Dalla lotta contro la leucemia al giro del mondo in barca | Terza Puntata

IL REGALO PERFETTO!

Regala o regalati un abbonamento al Giornale della Vela cartaceo + digitale e a soli 69 euro l’anno hai la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi.


Stiamo pubblicando in anteprima esclusiva alcuni stralci del libro “Altrove” di Paola Turroni (edizioni Lindau), disponibile dal 17 gennaio (e qui in preorder).

Il volume narra la bellissima storia di Michele Piancastelli, operaio in un’importante impresa chimica e velista ravennate che, vincendo la sfida con la leucemia, ha compiuto un’impresa epica con Altrove, una barca di dimensioni ridotte (è lunga 11,60 metri ed è stata costruita nei cantieri Riva-Sarnico nel 1938), antimoderna per eccellenza, con la quale ha fatto il giro del mondo in sette anni, e ha dato corpo a un sogno. In questa ultima puntata, il ritorno.

IL MARE MI HA INSEGNATO TUTTO
Quando, a fine febbraio del 2015, sono arrivato alle Chagos, arcipelago situato nell’Oceano Indiano, a sud delle Maldive e a nordest dell’isola di Mauritius, ho capito che stavo tornando. Sentivo che il giro del viaggio era cambiato.

Nel 2014 avevano diagnosticato un tumore a mio padre. Nonostante sembrasse tutto sotto controllo, sapere del suo male, e conoscerlo per esperienza, aveva in qualche modo cambiato il colore del mio viaggio, la sua musica di sottofondo. Egli si era raccomandato affinché io proseguissi e sono certo che fosse davvero quello che voleva. Stavo tornando da lui, e la lentezza con cui questo avveniva era un lungo infinito pensiero, un modo di amarci a distanza, di riuscire a farlo, stando nello stesso mare, da due porti differenti.

Prima andavo verso l’ignoto, avevo bisogno di essere libero e di essere esploratore, poi sono cresciuto, sono diventato un uomo, dovevo portare a termine un impegno e chiudere il cerchio.


Quando sono arrivato a Rodrigues, nell’Oceano Indiano, mia sorella mi chiamò per dirmi che nostro padre era peggiorato all’improvviso e sono ripartito. Ho dovuto raggiungere l’isola di La Réunion, al largo di Madagascar, con un viaggio di quattro giorni sotto la pioggia incessante, come se il cielo dovesse amplificare e celebrare il mio stato d’animo; lì ho potuto lasciare l’Altrove in cantiere senza limiti di tempo. Sono arrivato in Italia il 7 giugno e mio padre è morto il 22. Sono riuscito a parlare con lui, gli ho raccontato tutto, abbiamo avuto tempo di salutarci, di chiamarci per nome e ritrovarci.

Il 28 febbraio 2016 ero di nuovo in Guadalupa, dopo sette anni dalla prima volta. Sono rimasto lì tre mesi, ad aspettare le condizioni migliori per raggiungere l’Europa.

Il ritorno è una lezione altrettanto profonda quanto l’andare. All’inizio si prende e si saccheggia, si lancia e si spera, si procede, voraci e ignoranti. E poi c’è un momento in cui si ritorna a casa, in cui si prende tra le braccia quello che si è imparato, si fa tesoro di quello che si è amato, come un cuore in più, un momento in cui non si sperpera più niente, si va avanti più piano, lasciando che lo stupore sia rinnovato da quello che siamo e non da quello che stiamo cercando.

Il 17 settembre, mentre mi avvicinavo al porto di Marina di Ravenna, piangevo. Numerose barche a vela e motoscafi mi venivano incontro per accogliermi. Mi sentivo fiero e grato, e in pochi minuti ho capito: ero uscito dall’ospedale, dopo sette mesi di cura rigorosa, con il corpo sbattuto in tempesta, dove si era allenato alle maree e alle spiagge solitarie; ero guarito ed ero uscito dall’ospedale con la cartella clinica in una mano e una mappa dell’oceano nell’altra. Avevo ripagato ogni mese di malattia, con un anno di viaggio. E quel giorno, alle 13,30, dopo sette anni, due mesi e diciassette giorni, l’Altrove mi stava riportando nel punto esatto da cui era cominciato tutto.

Avevo un nome nuovo, una nuova sapienza. Il mare mi aveva liberato, aveva creato spazio fra me e il mondo. Il mare mi ha insegnato tutto, anche a stare senza di lui.

LEGGI QUI LA PRIMA PUNTATA

LEGGI QUI LA SECONDA PUNTATA

SCOPRI TUTTE LE NEWS DI CROCIERE, AVVENTURE & NOLEGGIO

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

1 commento su “Dalla lotta contro la leucemia al giro del mondo in barca | Terza Puntata”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Scopri l’ultimo numero

Sei già abbonato?

Ultimi annunci
I nostri social

Iscriviti alla nostra Newsletter

Ti facciamo un regalo

La vela, le sue storie, tutte le barche, gli accessori. Iscriviti ora alla nostra newsletter gratuita e ricevi ogni settimana le migliori news selezionate dalla redazione del Giornale della Vela. E in più ti regaliamo un mese di GdV in digitale su PC, Tablet, Smartphone. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “iscrivimi”. Riceverai un codice per attivare gratuitamente il tuo mese di GdV!

Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


In evidenza

Può interessarti anche

Attacchi delle orche alle barche. Cosa fare, anche in Mediterraneo

Le orche assassine di barche da diporto diventa un caso ufficiale e lambisce anche il Mediterraneo. Due importanti associazioni nautiche, il RYA (Royal Yachting Association) e la Cruising Association hanno ufficialmente diramato un comunicato in cui, con l’arrivo della bella

Registrati



Accedi