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Protegge gratis l’isola di Budelli dai cafoni e dalla spazzatura: lo vogliono cacciare

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budelli
Il Parco della Maddalena vuole cacciare da Budelli Mauro Morandi, 79 anni, da tutti conosciuto come “il custode” dell’isola, unico suo abitante.
L’immobile occupato da Morandi, ex prof di educazione fisica di Modena che 30 anni fa ha deciso di lasciare la vita di città per ritirarsi sull’isola come un moderno eremita, è passato dal 2014, nelle proprietà del Parco, che ora ha deciso di demolire le volumetrie ritenute illegittime dal Comune di La Maddalena e restaurare il vecchio fabbricato per destinarlo ad attività di valorizzazione del sito.

Nell’agosto del 2017 gli era già arrivato lo “sfratto” ma a seguito della petizione online che Morandi aveva lanciato, con 18.000 firme raccolte, era stato “graziato”. Noi ovviamente non vogliamo che se ne vada perché negli anni ha contribuito a salvare dai vandali e dai rifiuti l’isola di Budelli, la perla della Maddalena con la sua spiaggia rosa (senza mai chiedere un euro a nessuno). Spiaggia che ora non è più accessibile perché in passato i turisti irresponsabili hanno rubato grandi quantità di sabbia.

LA STORIA DI MAURO
Mauro Morandi, 79 anni, e’ arrivato nell’isola di Budelli nel 1989 con un catamarano di 16 metri. Doveva fare una breve sosta, poche ore, per impratichirsi e poi, sulle orme di Moitessier, raggiungere la Polinesia. Dopo quasi 30 anni anni e’ ancora li, unico abitante dell’isola, a vegliare e proteggere questo paradiso come guardiano di Budelli. Mauro non costa nulla, vive della sua baby pensione di insegnante di educazione fisica.

Aveva raccontato qualche tempo fa: “Il Parco dice che non posso più restare perché non ci sono le condizioni di sicurezza e perché loro ovviamente non possono assumermi come custode. È questo il premio per il mio impegno a difendere la spiaggia? Fino a oggi chi si è preoccupato della mia incolumità? Non mi facciano morire in anticipo, mi lascino in pace. Da solo, tanto non chiedo niente a nessuno».

La sua è una storia di navigatore mancato. “Negli anni Settanta insegnavo educazione fisica a Modena. Ho tenuto duro per qualche anno, poi c’è stata l’opportunità della pensione-lampo e l’ho colta. Ero un contestatore, un personaggio scomodo». Dopo, ha aperto un negozio di abbigliamento vintage con la sua compagna. «È andato bene per diversi anni”. E il mare? “Più che altro la foce del Po, che ho navigato in lungo e in largo per almeno sei anni con una batana. Finché un’amica mi consiglia di leggere “Il gabbiano Jonathan Livingston” di Richard Bach e prendo il volo”.

L’isola di Budelli

LA SCOPERTA DELLA VELA E IL SOGNO

“Scopro il mare con una barca a vela di cinque metri, prima avventura la risalita dell’Adriatico lungocosta sino a Trieste e poi ne acquisto un’altra di otto metri. Andare a vela mi piace”. La svolta c’è nel 1989, quando Mauro decide di cavalcare il sogno. Acquista con amici un grande catamarano, lungo 16 metri e largo 9, da rimettere a posto. “Ero stanco della società, volevo una vita diversa”, aveva raccontato tempo fa a Fabio Pozzo de La Stampa. Voleva raggiungere la Polinesia ma si ferma a Budelli perché “Il custode di allora stava andandosene. Gli mancavano due giorni. Ho visto quel mare cristallino, la Spiaggia rosa, corallina come mi immaginavo quelle del Pacifico e ho fatto domanda per sostituirlo».

Da lì non si è più mosso ed è diventato il custode dei tesori aggrediti dai turisti cafoni. Sbarcare è vietato a Budelli dal 1999, ma se qualcuno si azzarda sono guai per lui. Anche se Mauro è ormai vicino agli 80 sfoggia ancora una forma fisica invidiabile e non soffre della sindrome di abbandono alla Robinson Crusoe. E non è un uomo isolato dal mondo, ha il cellulare, il wi-fi e un iPad.

COME SOPRAVVIVE MAURO

Cosa mangia e come si cura Mauro? “Mi curo con questa pianta di aloe: la mangio e mi allunga la vita. I minestroni di ortiche, di asparagi e cicoria sono il mio piatto preferito. D’inverno ho anche i funghi, ma se non piove me li posso scordare. In primavera preparo anche le frittate con le uova di gabbiano. Fino a qualche anno fa potevo andare a pescare, ma ora non ho più il gommone e le spigole sono diventate un privilegio raro. Mangio pochissima carne”.

