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Storie dalla Route du Rhum: silenzio, parla il “boss” Alex Thomson

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Sono appena arrivato a Saint Malo, dove il 4 novembre prenderà parte la Route du Rhum 2018, la regata delle regate. Oltre 3.500 miglia dalla città bretone fino in Guadalupa. Prendervi parte è il sogno di ogni velista solitario che si rispetti. E appena arrivo al porto capisco perché: 123 barche partecipanti, decine di migliaia di persone, sembra di essere ai Giochi Olimpici. Gente che fa la fila per salire a bordo delle barche, la banchina che sembra un mercato di strada. Grandissime barche, gli ipertecnologici e mostruosi trimarani Ultime, gli IMOCA 60 con i foil di ultima generazione, tantissimi (53!) Class 40, monoscafi e multiscafi di tutti i tipi. Ma, soprattutto, grandissimi velisti. Delle vere e proprie star della vela mondiale che è possibile incontrare qui, tutti insieme.

Alex Thomson è uno di questi. Secondo all’ultimo Vendée Globe (giro del mondo in solitario senza scalo), lo skipper dell’IMOCA 60 Hugo Boss, famoso per le sue “camminate” sull’albero e sulla chiglia (nonché per aver settatao record su record di velocità, l’ultimo è stato ratificato pochi giorni fa: 539 miglia in 24 ore!), è il favorito alla vittoria della Route du Rhum, ora che il suo avversario, il mitico Armel Le Cleac’h, è passato in classe Ultime. Sarei stato proprio uno stupido a non approfittare della conferenza stampa con lui!

Alex, sei alla tua prima Route du Rhum. Sei pronto?
E’ vero, sono un novellino. E sono stupito dalla quantità di gente qui a Saint Malo, è incredibile. Se tra le migliaia di persone che sono salite a bordo delle varie barche, anche solo l’1% si innamorerà della vela e inizierà a praticarla, avremo fatto centro.

Sarai un novellino, ma sei tra i favoriti per la vittoria tra gli IMOCA 60. Ti senti sotto pressione?
No (ride). Scherzi a parte, la mia conterranea Ellen MacArthur nel 2001 giunse seconda al Vendée Globe, poi l’anno successivo trionfò alla Route du Rhum. Anch’io sono arrivato secondo allo scorso Vendée. Spero che questo sia di buon auspicio!

L’IMOCA 60 Hugo Boss

E’ vero che questa è la tua ultima regata a bordo di Hugo Boss?
Vero, al Vendée del 2020/2021 sarò con una nuovo IMOCA, che stiamo sviluppando assieme allo studio VPLP. Farò di tutto per chiudere al meglio con questa barca. Se non dovessi vincere, non vorrei che la gente pensasse “ecco, se ne sta disfando perché la barca non cammina”. Tutt’altro.

Ovviamente la nuova barca avrà i foil. Puoi dirci qualcosa di più?
Stiamo lavorando sodo sui foil: e se tutto andrà bene, possiamo davvero diventare il primo team inglese a vincere il Vendée. Penso che i foil siano il presente e il futuro: stanno acquisendo sempre più importanza nel mondo delle grandi regate, e credo che la vera sfida sarà proprio sulla loro progettazione. Paradossalmente, in futuro potremmo concentrarci di meno sulla “piattaforma” (leggi: lo scafo) perché se le barche navigheranno sollevate dall’acqua, la stessa carena perderà di “importanza”.

Tu sei un grande “comunicatore”. Come speri che cambi il mondo della vela?
Io spero che in futuro gli skipper possano comunicare ancora di più. Il prossimo passo è che siano i media a controllare le telecamere a bordo, 24 ore su 24. E magari io, con una luce rossa a bordo – ride – vengo avvisato di essere in diretta.

Un Grande Fratello della vela, quindi.
Non ci vedrei nulla di male. Questo servirebbe a creare ancora più connessione tra il pubblico e la vela!

(E.R.)

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