Quando la chiglia telescopica è elettrica (e italiana)


Il loro stand al METS (la grande fiera degli accessori nautici di Amsterdam) è un po’ defilato ed è un peccato perché quello che propongono è molto interessante. La chiglia telescopica non è una novità, ma il sistema “Keel Servant”, ideato in quel di San Giorgio di Nogaro (Udine), è il primo che sfrutta un motore elettrico anziché idraulico.

Il meccanismo si adatta a un’ampia gamma di dimensioni, per sistemi a chiglia telescopica costituiti da una pinna fissa ed un bulbo sollevabile: “Noi ci occupiamo del sistema di sollevamento”, mi racconta Katiuscia Lanza di The Keel Servant, “e possiamo assicurarvi che la presenza di questo non influisce in alcun modo sul disegno e le prestazioni della chiglia stessa”.

COME FUNZIONA
Come funziona quindi il sistema, “ideale per barche da 40’ a 80, con consumi trascurabili’”, che vi garantisce l’accesso anche in acque basse visto che di fatto “a chiglia sollevata pescherete la metà”?

Il meccanismo di sollevamento si compone di un fusto a sezione rettangolare, azionato da un martinetto elettromeccanico a vite senza fine che scorre in una sede (camicia) inserita e fissata nella pinna fissa della chiglia. Il sistema viene montato su una pinna fissa progettata con un’apposita sede a sezione rettangolare, per ricevere la camicia fissa del meccanismo.

Il bulbo viene collegato mediante una coppia di flange, una delle quali è solidale con il fusto scorrevole del meccanismo e l’altra viene inserita in fusione nel bulbo. Una carenatura in vetroresina viene avvitata al bulbo e si accoppia a cannocchiale con la pinna per ricostituire il profilo idrodinamico nella parte scorrevole.

In parole povere, il motore sta in una “scatola” meno ingombrante rispetto alla scassa prevista da un sistema idraulico: “L’altezza del ‘contenitore’, sottocoperta, è compresa mediamente tra i 500 e gli 800 millimetri”. Il montaggio è molto semplice. Solo due cavi di potenza a 12V o 24V, e il collegamento dei pannelli di comando locale ed in plancia. Il sistema originale di pattini di guida, poi, garantisce un movimento molto regolare senza vibrazioni e le posizioni a fine corsa sono bloccate, senza possibilità di “scampanii” e rumori in navigazione e all’ancora.

The Keel Servant è prodotto in tre modelli standard (il più leggero, TKS10, pesa 800 kg), ma l’azienda lavora molto con soluzioni “custom”. La deriva può essere azionata manualmente in caso di emergenza, con uno sforzo limitato o con un elettroutensile portatile.


I VANTAGGI DEL SISTEMA

Secondo l’azienda, sono molti i vantaggi del sistema, non rispetto a una chiglia telescopica idraulica ma anche rispetto a una tradizionale ad immersione ridotta:

• Peso della zavorra inferiore fino al 30% rispetto alle classiche chiglie a immersione ridotta.
• Maggior momento raddrizzante, con possibilità di tenere più tela a riva e quindi di adottare un piano velico più potente.
• Un angolo di bolina molto migliore, grazie alle migliori caratteristiche idrodinamiche di una deriva a corda corta.
• Possibilità di sollevare la chiglia alle andature portanti, riducendo la resistenza idrodinamica e aumentando la velocità, a parità di piano velico.

Qui il sito di The Keel Servant

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