Gli abitanti dell’isola in verità sono otto: lui, cinque gatte e due galline. Più qualche pipistrello e moltissimi topi. E i gabbiani, che dall’alba al tramonto sorvegliano continuamente la spiaggia rosa. Vive in una casetta costruita durante la seconda guerra mondiale, una specie di fortificazione. Legge libri ogni giorno e fa esercizi di Tai Chi la mattina.

Del caso di Mauro si sono occupate anche Le Iene. QUI il servizio e QUI potete inviare un’email direttamente a Fabrizio Fonnesu, presidente del parco nazionale della Maddalena, per chiedere di revocare lo “sfratto”.

(le immagini sono tratte dal profilo Facebook di Mauro Morandi)

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6 Comments

  1. Enzo ha detto:

    Non vi è fine al peggio, Lei Presidente con i suoi atti lo dimostra.

  2. Primo Scolari ha detto:

    Il post di Luca Bottoni sotto al nostro post sulla vicenda Mauro Morandi
    “Fino a qualche anno fa la parte non Demaniale dell’isola di Budelli era privata, di proprietà di una Società Italo Svizzera.
    Per conto di questa Società, il signor Mauro Morandi di Modena, pensionato dello Stato, svolgeva il lavoro (Pensionato / Lavoro) di custode, dal 1989. Chiariamo subito che quel signore non è mai stato il custode della spiaggia rosa (Cala di Roto), bensì della proprietà privata retrostante.
    Senza alcuna prerogativa sulla Spiaggia Rosa, tenuto a rispettare quindi ogni divieto vigente sulla stessa.

    Non poteva pertanto tenere un gommone rosso spiaggiato sull’arenile, come ha fatto per anni, non poteva calpestare la spiaggia per raggiungerlo più volte durante il giorno, come ha fatto, non poteva navigare nella zona interdetta, come ha fatto ogni volta che doveva allontanarsi dalla Spiaggia Rosa e raggiungerla.

    Fatta questa premessa, nel 2016, a seguito del fallimento della Società Italo Svizzera che era proprietaria dell’isola di Budelli, si è addivenuti alla vendita giudiziale di quella proprietà, per ripianare i debiti complessivi di quella società verso vari soggetti, per un ammontare totale di poco superiore a tre milioni di euro.
    Si è aggiudicata l’asta lo Stato Italiano, che era ovviamente già titolare della parte demaniale Marittima dell’isola di Budelli, e che ora possiede l’intera Isola.
    Più precisamente, quella parte un tempo privata è stata acquistata dal Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena.

    Attenzione: tra i creditori della società svizzera, risultava anche il signor Mauro Morandi di Modena, che ha ricevuto, nel 2016, per stipendi arretrati la somma evidentemente a lui dovuta di 153.000 Euro, come risulta dalla sentenza del Tribunale di Tempio Pausania, pubblicata dal quotidiano La Nuova Sardegna. Quindi, da quella data il Signor Mauro Morandi di Modena, pensionato dello Stato, indennizzato con 153 mila euro dalla vendita giudiziale della parte di Budelli che era privata, occupa senza alcun titolo, per giunta gratuitamente, un bene dello Stato.

    Ancora, aggiungo che sono stati rilevati, nel manufatto dove vive dal 1989 il signor Mauro Morandi di Modena, a Budelli, degli abusi edilizi, ad opera di ignoti, e non si capisce chi possa averli realizzati – in un’isola off limits – che devono essere sanati, con lavori la cui esecuzione comporta ovviamente lo sfratto di chi senza titolo e gratuitamente vive a Budelli.

    Questa, a chi può interessare, è la vera storia di Budelli, ed invitiamo chicchessia a confutare una sola virgola di ciò che abbiamo scritto.
    Una storia molto diversa da quella che viene sempre raccontata, ai fini della costruzione della moderna favola del Super Mauro, ma questo non è un nostro problema.

    Non volendo pensare che la favola mediatica, possa servire a movimentare coscienze e/o “associazioni ambientaliste” pronte a tesserare Mauro e farlo tornare a Budelli da volontario per conto di questa o quella sigla, crediamo sia giusto iniziare una “nostra” campagna mediatica per chiarire una volta per tutte che i maddalenini hanno altro a cui pensare e non possono e vogliono perdere il sonno pensando esclusivamente alla cacciata di Mauro Morandi da Budelli.
    Quindi invitiamo tutti a smentire sistematicamente la valanga avviata nel tentativo di far passare il messaggio “salviamo il vecchietto indifeso dai maddalenini gelosi”.

    Cosa ne pensate della vicenda? Chi ha ragione?

