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SPECIALE REFIT – Fai da te o scegli tu | Interni & impianti

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Novembre, andiamo, è tempo di occuparsi del refit della vostra barca.
È l’occasione che aspettano tutti gli “smanettoni” per poter prendersi cura della propria amata: ma attenzione, non dovrete essere necessariamente dei fanatici del fai da te per sporcarvi le mani. Quest’anno potrebbe essere la volta buona per mettervi in gioco e vedere, da soli, che cosa siete in grado di fare…

In redazione abbiamo spremuto le meningi per stilare una lista di lavori il più “capillare” possibile: ma soprattutto, cercando di capire, punto per punto, che cosa potessere essere eseguito anche da un “profano” del refitting e che cosa, invece, fosse riservato ai manutentori più esperti o addirittura richiedesse l’intervento di manodopera specializzata. In questa terza puntata ci occupiamo di interni e impianti.

INTERNI & IMPIANTI. COSA FARE

1. LEGNI. I legni interni vanno dapprima puliti con panno umido, quindi trattati e nutriti con un prodotto specifico per mobili. Questo trattamento non va riservato ai paglioli, che invece andranno puliti con alcool per non renderli scivolosi qualora ci camminaste con i piedi bagnati. Eventuali sfregi o sfoliature causate dal sole possono essere ritoccati con coppale mordentata (fate attenzione a scegliere quella lucida o opaca, sulla base della vernice utilizzata dal cantiere) previa carteggiatura con carta vetrata da 120. È un intervento che potete eseguire da soli.

2. SENTINE. Rimuovete i paglioli e assaggiate l’eventuale acqua che trovate per scoprire se è dolce o salata. Potrete così individuare con più facilità le eventuali infiltrazioni. Poi procedete alla pulizia. Sentine pulite si traducono in interni più asciutti, dato che il sale è igroscopico e quindi attira umidità, ma anche in minori rischi di intasare le pompe di sentina. La pulizia va eseguita utilizzando un secchio con acqua diluita con detersivo che non fa schiuma. Con l’occasione controllate i prigionieri del bulbo e l’ossatura di rinforzo, che non deve presentare crepe o scollamenti dalla scocca sottostante. È un intervento che potete eseguire da soli.

3. CUSCINERIE. Rimosse le foderine, da lavare in lavatrice con acqua tiepida (attenzione ai ritiri del tessuto), la gommapiuma va pulita con un aspirapolvere (preferibile al battipanni che può sbriciolare il materiale) e messa ad asciugare al sole. Se il materasso si è bagnato di acqua salata – situazione comunissima in crociera, quando si scende sottocoperta dopo un bagno e non si presta attenzione – occorre sciacquarlo, altrimenti avrete sempre condensa a bordo. Spruzzate infine lubrificante non oleoso (come i già citati Sailkote e Teflub) sulle cerniere zip. È un intervento che potete eseguire da soli.

4. SCROCCHETTI E CERNIERE. Sono i componenti più soggetti a ossidarsi e quindi vanno lubrificati con uno spray oleoso (tipo CRC o WD40). Per lucidare le superfici metalliche va bene lo stesso prodotto che utilizzerete per la pulizia degli acciai di coperta. È un intervento che potete eseguire da soli.

5. IMPIANTO DEL GAS. Controllate sempre (anche prima di ogni navigazione) lo stato del tubo in gomma, che comunque ha una data di scadenza impressa sopra. La valvola sulla bombola, soggetta all’umidità, va sostituita frequentemente (secondo noi meglio farlo con cadenza annuale). Infine pulite con cura gli ugelli e i diffusori sul fornello. È un intervento che potete eseguire da soli.

6. IMPIANTO IDRICO. Se l’acqua dolce ha cattivo odore, conviene pulire i serbatoi dal tappo di ispezione con un detergente specifico e uno spazzolone a manico corto. Altrimenti sarà sufficiente aggiungere un prodotto sterilizzante (quelli al cloro sono tassativamente vietati se disponete del dissalatore perché questo elemento danneggia filtri e membrane). Quindi aprite un rubinetto e fate circolare a lungo il composto nelle tubazioni, seguito da un abbondante risciacquo. Verificate lo stato e il serraggio delle fascette e controllate eventuali perdite dalle connessioni. È un intervento che potete eseguire da soli.

7. IMPIANTO ELETTRICO. Per prima cosa si verifica il funzionamento di tutte le utenze, dalle luci al salpancore, passando per gli strumenti. Poi non vi resta che aprire il quadro elettrico e spruzzare sulle connessioni uno spray antiossidante protettivo (come quello specifico sviluppatodella CRC). Infine si verifica lo stato di carica delle batterie con un densimetro, si puliscono i terminali dei cavi e li si ricopre di vaselina filante. È un intervento che potete eseguire da soli.

8. IMPIANTO WC. Se il wc emana cattivo odore dovrete sostituire il tubo di scarico: dopo un po’ di tempo la gomma diventa porosa. Quindi, con la presa a mare di scarico aperta, versate un secchio con acqua dolce e candeggina al 50% nella tazza, e date un paio di pompate (o azionate il circuito se si tratta di wc elettrico) in modo da far penetrare il liquido nella pompa. Lasciatelo agire per circa mezz’ora e poi scaricate. È un intervento che potete eseguire da soli.

9. IMPIANTO DI SCARICO. Quando la barca è in secco controllate lo stato delle prese a mare e risultano molto ossidate dovrete sostituirle. Sono forse i componenti della carena più soggetti a rompersi, con le conseguenze che potete immaginare. Tant’è che sono le prime ad essere passate in rassegna dal RINA o dagli enti certificatori nel corso delle ispezioni periodiche. Se vi sembrano in buono stato, spruzzate dall’esterno del CRC nei fori, poi dall’interno muovete le leve delle valvole così da sbloccarle. Controllate le fascette e nel caso siano singole, raddoppiatele. È un intervento che potete eseguire da soli, salvo la sostituzione delle prese a mare che conviene affidare a manodopera specializzata. Chiedete che vengano montate quelle in bronzo e non in ottone.

10. ENTROBORDO. È giunto il momento del “tagliando”. Sostituite l’olio e i filtri olio e gasolio (sono due, uno sul motore e uno sul decantatore); smontate e pulite il filtro dell’aria, quello dell’acqua salata di raffreddamento, smontate la girante e se manca una paletta cambiatela – è un lavoro semplicissimo – e controllate lo stato cinghia dell’alternatore. Verificate infine il livello del liquido di raffreddamento, che sarebbe meglio sostituire a cadenza biennale. È un intervento che potete eseguire da soli.

SPECIALE REFIT 1 / SCAFO E COPERTA

SPECIALE REFIT 2 / ALBERO, VELE E BULBO

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