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SPECIALE REFIT – Fai da te o scegli tu | Scafo & coperta

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Novembre, andiamo, è tempo di occuparsi del refit della vostra barca.
È l’occasione che aspettano tutti gli “smanettoni” per poter prendersi cura della propria amata: ma attenzione, non dovrete essere necessariamente dei fanatici del fai da te per sporcarvi le mani. Quest’anno potrebbe essere la volta buona per mettervi in gioco e vedere, da soli, che cosa siete in grado di fare…

In redazione abbiamo spremuto le meningi per stilare una lista di lavori il più “capillare” possibile: ma soprattutto, cercando di capire, punto per punto, che cosa potessere essere eseguito anche da un “profano” del refitting e che cosa, invece, fosse riservato ai manutentori più esperti o addirittura richiedesse l’intervento di manodopera specializzata. Partiamo in questa prima puntata da scafo e coperta.

I LAVORI DA FARE – SCAFO & COPERTA

1. MURATE. Se la barca è stata costruita di recente, sarà sufficiente un lavaggio con detergente e una lucidata con il polish a riportare le fiancate all’originaria lucentezza. Per gli scafi più datati, il consiglio è quello di inframmezzare le due operazioni con una passata di pasta abrasiva. Dovrete applicarla a mano, per poi utilizzare la macchinetta apposita, con regime di rotazione lento. Potete tranquillamente eseguire l’intervento da soli, con un trabattello se la barca è in secco o addirittura con una piattaforma gonfiabile se la barca è in acqua.

2. ASSE DEL TIMONE. Quando la barca è in secco, approfittatene per controllare l’asse del timone: dovrete impugnare la parte tfinale della pala per fletterla su tutti i lati.Un gioco minimo di 1-2 mm è accettabile, se risulta superiore vuol dire che le boccole dell’asse vanno sostituite. Potreste decidere di eseguire la sostituzione delle boccole da soli, ma secondo noi la rimozione della pala, la determinazione delle corrette misure con un calibro delle boccole (da far realizzare in officina), la lubrificazione e l’installazione richiedono mano d’opera specializzata. Chiedete che le boccole siano dello stesso tipo di quelle già installate.

3. CARENA E ANTIVEGETATIVE. L’applicazione delle due canoniche mani di antivegetativa va preceduta dal lavaggio della carena con idropulitrice, da effettuare quando si ala la barca. A matrice dura o autolevigante? La scelta va effettuata sulla base dell’utilizzo che intenderete fare della barca: per la crociera tranquilla vi consigliamo di orientarvi sulle autoleviganti. Optate per un’antivegetativa compatibile con la vecchia, nel dubbio applicate una mano di primer. La vernice non va mai diluita e sulla linea di galleggiamento, sul bulbo e sul timone vi consigliamo di dare una terza mano. Usate un nastro di carta per separare la linea di galleggiamento dall’opera morta. Rispettate i tempi di posa indicati sulle confezioni. Evitate di verniciare in giornate umide o piovose. Se gli strati di vecchia antivegetativa sono tanti occorre rimuoverli con raschietto e sverniciatore. Potrete eseguire l’intervento voi stessi, ma ricordate di proteggervi con mascherina, guanti, cappello e occhiali! Se vi affidate a uno specialista, seguite costantemente il progredire dei lavori.

4. ELICA E ASSE. Se il motore è dotato di linea d’asse, dovrete controllare che non abbia giochi sulle boccole ed
eventualmente sostituirle. Se avete il sail- drive, sarà necessario sostituire l’olio del piede. Cambiate gli zinchi, verniciate l’elica con antivegetativa apposita. È un intervento che potete eseguire da soli, per l’eventuale sostituzione delle boccole meglio affidarvi a manodopera specializzata.