    (Le immagini dell’articolo sono tratte dal profilo Facebook di Mauro Morandi)

    Giornale della Vela | 12 dicembre 2018 alle 12:50 | Etichette: mauro | URL:

  3. Luciano Corazza ha detto:

    Un’altra bella storia finita nel cesso mediatico. Peccato ma visto che è lì forse si potrebbe lasciarlo in pace perché se lo riportate nella civiltà avrà bisogno di cure psichiatriche

  4. Marco Pellanda ha detto:

    Non è la prima volta che esprimo solidarietà ed ammirazione per Mauro, ma è la prima che esprimo fastidio per le argomentazoni del sig. Bottoni: l’invidia delle persone per bene può provocare disastri.
    Visto che l’isola è ora demaniale, perchè lo Stato non provvede a sostenere Mauro?
    Spero che i lettori del Giornale della Vela ed i marinai velisti chiedano anch’essi che lo Stato si attivi in favore di Mauro.
    Marco Pellanda – Venezia – Gio 13 Dic 2018

  5. Paolo V ha detto:

    Il post di Bottoni vuole fare chiarezza su certe incomprensioni o distorsioni e di questo gliene va dato atto perchè in tanti racconti ci sono distorsioni della realtà.
    Al dilà di tutto ciò ci si deve però domandare quale sia veramente il motivo di tanto accanimento nei confronti di Mauro. Non mi risulta che Mauro calpesti la sabbia e attraversi la spiaggia, almeno non lo fa da qualche anno da quando il suo gommone è andato distrutto, si è vero lo faceva e sbagliava ma forse bastava o basterebbe ricordargli che non avrebbe dovuto.
    L’ente Parco è così attento al problema di demolizione di alcuni manufatti, per carità è lecito e doveroso ma mi domando se si chiedono cosa succederà il giorno che Mauro non sarà più li. Ve lo dico io, ci saranno decine di persone che invaderanno l’arenile e che faranno il bagno li davanti senza che nessuno possa coglierli sul fatto. L’ente parco o le autorità preposte dovranno intervenire più volte al giorno e forse anche di notte cercando di contenere il fenomeno.
    e tutto questo a che prezzo ? Forse rendere più abitabile la casetta e lasciarci Mauro con un incarico specifico costerebbe sicuramente meno, lui non chiederebbe altro.
    Ora vorrei chiedere, ma se il problema “abuso edilizio” vi sta tanto a cuore per il bene dell’isola perchè perchè invece non vi preoccupate anche di un problema ben più grave e finora irrisolto ?
    Volete sapere qual’è ? e’ la raccolta dei rifiuti che poi nasce dalla impossibilità di buttare i rifiuti in appositi cassonetti.
    Parecchie barche non usufruendo dei servizi portuali perchè magari si fanno 10, 15, 20 gg di rada non sanno dove buttare i loro rifiuti ! Ho visto con i miei occhi lo scempio che viene consumato ai danni della natura, gente che butta gli avanzi di cibo o peggio ancora sacchetti pieni in mezzo al mare o li lascia sulle spiagge.
    Io stesso ho cercato di capire e vi assicuro che non esiste la possibilità conferire i rifiuti in maniera civile in appositi cassonetti se non siete residenti o se non avete usufruito di un posto barca per la notte in un Marina . Ma ci avete mai pensato ? Esiste una bella raccolta differenziata ma solo per i residenti di La Maddalena, Palau o addirittura Olbia. Provate a scendere a La Maddalena con un sacco di immondizia, magari anche diligentemente differenziata in più sacchi e vi renderete conto che non si può conferire da nessuna parte ! Ma vi sembra normale ? e se per caso vedete un cassonetto e vi ci avvinate sarete aggrediti minacciati e rimproverati con frasi del tipo ” i rifiuti portateli a casa tua qui non li vogliamo”.
    Sapete come ho risolto io il problema ? anzichè andare a La Maddalena per fare cambusa vado a Bonifacio dove posso conferire i rifiuti in appositi bidoni differenziando per bene e poi vado al supermaket dove lascio tanti bei soldoni e i francesi sono contenti.
    Beh signori io vi inviterei a riflettere e a risolvere cose più importanti che il problema Mauro.
    Comunque solo il tempo potrà dire se sfrattare Mauro è stata una buona idea…. penso che i risultati non tarderanno ad arrivare.

    Cosa ne dite di attrezzare un paio di

  6. Alessandra Tedeschi ha detto:

    Chi ha ragione? Lo stato italiano è proprietario di un bene e Mauro ne abusa. Perfetto!
    Lo Stato ha ragione ma la giustizia e l’amore di Mauro per l’isolami sembrano piu importanti di un diritto acquistato con denaro.
    Ah già conta solo quello… allora mangiateveli per cena i vs bigliettoni.
    Lasciate in pace un uomo che non da fastidio a nessuno.

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