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Viva la libertà! Addio monopoli nelle classi olimpiche

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“Finalmente, dopo trent’anni bui, ce l’abbiamo fatta. Dal 2020 addio monopoli nelle classi olimpiche”
, ci racconta soddisfatto Beppe Zaoli. Questo cosa significa? Che non potranno più esserci cantieri e produttori “esclusivisti” per le barche e le attrezzature delle classi olimpiche. E che i derivisti potranno scegliere gli scafi, le vele, gli alberi che vogliono. Questo si dovrebbe tradurre, come ci insegnano gli economisti, in una riduzione dei costi (in teoria). (foto di apertura di Jesus Renedo)

Beppe Zaoli, titolare di Zaoli Sails e presidente dello Yacht Club Sanremo

Una vera e propria rivoluzione in favore del libero mercato, avvenuta grazie agli italiani. Già, perché oltre a Zaoli (titolare della veleria Zaoli Sails), ad aver segnalato all’antitrust l’irregolarità in seno a World Sailing sono stati Luca Devoti (ex argento a Sydney sui Finn e titolare di Devoti Sailing) e il velaio Zaoli (nonché allenatore del 470 croato vincitore dell’oro alle ultime Olimpiadi) Andrea Mannini, tramite l’avvocato Giuseppe La Scala.

“A parte nella classe Finn (a proposito, futura ex-classe olimpica: scopri perché, ndr) e nel 470”, spiega Zaoli, “in tutte le altre classi esistono situazioni di monopoli (Nacra, 49er, Laser tanto per citarne alcune, ndr), che vanno contro ai principi della vela olimpica. Adesso World Sailing, che nella riunione in Florida ha stabilito la liberalizzazione a partire dal 2020, è indagata per questa irregolarità”.

Tra la segnalazione e la decisione della federvela mondiale è intercorso circa un anno: “Siamo stati molto determinati quindi abbiamo superato qualsiasi difficoltà. Tutti pensavano che fosse un bluff e ci sono stati momenti in cui non eravamo creduti a livello internazionale. E invece ce l’abbiamo fatta. Siamo riusciti a far cambiare una linea di prepotenza che durava da trent’anni”.

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1 Comment

  1. Jerry ha detto:

    Bravo Beppe,,, come sempre. Un abbraccio!

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