5. WINCH. Dotatevi di una bacinella con benzina o gasolio e procedete allo smontaggio della campana e degli ingranaggi. Pulite accuratamente i pezzi con un pennellino, poi rimontateli seguendo lo spaccato fornito dal produttore. Non fatevi prendere la mano dal grasso, che va applicato in piccolissime dosi (e mai su mollette e nottolini). È un intervento che potete eseguire da soli, ma ricordate di stendere nella zona intorno al winch un panno in modo da non far rotolare in acqua qualche ingranaggio.

6. BOZZELLI, PASTECCHE E STOPPER. Dopo averli abbondantemente risciacquati, i bozzelli e gli stopper vanno spruzzati con lubrificanti spray. Ottimi quelli non oleosi della Harken (Sailkote McLube) e della CRC (Teflub) che col tempo non creano grumi che diminuiscono la scorrevolezza delle pulegge. Se lo stopper non tiene più come un tempo, vuol dire che i denti delle camme sono consumati. Basta richiedere nuove camme alla ditta produttrice e sostituirle. È un intervento che potete eseguire tranquillamente da soli. Ricordatevi di stendere un panno sotto il bozzello in modo da non lasciare depositi di prodotto in coperta.

7. TEAK. Il lavaggio va eseguito con acqua dolce e spazzolone a setole non troppo dure che va usato nel senso perpendicolare alla fibra, altrimenti si riga il legno. Se volete riportare il teak all’originario colore si può applicare un prodotto sbiancante. Dopodiché potrete stendere un olio specifico, tenendo presente che inizialmente il ponte sarà un po’ scivoloso. È un intervento che potete eseguire da soli.

8. RIVESTIMENTO SINTETICO. Se il teak è consunto, valutate l’opzione di un rivestimento sintetico o in sughero al posto della sostituzione delle doghe. Ormai il mercato è ricco di prodotti che, alla vista, sono praticamente identici al teak e sono esenti da manutenzione. Se fornite ai produttori le dime, vi consegneranno i pezzi pronti all’installazione. Potete eseguire da soli l’incollaggio, ma visto che la rimozione del vecchio teak è operazione lunga e complessa vi consigliamo di fare riferimento a un installatore di fiducia delle aziende produttrici.

9. SALPANCORA. Smontate il barbotin e pulite bene la superficie di contatto con il corpo del salpancora. Non applicate grasso che riduce il grip della frizione e facilita il deposito di scorie. Pulite dall’ossido i contatti dei cavi sul teleruttore e spruzzate dello spray lubrificante. È un intervento che potete eseguire da soli.

10. CATENA DELL’ANCORA. Dopo aver scaricato la catena a terra, lavate bene l’interno del gavone. Una volta risciacquata la catena, applicate i nuovi segni delle lunghezze. Controllate infine che il sistema di aggancio con l’ancora sia in buono stato. È un intervento che potete eseguire da soli.

11. ROLLAFIOCCO E FRULLINI. Sciacquate bene il cuscinetto a sfere del tamburo, quindi spruzzate del lubrificante, meglio se non oleoso). Verificate poi che la cima del circuito sia in buono stato. È un intervento che potete eseguire da soli.

12. BOCCAPORTI E OBLÒ. Il vetro fessurato va periodicamente sostituito: idem per le guarnizioni che col tempo tendono a comprimersi o sbriciolarsi. Questi interventi vanno fatti eseguire da manodopera specializzata. Voi potrete invece ingrassare con vaselina filante le guarnizioni integre e le cerniere quando lo stato generale del boccaporto è ancora buono.

13. ACCIAI. Tutti gli acciai a bordo vanno lavati quindi lucidati con un prodotto che ripristina la passivazione dell’acciaio inox (come ad esempio Wichinox di Wichard). È un intervento che potete eseguire da soli.

14. ARRIDATOI. Dando per scontato che siano stati allentati prima dell’inverno, sarà facile smontarli uno per volta, pulirli con benzina e lubrificarli con grasso al teflon. Per mollarli occorre fare attenzione a non “gripparli”. Sostituite, nel caso, le coppiglie. È un intervento che potete eseguire da soli.

 

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