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L’orologio marino perfetto? E’ elegante ma ha un “cuore militare”

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Per secoli gli uomini hanno navigato senza sapere dove si trovassero. Con la misurazione dell’altezza del sole e della stella polare rispetto all’orizzonte potevano calcolare la latitudine, ma non la longitudine.

Poi, alla metà del settecento, un orologiaio inglese, Jim Harrison, sviluppò i primi orologi marini (ovvero, quelli il cui meccanismo continuasse a funzionare con precisione nonostante la salsedine, il beccheggio, il rollio e l’acqua) e si poterono calcolare i fusi orari. La rivoluzione aveva avuto inizio. Il “GPS” dell’epoca era nato. Negli anni gli orologi marini hanno subito continui perfezionamenti, diventando oggetti di culto e “glamour”: tra le eccellenze non si annoverano soltanto marchi svizzeri.

Ad esempio, la tradizione orologiera fiorentina racchiude una magnifica storia di uomini che hanno costruito la fortuna di marchi noti: primo tra tutti il Colonnello Dino Zei. Nato Viterbo nel 1931 entra nell’Accademia Militare a 19 anni per poi laurearsi nel 1958 in Ingegneria industriale all’Università di Pisa: è stato uno dei grandi uomini dell’alta orologeria. Ufficiale di Marina e gentiluomo dell’industria, è stato padre e ispiratore di alcuni dei più bei segnatempo Made in Italy.

IL SEGRETO DI UN OROLOGIO PERFETTO
Oggi sono rare le tirature limitate; più proficuo abbracciare la filosofia dei grandi numeri, che spesso però non consentono molte scelte su tecniche o complicazioni realizzative dovute a particolari specifiche; e quelle “militari”, che trovate sugli orologi Dino Zei, sono tra le più complesse.

La filosofia che contraddistingue un progetto mediocre da uno solido è tendere al meglio nel rigore dell’essenziale; con una moderna chiave di lettura legata anche alla funzionalità e all’estetica. Quando a un orologio si affidano compiti di vitale importanza in operazioni militari, ma anche in regata e in navigazione (come il calcolo del timing in partenza, l’ora esatta per conoscere come varieranno i venti, le correnti e le maree), in teoria, parametri come il costo realizzativo o le tendenze del mercato dovrebbero essere del tutto ignorati.

LA SFIDA DI DINO ZEI
La sfida delle persone che oggi rappresentano il marchio Dino Zei è realizzare strumenti da polso dove la fusione di tradizione, qualità ed innovazione dia origine ad prodotto robusto e affidabile, che abbia glamour e che sia hi-tech, che sia bello e che sia esclusivo; qualcosa che renda orgogliosi chi lo indossa di averlo scelto ponderatamente. Tutte queste caratteristiche sono frutto di attività che possono essere racchiuse in due parole che sembrare sinonime ma che esprimono capacità ed obiettivi diversi: ricerca e ricercatezza.

Ricercatezza, che ha orientato la progettazione del Cronografo Sauro; ricerca, che ha generato il Todaro Submersible, un Gran Master Time con due dispositivi brevettati in fase di “Patent Pending”. Gli orologi Dino Zei sono costruiti come un sarto cuce il suo manufatto attorno al cliente; questo livello di personalizzazione porterà a realizzare pezzi unici al mondo che il proprietario potrà esibire con la soddisfazione di averne determinato i dettagli. www.dinozeiorologi.com

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