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TRAUMI A BORDO Che cosa fare, situazione per situazione

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In barca può capitare a tutti di farsi male scivolando, cazzando una scotta, prendendo una botta in manovra o per una postura scorretta a muscoli “freddi”. Ecco come comportarsi nelle situazioni frequenti…

1. TESTA
Il mal di testa in barca è una delle manifestazioni di dolore più frequenti e non deve essere mai sottovalutato. In navigazione può essere un sintomo di mal di mare o conseguenza di una cattiva digestione: per questi casi è sufficiente l’assunzione di farmaci blandi. Diverso il caso in cui si prende un colpo, come nel più classico caso della “bomata”, in conseguenza del quale si possono formare ematomi interni con sintomi (sonnolenza, perdita di lucidità, nausea e vomito, sdoppiamento della vista) che si evidenziano anche alcuni giorni dopo il trauma. In questi casi è consigliabile mettere la persona a riposo e contattare un medico.

2. NASO
Non solo la testa, ma anche la parte frontale del volto può essere soggetta a contusioni dovute a colpi presi durante le manovre in equipaggio, soprattutto in condizioni meteomarine impegnative. La prima cosa da fare in caso di contusione al naso è valutare lo stato di coscienza dell’interessato, i riflessi oculari e la mobilità del collo per scongiurare eventuali traumi alla colonna vertebrale o rottura delle ossa del naso, casi nei quali è consigliabile immobilizzare subito la persona, metterla a riposo e contattare un medico. Se invece si tratta di una semplice perdita di sangue dal naso è raccomandabile far sedere il soggetto con la testa piegata in avanti, applicare ghiaccio sulla fronte, comprimendo con due dita sulle narici alla fine delle ossa nasali.

3. TORACE
Spesso in barca capita di scivolare in pozzetto o in coperta dove la superficie calpestabile è sempre bagnata. Cadendo in maniera scomposta può capitare di prendere un colpo al torace e di incorrere in difficoltà respiratorie. Per verificare l’entità del trauma, far sedere il soggetto leggermente chinato in avanti con gli avambracci posati sulle ginocchia e la schiena scoperta. Far eseguire respiri profondi e verificare che il torace si espanda liberamente, simmetricamente e senza dolori e ascoltare se nel respiro sono presenti sibili o fischi da comunicare al medico.

4. BRACCIA
Le braccia sono probabilmente la parte del corpo più utilizzata in navigazione e nelle manovre, soprattutto quando si è intenti nel cazzare scotte o cime. Spesso queste azioni vengono effettuate senza un adeguato riscaldamento dei muscoli interessati che può portare a crampi o strappi. In questi casi è sufficiente mettere la persona interessata a riposo e somministrare un antidolorifico. Stesso trattamento nel caso in cui ci sia il sospetto di una distorsione o lussazione a un polso o a una spalla, causate da un movimento errato, una caduta, o un arto appoggiato male. Anche in questi casi sarà sufficiente tenere la parte lesa a risposo e somministrare un analgesico.

5. ADDOME
Per quanto riguarda l’addome, essendo qui localizzate le parti molli del corpo umano, è necessario prestare molta attenzione e contattare un medico in caso di forte trauma, dopo aver trasferito l’infortunato in cuccetta. Qui farlo distendere supino con un cuscino sotto la testa e, scoprendo l’addome, individuare l’area del dolore per poi verificarne eventuali irradiazioni verso la schiena, l’inguine o l’ombelico, da comunicare tempestivamente al medico.

6. GAMBE
Così come le braccia, anche le gambe possono essere soggette a crampi o strappi muscolari dovuti a movimenti improvvisi con i muscoli a freddo o per la mancanza di un’adeguata preparazione fisica, così come possono essere protagoniste di distorsioni o lussazioni. In questi casi l’intervento dovrà essere lo stesso di quello applicato per gli arti superiori. In caso invece di cadute più serie, si potrà facilmente riconoscere l’eventualità di una frattura ossea se si riscontra un dolore acuto associato a un movimento e/o la comparsa di protuberanze. Data l’impossibilità a bordo di effettuare una radiografia, l’unica cosa che può fare l’equipaggio è immobilizzare l’osso (consigliamo di utilizzare una stecca delle vele o una carta nautica opportunamente ripiegata) nella posizione istintivamente assunta dall’infortunato senza tentare di raddrizzarlo.

7. COLLO
Per chi naviga, i fastidi al collo sono tra i più frequenti, sia per l’esposizione al vento e all’umidità che per eventuali sforzi improvvisi. Questa parte del corpo è molto delicata perché qui risiedono numerose ghiandole soggette a infiammazioni che possono portare a semplici fastidi passeggeri e risolvibili con la semplice somministrazione di antidolorifici oppure essere sintomi di problematiche più serie. Contattare un medico in presenza di: rigonfiamenti nella parte interessata, presenza di eventuali vesciche, bolle, arrossamenti e pulsazioni simili a un vaso sanguigno, capogiri, dolori alla testa e al torace o difficoltà respiratorie. In queste situazioni, più gravi, è bene ricoverare la persona sottocoperta e farla sdraiare per tenerla sotto osservazione.

8. SCHIENA
Eventuali sforzi a bordo possono portare a mal di schiena o al famoso colpo della strega favorito dalla stanchezza e dagli ambienti umidi. Una volta scongiurati (vedi punto 2) eventuali traumi alla colonna vertebrale, saranno sufficienti un po’ di riposo e un antidolorifico per ritornare in forma.

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