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Storie dalla Route du Rhum – INTERVISTA Loick Peyron: “Io non sono un vero marinaio”

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La Route du Rhum è la “regata delle regate”. Solo qui, a Saint Malo, con l’odore dell’oceano nelle narici, puoi incontrare il gotha della vela mondiale. Del quale fa parte, a pieno titolo, Loick Peyron, uno dei marinai più famosi della Francia se non del mondo. Quest’anno farà la traversata solitaria (3.500 miglia dalla Bretagna alla Guadalupa) nel “vecchio stile”: sul piccolo trimarano Happy, una replica dell’Olympus Photo, barca con cui Mike Birch vinse la prima edizione della RdR nel 1978. Userà il sestante, non si affiderà all’elettronica né ai bollettini meteo. Quando l’ho fermato per chiedergli di scambiare quattro chiacchiere mi tremava la voce dall’emozione.

Ecco che cosa mi ha raccontato (in calce all’intervista trovate il video completo – in inglese – e una breve biografia di Peyron).

Loick, qual è il senso dell’avventura che stai per intraprendere?
Oh, è una lunga storia. Molto lunga. Ho fatto la Route du Rhum otto volte, ho persino vinto la scorsa edizione (prendendo il posto dell’infortunato Armel Le Cleac’h con Banque Populaire VII, ndr). Edizione a cui avrei dovuto partecipare con Happy: ora posso finalmente farlo, navigare in questo oceano con una barca uguale a quelle che lo fecero nel 1978. Per me è molto importante, è un tributo ai pionieri della vela. Se noi siamo qui a regatare, lo dobbiamo a loro. Grazie a quei “ragazzi”.

Ma anche tu puoi essere considerato uno di quei “ragazzi”…
Vero, ma nel 1978 ero solo uno spettatore!

Come mai la scelta di non usare strumenti e di affidarsi al sestante?
Per tornare alle “radici”. Quando ho iniziato le mie avventure oceaniche, non esistevano tutti questi strumenti. Sarà un ritorno alle origini. Le mie origini.

Che cos’è per te la Route du Rhum?
La regata a cui non puoi non partecipare. Quando decidi di prendere parte a una transatlantica in solitario, hai solo due opzioni: quella inglese, la Transat (ex-Ostar, ndr) e quella francese, la Route du Rhum. Ovviamente c’è anche la Mini Transat, che è un ottimo inizio, ma la Route du Rhum è la grande classica. Non esiste altro luogo in cui immaginarsi la partenza, al di fuori di Saint Malo, la città dei pirati. Dalla sua prima edizione sono state tante le storie da raccontare. La prima Route du Rhum venne vinta da Birch per soli 98 secondi su Michel Malinovski, dopo 23 giorni di regata. Fu anche la regata in cui scomparve il grande Alain Colas. Nel 1990 venne vinta da Florence Arthaud. Tanti momenti drammatici, tanti momenti mitici. Questa è la chiave, l’alchimia giusta che rende questa regata un appuntamento imperdibile.

Proprio perché tu sei un grande marinaio vorremmo sapere da te… qual è il tuo grande marinaio preferito.
Non ne ho. Davvero, non ne ho. Forse, Robert Surcouf. Sai di chi si tratta? E’ morto due secoli fa (sono andato a vedermi le date, ndr: 1773-1827) ed è stato uno dei migliori corsari di Saint Malo. Immagina di dover gestire una nave con 200 uomini sopra e sottocoperta, lottando contro gli inglesi nell’Oceano Indiano. Quelli erano marinai. Noi invece siamo “solo” velisti professionisti. Che è molto differente. Non stiamo lottando per la nostra vita. Lo facciamo per piacere. Non dico che sia facile, ma lo facciamo per piacere.

E se non è un “marinaio” una leggenda della vela come Loick Peyron, mi chiedo io, chi dovrebbe esserlo?

Eugenio Ruocco

L’INTERVISTA VIDEO A LOICK PEYRON (IN INGLESE)

CHI E’ LOICK PEYRON
Loick Peyron è uno dei più grandi marinai del mondo. Nato nel 1959, tra i suoi tanti successi, spicca il record assoluto al Fastnet del 2011 sul trimarano Banque Populaire V (1 giorno, 8 ore, 48 minuti e 46 secondi) e le campagne di America’s Cup a bordo di Alinghi e Artemis oltre che numerosissime regate oceaniche. Ha detenuto il Trofeo Jules Verne (assegnato a chi circumnaviga il mondo senza scalo in minor tempo) dal 2012 al 2017 (45 giorni, 13 ore, 42 minuti e 13 secondi). Poi Vendée Globe, Ostar, Barcelona World Race… Alla scorsa Route du Rhum partecipa sul maxi tiri Banque Populaire VII sostituendo all’ultimo Armel Le Cleac’h. Non solo vince, ma fa pure il record della regata.

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