developed and seo specialist Franco Danese

Follia olimpiadi: addio Finn, spunta la barca offshore con la scaletta per fare il bagno

Storie dalla Route du Rhum – INTERVISTA Loick Peyron: “Io non sono un vero marinaio”
3 novembre 2018
Storie dalla Route du Rhum – Andrea Mura vuole rovinare la festa “ai francesi che se la tirano”
3 novembre 2018

Sharing is caring, condividilo con i tuoi amici!

Non sapevamo che a Sarasota, negli USA, si producesse un vino così buono. Perché, perdonateci l’ironia, da quello che sta emergendo dall’assemblea di World Sailing, la federazione internazionale della vela, che ha il compito tra le altre cose di decidere le sorti della vela olimpica per l’edizione di Parigi/Marsiglia 2024, sembra che i “soloni” impegnati in argute riflessioni di questo vino ne stiano abusando.

L’assemblea di World Sailing è, fra l’altro, partita fortissimo, con la notizia ufficiale di un’investigazione da parte dell’Anti Trust della Commissione Europea per la nota faccenda dei monopoli dei cantieri costruttori di diverse classi olimpiche. Ma evidentemente questa partenza col “botto” ai senatori di World Sailing non è bastata, era necessario aggiungere qualche altro botto. Ed ecco che arriva una notizia che è quasi difficile da interpretare, se non fosse drammatica per gli atleti sarebbe quasi tragicomica. Ma andiamo con ordine.

Dall’assemblea di metà anno di World Sailing, svoltasi a maggio in quel di Londra, era uscita una formula che tutto sommato accontentava un po’ tutti: il kite surf dentro le Olimpiadi 2024 in un format di regate a squadre miste tra uomini e donne, il 470 sarebbe diventato misto, e veniva aggiunta una regata a squadre mista su singoli, uno dei quali sarebbe dovuto essere il Finn maschile mentre il singolo femminile era da individuare. Queste le principali novità.

Ma ecco che il vino americano fa i suoi effetti, e nel corso di una votazione in preda all’allegria, con una maggioranza del 79% l’assemblea di World Sailing vota al posto del “Mixed double dinghy Event” , ovvero la regata a squadre con Finn e altro singolo femminile, una Mixed Offshore Keelboat. Avete capito bene, una regata offshore mista, con equipaggi di tre persone, su una barca che di fatto al momento non esiste. O meglio, da quello che trapela sembra già esserci un’intesa su un modello: L30, disegno di Andrej Justin su idea dell’ucraino Rodion Luka. Praticamente un monotipo, in barba all’inchiesta dell’antitrust, che però a detta di World Sailing sarebbe fornita, non si sa bene come, dall’organizzazione. Un pasticcio senza precedenti. In barba anche a qualsiasi principio di riduzione dei costi, in barba al principio che dobbiamo rendere la vela comprensibile e spettacolare per tutti: se non è spettacolare una regata in Finn con 30 nodi sotto costa come può esserlo una offshore di 48 ore (sarebbe questa la durata delle prove) che è praticamente impossibile d seguire per i media?

In pratica va fuori il Finn, una delle classi che da più giustizia alla tecnica e al fisico dei velisti, perché premia in maniera indubbia i migliori ed è relativamente poco costosa rispetto ad altre classi, per fare spazio a una barca sicuramente costosa e a un tipo di regata il cui contenuto è tutto da inventare per renderlo compatibile con il format di un’Olimpiade, introducendo per altro un potenziale nuovo problema di monopoli. 

Facciamo fatica a comprendere quale sia la logica di quest’operazione? Aprire la vela olimpica anche per chi non ha il fisico adatto a stare su una classe dura come Finn, Laser etc etc? Ma il bello della vela olimpica è che per l’appunto è solo per i migliori e solo i migliori vincono le medaglie. E una barca di 30 piedi rischia invece di premiare solo chi ha più soldi degli avversari.

Mauro Giuffrè

In questo video vi mostriamo l’L30, e, concedeteci l’ironia, nella versione più “cruise” a poppa c’è anche la scaletta per il bagno, nell’eventualità in cui i velisti durante una prova olimpica avessero intenzione di darsi una rinfrescata.

3 Comments

  1. Adolfo Mellone ha detto:

    Giochi senza Star, FD e Finn non sono più Giochi.
    Giudicatelo pure un parere da vecchi, ma per tutte le altre carabattole ci sono regate e campionati a tutti i livelli.
    I Giochi dovrebbero essere una cosa seria, ma da una manifestazione che annovera fra le attività il curling, che ci vogliamo aspettare?

  2. GiovaToma ha detto:

    Purtroppo la vela e’ in uno stato confusionale morboso. Da quando e’ stato abolito il triangolo olimpico e le prove si sono ridotte a corride abbiamo visto un declino di interesse e di numeri impressionante. Star, FD, Tornado e adesso il Finn. Poi tocchera’ al 470. Per che cosa? Se guardiamo altri sport vediamo movimenti impressionanti di numeri, soprattutto a livelli di partecipazione amatoriale. E non sono solo i costi a limitare la partecipazione nelle regate. Il vero limite e’ banalmente il divertimento, la fatica e la sfida. Una bolina di un vecchio triangolo olimpico o le strambate lasco-lasco erano delle vere sfide, adesso e’ tutto piu’ semplice, piu’ corto e sicuramente meno interessante. Lo stesso vale per le classi di altura: abolito lo IOR si e’ entrati in un vuoto pneumatico di idee. Riconosco, sono vecchio. Ma come potete vedere il ciclismo non ha pensato di diventare piu’ televisivo usando i tricicli. La Vela mondiale invece si. E di fiaschi se ne sono visti ultimamente: dalla Coppa America con i catamarani alle derive che usano tanto carburante per i gommoni di appoggio quanto una F1 in un Gran Premio. Peccato. La grazia e la sublime complessita’ di una Star in bolina, in regata, non saranno mai raggiunte con qualsiasi caravanserraglio volante.

  3. Luca ha detto:

    Basterebbe un boicottaggio della vela da parte dei paesi più importanti, per una sola olimpiade, per farli rinsavire.
    Non è possibile non capire che i giovani sono sempre più alti, pesanti e potenti e l’unica classe che può andare bene è il Finn. Per tutte le altre bisogna essere degli scriccioli, oppure giustamente delle donne.
    Gli atleti veri non potranno più fare vela olimpica, Un bel risultato. La vela sraà solo appannaggio delle atlete donne che per peso e conformazione fisica si adattano alle classi che si stanno introducendo.
    Già il 470 pone limiti al peso che spesso escludono velisti di livello, per questo c’era l’FD, ma hanno pensato bene di toglierelo tanti anni fa. Una classe stupenda ed una barca senza tempo, tecnica, veloce e bellissima.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi