developed and seo specialist Franco Danese

Storie dalla Route du Rhum – Hiroshi Kitada, il solitario giapponese “in incognito”

Route du Rhum, che lo scontro tra titani abbia inizio. Ecco chi sono i favoriti. FOTO
2 novembre 2018
Storie dalla Route du Rhum – INTERVISTA Loick Peyron: “Io non sono un vero marinaio”
3 novembre 2018

Sharing is caring, condividilo con i tuoi amici!


“Inizialmente ho cercato di fare tutto di nascosto, poi mi hanno scoperto e ora in Giappone si parla della mia avventura”
. Hiroshi Kitada, alla Route du Rhum, si è iscritto quasi ‘in incognito’. Ha 54, è un industriale chimico molto importante e non aveva certo bisogno di pubblicità. Qui, a Saint Malo, si camuffa tra i 53 skipper solitari che domenica 4 novembre partiranno alla volta della Guadalupa. Oltre 3.500 miglia, mica bruscolini.

“Mi sono innamorato della vela circa 10 anni fa”, mi racconta a bordo del suo Class 40 (un Pogo S3) Kiho (che in giapponese significa “vele preziose”): stava cercando una piccola barca di legno da mettere nella piscina di casa (sic!) ed è stato un colpo di fulmine. In Giappone ha preso parte a tutte le regate di altura più importanti, come la “Okinawa-Tohai, 700 miglia”, ma nel suo paese non c’è ancora la cultura della course au large. “Così ho carcato nuove avventure in occidente: ho partecipato alla Transat Barkerly e alla Transpac (Los Angeles-Honolulu)”.

Ma si trattava di esperienze in equipaggio. “Adesso, mi sono detto, è giunto il momento di fare qualcosa di più. Ed eccomi alla Route du Rhum, la mia prima vera regata oceanica in solitario (eccezion fatta per le prove di qualificazione, ndr)”. Quando gli chiedo cos’è per lui la Route du Rhum, tentenna: “Mi hai fatto la domanda più difficile, avrei bisogno di due giorni per risponderti. Ma posso rispondere così: questa regata è il mio modo per poter lasciare un segno“.

Il meteo pare non promettere bene: al di fuori della Manica, ai 123 solitari iscritti alla regata, potrebbero aprirsi ‘le porte dell’inferno’, con onde e venti davvero proibitivi. Ma Kitada non si fida delle previsioni: “Il meteo? Non ci azzecca mai! Partiamo e vedremo!”.

Il suo velista mito? “Non ne avevo, inizialmente. Poi negli ultimi anni ho avuto modo di conoscere Vincent Riou (skipper di PRB, vincitore di un’edizione del Vendée Globe, ndr): una persona fantastica, molto disponibile e sempre pronta a darti i consigli giusti. Il mio mito è diventato lui”.

E.R.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi