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Meglio il gennaker o lo spinnaker? Ce lo svela Enrico Malingri

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L’espertissimo Enrico Malingri (membro della dinastia di velisti più famosa d’Italia) è alla ARC
(traversata atlantica da Gran Canaria a Saint Lucia per velisti “amatoriali”) a bordo dell’Hanse 505 Anita di Andrea Sironi. “La mia prima traversata su una barca di serie”, come ci ha raccontato nella prima puntata (ricca di consigli su come allestire una barca “normale” per le lunghe navigazioni). Nella seconda ci ha svelato perché sta andando forte e ora affronta un tema annoso. Meglio il gennaker o lo spinnaker?

Anita – 4 dicembre 2018
Lat.19.23.844 N
Long.41°10.618 W
RIFLESSIONE ATLANTICA: GENNAKER VS SPINNAKER
Sono le 15.14, anzi ritorniamo alle 14.14 perché tiriamo indietro un’ora, abbiamo già regolato l’orologio una volta ma lo dovremo fare altre tre volte. Da ieri mattina quando il vento è calato, abbiamo a riva lo spi leggero acquistato usato dall’amico Mario Testai, titolare dell’ omonimo cantiere a Marina di Carrara, la base dove da qualche anno preparo le barche dei miei clienti.
In queste 24 ore ho ripreso la mano su questa vela che in Mediterraneo sta lentamente scomparendo come una specie in via di estinzione, ma vi devo dire che come superi le colonne d’Ercole la prospettiva cambia. Eccovi alcune riflessioni sulle due vele.
In Mediterraneo con il vento ballerino che abbiamo il gennaker permette un utilizzo più rapido nella issata e ammainata, senza dovere armare il tangone ed un range di angolo più ampio da 70/80 gradi a 150 gradi di vento reale. Le due cose combinate, più l’invenzione di calze e rollagennaker con cavo anti torsione, hanno diffuso la vela anche presso crocieristi meno avvezzi alle vele per i venti portanti di grandi dimensioni.
E su questo non si discute, se vai in vacanza in Mediterraneo e hai poco spazio la vela da portare è il Genny, come lo chiamo affettuosamente io. Ma se devi attraversare l’Atlantico la prospettiva cambia diametralmente, perché qui dove il vento è costante, direzione tra NE e E, ti soffia in poppa piena. Nella navigazione sei sempre alla ricerca di poggiare il più possibile e solo il tangone che espone la vela sopravento permette di farlo.
Io spesso monto anche il gennaker sul tangone e questo aiuta a bilanciare la barca con vento forte e ad aumentare l’angolo di fruibilità della stessa in poppa. Ma se sul tangone monti il vecchio e caro Spi, compagno di tante planate allora sì che riesci praticamente a tenere un angolo tra i 160 e 170 gradi in poppa. La barca è stabile e bilanciata con il tangone quadrato a segno per esporre la vela sopravento, la scotta filata per bene.
Fondamentale in poppa avere un barber a mezza nave, che porti il punto di scotta in avanti e tiri la barca in maniera simmetrica con il braccio dall’altro lato. Tangone sempre orizzontale, regolato medio basso di campana se c’è poco vento, poi via via più in alto come aumenta il vento, per poi stendere la vela di nuovo un pò con vento forte.
In questi giorni quindi stiamo facendo angolo e velocità che ci sono mancati il giorno 3, 4 e 5, quando il vento era troppo forte per questa vela. Il top per una regata atlantica è avere uno spi medio runner da 0,75 oz per i venti medio leggeri e uno pesante più magro, più piccolo da 1,5 oz per vento forte.
In sintesi ecco l’equazione perfetta:
Gennaker = Mediterraneo
Spi con tangone = Oceano.
La variazione sul tema gennaker + tangone funziona in diversi casi intermedi.
Potendo scegliere e per avere una riserva la situazione perfetta è:
  • Gennaker all-round da 1,5 oz con calza.
  • Spi runner medio da 0,75 oz con calza.
  • Rotaia su albero con campana e per tangone.
  • Bracci per tangone armati su ambo i lati.
  • Scotte spi/gennaker con barber su ambo i lati.
Il secondo giorno eravamo primi di classe e 15 assoluti ora a causa rotture al gennaker siamo scivolati al 3 posto di classe, ma teniamo saldi la posizione anche in assoluta contro barche molto più grandi solo grazie al tangone + spi o tangone + gennaker.
Un grosso saluto a tutti
Enrico Malingri di Bagnolo

Anita (Hanse 505) partecipa alla ARC 2018 con a bordo Andrea Sironi, Alberto Sironi, Renato Sironi, Enrico Malingri Di Bagnolo, Federico Gallo, Pietro Sironi ed Enrico Sironi.

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