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Dalla lotta contro la leucemia al giro del mondo in barca | Prima puntata

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Da oggi, in tre puntate, pubblichiamo in anteprima esclusiva alcuni stralci del libro “Altrove” di Paola Turroni (edizioni Lindau), disponibile dal 17 gennaio (e qui in preorder).

Il volume narra la bellissima storia di Michele Piancastelli, operaio in un’importante impresa chimica e velista ravennate che, vincendo la sfida con la leucemia, ha compiuto un’impresa epica con Altrove, una barca di dimensioni ridotte (è lunga 11,60 metri ed è stata costruita nei cantieri Riva-Sarnico nel 1938), antimoderna per eccellenza, con la quale ha fatto il giro del mondo in sette anni, e ha dato corpo a un sogno.

“IN QUEL MOMENTO IL SOGNO DIVENNE MATERIA”
Sono nato un giorno di fine estate, quando il medico mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: «Adesso Michele puoi andare, sei come gli altri». Il mio Natale si è compiuto quella mattina del 2007. Ero guarito. Tutto era iniziato con una semplice visita di controllo. Pensavo di stare bene, ma non era così: «I suoi esami sono alterati, per sicurezza li rifacciamo». Il primo marzo del 2004 il primario del reparto di oncologia di Ravenna pronunciò la diagnosi: leucemia.

La settimana dopo ero già in una camera sterile per iniziare il ciclo di chemioterapia. Ho vissuto la malattia, il percorso terapeutico e infine il trapianto di midollo, come una lunga traversata oceanica, eppure sino a quel momento non avevo mai navigato, lo avevo solo desiderato con forza. Sette mesi di cure, sette mesi di angoscia e paura, che mi hanno trasformato radicalmente, dandomi quel coraggio che neppure io pensavo di avere.

Ho scritto un diario come se stessi viaggiando su una barca, il mio letto era la mia barca. C’era la brezza leggera e la nausea forte, mi rannicchiavo sotto le lenzuola e immaginavo di essere sottocoperta in alto mare. C’erano giorni in cui il barometro scendeva, arrivava la burrasca, poi si rialzava e stavo un po’ meglio, frastornato ma salvo. Giorni in cui il vento sollevava le onde e pareva di annegare, e altri in cui la bonaccia mostrava un orizzonte limpido.

Ho vinto la malattia, poi nei tre anni successivi ho riconquistato forze, consapevolezza e ho iniziato a capire che potevo partire. Nel 2006 ho comprato la mia barca a vela. Nel libretto era indicato l’anno di nascita, 1938, e il nome: «Altrove».

Ho iniziato a sistemare l’Altrove, d’inverno in cantiere e d’estate navigando per testare i punti deboli. La programmazione del viaggio è stata accurata in ogni sua parte: le condizioni della barca, le mie, la documentazione nautica, il tragitto possibile, i portolani.

Preparare una barca significa innanzitutto cambiare le vele, che sono come il motore per l’automobile, il fuoco centrale, la potenza. Fu come comprare un vestito da sposa, o una casa. Fu in quel momento che il sogno divenne materia, le vele mi avrebbero portato lontano, percepii il vento passarmi attraverso.

Quando sono partito da Marina di Ravenna era l’inizio di luglio del 2009, non pensavo affatto di fare il giro del mondo. Non riesco nemmeno a pensare che si parta per fare il giro del mondo. Quando si parte, si parte e basta. È questo lo spirito che permette di affrontare il mare. Come in una relazione, si alza lo sguardo, si prende la mano dell’altro e ci si mette in cammino.

La barca prende il vento e va, e tu con lei, hai una meta limitata, arrivare fino alla riva di un posto che puoi immaginare, più in là, una visione precisa, un passo alla volta. È così che ho viaggiato, è così che si arriva lontano. Riva dopo riva, isola dopo isola, sempre dentro l’acqua. Ho fatto il giro del mondo, e sono stato via sette anni.

CONTINUA…

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ANNUNCIO AI RAVENNATI!

Proprio oggi, 22 dicembre alle 17.00 ci sarà un grande evento per presentare il libro a Ravenna, presso l’Aula Magna della CASA MATHA, piazza Andrea Costa, 3. Ci saranno l’autrice, Paola Turroni, il responsabile del progetto editoriale Fabio Cavallari e naturalmente Michele Piancastelli

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