penalizzavano le caratteristiche del progetto di essere rapidissimo con vento leggero.

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