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Quando la Middle Sea Race ti strega: il racconto dei veterani di Tetta. VIDEO e FOTO

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L’IMX 45 Tetta

La Rolex Middle Sea Race può diventare quasi una “malattia” e c’è chi torna ogni anno, da quasi dieci anni a farla. Con qualsiasi meteo, in qualsiasi condizione, riuscendo a portare la barca al traguardo, a volte vincendo anche, anche quando i ritiri si contano in decine e decine come nelle ultime due edizioni. Stiamo parlando di un equipaggio siciliano, quello di Giacomo Dell’Aria, che con il fratello, il figlio, il nipote e un gruppo da amici anche quest’anno si sono fatti trovare pronti all’appuntamento con la classica del Mediterraneo. Chi è avvezzo ai nomi delle barche siciliane da anni attive in regata tra monotipi e altura, conoscerà senza dubbio le “dinastie” dei vari Wolverine, Japlin 007, Squalo Bianco (di Alberto e Concetto Costa), da sempre presenza fissa nelle regate del sud Italia e non solo.

Nelle ultime due edizioni hanno partecipato con l’IMX 45 Tetta, ex Giumat, che nel 2017 è stato una delle sole due barche italiane giunte al traguardo e quest’anno ha chiuso con il 31mo posto in IRC overall e il terzo in ORC 4 un’edizione tutt’altro che semplice, caratterizzata da una dura bolina lungo la costa nord della Sicilia e un “lasco selvaggio” nella discesa verso Pantelleria e Lampedusa.

Giacomo Dell’Aria ci racconta la loro Middle Sea Race 2018:

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